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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Dicembre 2011 Archives

"Discutibili modalità individuate da Monti. Nostra posizione lungimirante e coerente. Incoraggiata l'azione autenticamente riformatrice di Idv"

"Una scelta obbligata e di buon senso che conferma la lungimiranza dei nostri emendamenti tesi a non appesantire le province di ulteriori funzioni in vista di un progressivo trasferimento delle loro funzioni". Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta con queste parole la scelta unanime della Prima commissione consiliare che, su proposta della giunta regionale, ha deciso di stralciare dal testo di Riforma del sistema amministrativo regionale gli articoli che conferivano ulteriori funzioni alle province.
"La correttezza della nostra azione emendativa - aggiunge Dottorini - trova oggi un'importante conferma nella scelta della giunta regionale di assecondare un processo che appare ormai difficilmente arginabile. Sarebbe stato sufficiente tentare di mettersi in sintonia con gli orientamenti della politica nazionale per comprendere la sensatezza di quanto proponevamo. D'altra parte lo straordinario movimento che ha consentito a Idv di raccogliere centinaia di migliaia di firme per la proposta di legge finalizzata all'abolizione delle province è un segnale inequivocabile che non può che essere compreso e interpretato. Al di là delle modalità, a nostro avviso più che discutibili, con cui il governo Monti pare intenzionato a intervenire su questa materia, è giusto sottolineare come i programmi di quasi tutte le forze politiche e l'orientamento chiaro dell'opinione pubblica  avrebbero dovuto suggerire maggiore prudenza e capacità di ascolto da parte di chi si accingeva a riorganizzare l'assetto istituzionale della nostra regione. Oggi i fatti danno ragione alla nostra coerenza e ci incoraggiano nell'azione autenticamente riformatrice che Idv, da forza di governo, da sempre sostiene".

Perugia, 7 dicembre 2011
"Le 5.500 firme raccolte solo in Umbria per abolizione province sono segnale forte che nessuno può ignorare o valutare con supponenza"

RIFORME. DOTTORINI (IDV): PAUSA COMMISSIONE OPPORTUNA, RIBADIAMO BUON SENSO E LUNGIMIRANZA NOSTRE PROPOSTE

"Quella decisa oggi è una pausa opportuna e ragionevole per valutare le conseguenze del decreto del governo sulla riforma del sistema amministrativo regionale. Per quanto ci riguarda non possiamo far altro che ribadire il buon senso e la lungimiranza delle nostre proposte e dei nostri emendamenti soprattutto per quanto concerne le province". E' quanto ha dichiarato Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale a seguito del rinvio dell'esame del testo sulla Riforma del sistema amministrativo regionale e delle autonomie locali in discussione presso la prima commissione consiliare.
"Le 5.500 firme raccolte solo in Umbria dal nostro partito - aggiunge il consigliere regionale - sono un segnale forte e inequivocabile che nessuno può ignorare o valutare con supponenza. Nella stangata del governo Monti, almeno un argomento va nella giusta direzione, quella del rigore e della semplificazione. Adesso è necessario procedere con equilibrio e senza strumentalizzazioni verso una riforma che tenga conto di un assetto per ora solo abbozzato".

Perugia, 5 dicembre 2011

"Nominati e listini antidemocratici e ingiusti, necessario cancellare la legge approvata la scorsa legislatura"

REFERENDUM. DOTTORINI (IDV): BENE OK DELLA CASSAZIONE. ADESSO ELIMINARE ANCHE IL PORCELLUM IN SALSA UMBRA

"Una splendida notizia, che ci fa ben sperare per la possibilità di celebrare il referendum e quindi ottenere la modifica di una legge elettorale ingiusta, antidemocratica e che nega il diritto di scelta dei parlamentari da parte dei cittadini. Adesso dobbiamo lavorare tutti affinché possa essere raggiunto l'obiettivo che centinaia di migliaia di cittadini ci hanno chiesto: abolire il Porcellum e tornare a garantire il diritto di scelta agli elettori". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta l'ok della Cassazione alle firme per il referendum per cambiare la legge elettorale. La Cassazione ha ammesso quindi il referendum, ora la Corte costituzionale dovrà esprimersi sulla legittimità dei quesiti.
"Non dobbiamo dimenticare - aggiunge Dottorini - che anche in Umbria abbiamo il nostro Porcellum da eliminare. Si tratta dell'attuale legge elettorale regionale che prevede un "listino" di nominati dai partiti, senza possibilità di scelta da parte degli elettori. Dobbiamo subito eliminarlo perché ingiusto e antidemocratico e per rispondere al grido di allarme che oltre 7mila umbri ci hanno lanciato firmando per il referendum promosso da Idv e altre forze democratiche".
"Adesso che il referendum contro il Porcellum è più vicino - conclude Dottorini - anche in Umbria dobbiamo sanare questa frattura democratica tra la politica e la società civile, cancellando definitivamente ogni forma di listino dei nominati e restituendo il diritto di scelta ai cittadini".

Perugia, 2 dicembre 2011

Noi, leali ma non subalterni

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Le ragioni della nostra coerenza su province, questione morale e altre battaglie

Domenica scorsa, il Direttore del Corriere dell'Umbria Anna Mossuto, in un editoriale accusava l'Italia dei Valori e in particolar modo il gruppo in Consiglio regionale, di non essere "allineati" alle posizioni della maggioranza in tema di riforme e questione morale, addebitandoci la responsabilità di fare il gioco delle tre carte.
Ho deciso quindi di scrivere una lettera, cercando di spiegare le nostre ragioni. Di seguito il testo integrale uscito oggi a pagina 10 del Corriere dell'Umbria:

Gentile Direttore,
spero voglia riconoscermi una possibilità di replica a seguito del suo editoriale di domenica in prima pagina intitolato "L'Idv ed il gioco delle tre carte".
Sono sinceramente amareggiato dal contenuto dell'articolo e lo attribuisco, se me lo concede, alla dubbia buona fede di chi l'ha informata. Nel suo articolo ci si imputano comportamenti non lineari, supposti accordi presi e poi smentiti quasi ad esercitare un puerile diritto di interdizione.
No, Direttore, le cose non stanno come lei le descrive.
Le sembra privo di senso, in un panorama in cui si va verso l'abolizione delle Province, non appesantire con ulteriori competenze questo ente? L'Italia dei Valori ha raccolto centinaia di migliaia di firme sulla proposta di legge popolare che ne prevede l'abolizione. Solo in Umbria ne sono state raccolte oltre 5.500. E' noto inoltre che questo progetto figura nei programmi elettorali di quasi tutti i partiti, al di là degli schieramenti, e che persino il presidente Monti ha manifestato l'inequivocabile intenzione di agire in questa direzione, ricevendo l'applauso a scena aperta di quasi tutti i senatori. Prima - ha detto - tramite legge ordinaria, ne verranno ridimensionate le competenze, quindi si andrà avanti con l'iter costituzionale per eliminarle del tutto. 
La posizione Idv, sempre manifestata in ogni sede, mi sembra quindi molto lineare, trasparente e ben collocata nel panorama politico nazionale. Se poi qualcuno pensa di far partire la controriforma proprio dall'Umbria, si accomodi. La mia idea è che non possiamo venir meno all'impegno che abbiamo assunto con le migliaia di cittadini che hanno fatto la fila ai nostri banchetti affidandoci un mandato inequivocabile.
Ma ciò che mi ha amareggiato di più, Direttore, è l'averci attribuito la "colpa" per aver sollevato la "questione morale" in Umbria. Egregio Direttore, ma lei sa ciò di cui stiamo parlando? Stiamo parlando del fatto che partiti che a livello nazionale attaccano Berlusconi (e fanno bene) ogni volta che un suo esponente è coinvolto in qualche inchiesta, a livello locale vorrebbero passare sotto silenzio e tacere imbarazzati per il fatto che ad essere toccati sono i propri esponenti.
Lei conosce il calibro dei personaggi umbri coinvolti a vario titolo nelle varie indagini della Magistratura. Ha letto sicuramente i contenuti delle intercettazioni telefoniche che lasciano intendere un malcostume diffuso in cui anche politici di spicco avrebbero fatto pressioni per piazzare amici e parenti nei vari concorsi.
Il fatto che questi esponenti fossero membri di partiti a noi alleati avrebbe dovuto spingerci al silenzio? Sono certo che non è questo il genere di rispetto dei patti a cui lei si richiama nel suo editoriale. Credo che anche lei ritenga  imbarazzante avere Presidente e vice Presidente del Consiglio regionale indagati per ipotesi di reato (peculato il primo, concussione il secondo) che hanno a che vedere  direttamente con la gestione della cosa pubblica. Accade in qualche altra Regione d'Italia, che lei sappia?
Io credo che tacere su questi fatti assomiglierebbe piuttosto a un'omertà di casta, in spregio a quel diritto alla verità ed alla trasparenza di cui ogni cittadino deve godere e di cui lei, egregio Direttore, per professione, dovrebbe essere paladino. La questione etica e morale per noi non può essere subordinata ad alcuna disciplina di coalizione.
Il nostro essere forza propositiva ci ha portato, per esempio, ad una legge sulla nomina dei direttori sanitari molto avanzata (mandati limitati, valutazione serrata, possibilità di rescindere i rapporti). Eppure anche in quel caso siamo stati accusati di essere dei guastafeste. Il che è possibile, ma - spero possa riconoscerlo - sempre su questioni concrete, sempre nel merito dei fatti e mai per doppi fini, come farebbe chi intendesse destabilizzare la maggioranza. Si domandi, per esempio, come mai la coalizione di governo non è riuscita neppure ad eleggere la consigliera di parità, regalandola alle destre.
Il nostro essere forza di governo, leale e mai subalterna, è motivato dalla decisa volontà di stimolare un cambiamento reale e dalla necessità di modernizzare questa nostra regione. Questo è il mandato che abbiamo ricevuto dagli elettori che si sono rivolti a Idv e - mi si consenta - al sottoscritto in modo copioso, fornendo un indirizzo chiaro alla nostra azione nelle istituzioni.
Per questo, Direttore, sento di poter affermare che la posizione dell'Idv è una e una sola in ogni sede. Stiamo in questa maggioranza perché siamo accomunati da ideali e valori, perché questa Regione è all'avanguardia in termini di risposte sociali ai bisogni e di cura dei servizi e non vogliamo neanche immaginare cosa succederebbe se a governare fosse la destra assieme alla Lega. Ma questo "spauracchio" non deve diventare l'arma di ricatto con cui alcuni poteri più o meno manifesti pensano di ridurci al silenzio, magari facendo forza su una malintesa solidarietà di schieramento.
Gandhi diceva sempre che la "verità" ha una sua forza propria. Vogliamo tentare di crederci fino in fondo. Per questo non siamo disposti a tacerla per calcolo di convenienza.

Perugia, 28 novembre 2011


Perugia, 1 dicembre 2011
 

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