"Necessario evitare tutti i tipi di conflitto d'interesse su scelte di bilancio, lavori e appalti, su personale e incarichi, sui rapporti con il mercato dell'arte internazionale"

"La Fondazione Burri deve dotarsi di regole chiare e trasparenti, che rendano possibili il controllo e la consultazione degli atti adottati dalla stessa fondazione a tutti i cittadini. Il lascito che il maestro Burri fece alla città, attraverso la creazione della fondazione a suo nome e il trasferimento dell'immenso e incalcolabile patrimonio artistico, fu un atto di generosità enorme che non può essere amministrato da una cerchia ristretta di soliti noti. Per questo motivo riteniamo che la Fondazione debba come primo atto di questo nuovo quadriennio dotarsi di un regolamento e di una governance, in particolare per le decisioni che dovrà prendere il comitato di gestione, che evitino tutti i tipi di conflitti d'interesse sulle scelte di bilancio, sui lavori da svolgere e gli appalti, sulla gestione del personale e gli incarichi temporanei, sui rapporti con il mercato dell'arte internazionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, interviene sulla Fondazione Burri che proprio in questi giorni avrebbe dovuto rinnovare il proprio consiglio direttivo.
"È chiaro a tutti - continua il presidente della commissione Bilancio - che i soggetti che prendono le decisioni non possono essere loro stessi oggetto della decisione. Per questo occorre che la Fondazione si doti di un regolamento interno serio e trasparente e renda pubbliche le decisioni assunte, in particolare quelle del comitato di gestione di solito gestito da soli tre membri scelti dall'assemblea e che, se non reso trasparente, potrebbe avere margini di discrezionalità elevati con decisioni che potrebbero mettere anche in seria difficoltà la Fondazione stessa. Il mondo dell'arte ha delle regole ferree: la qualità di ciò che si propone governa e tutela il lavoro svolto dall'artista. Questo Burri lo sapeva e per evitare che singole persone potessero usare la fondazione per scopi personali aveva vietato la possibilità di effettuare mostre di altri artisti o di utilizzare gli spazi museali per promuovere altro".
"La Fondazione Burri - conclude Dottorini - gestisce un patrimonio di inestimabile valore che potrebbe rappresentare uno degli elementi di traino per lo sviluppo economico dell'intero Altotevere, diventando uno dei punti di riferimento per la filiera turismo-ambiente-cultura dell'intera regione. Tutto questo però deve essere supportato da un quadro di trasparenza e regole certe, oltre che da amministratori seri, competenti, lungimiranti e privi di conflitti d'interessi. Il rischio altrimenti è che si ottenga l'effetto opposto, facendo emergere sacche di discrezionalità che metterebbero a rischio la credibilità dell'intero lavoro svolto nel corso degli anni".
Perugia, 16 settembre 2013



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