E45. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): ANAS RITIRA IL PROGETTO. TRAMONTA IL SOGNO BERLUSCONIANO CHE HA UNITO DESTRA E SINISTRA
"Un anno fa eravamo soli a sostenere che quell'opera era inutile e dannosa. Ora mobilitazione corale per chiedere un serio piano di manutenzione straordinaria"
"Una grande notizia che rende ragione a chi in questi anni ha sostenuto che il progetto di trasformazione in autostrada della E45 sarebbe stato inutile, dannoso e fuori da ogni logica economica e ambientale. Un anno e mezzo fa eravamo soli a difendere il buon senso e la ragionevolezza di chi pensa che quel progetto fa acqua da tutte le parti, non tiene conto dei bisogni reali dell'Umbria e avvantaggia solo una cordata di imprenditori a dispetto dell'economia umbra". Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini esprime la propria "viva soddisfazione" per la notizia del ritiro da parte dell'Anas del progetto di trasformazione della E45 in autostrada, ricordando il voto che nel giugno 2006 portò il Consiglio regionale dell'Umbria a votare compatto e in modo trasversale, con l'unica eccezione dei Verdi e civici, per la realizzazione del progetto Bonsignore-Caltagirone. "Ora la mia proposta è rivolta alla presidente, al governo regionale e all'intera maggioranza: adesso che le illusioni sono svanite, è il momento di chiedere a una sola voce che il governo e l'Anas procedano immediatamente e concretamente a un piano di manutenzione straordinaria, di risanamento e adeguamento per un'arteria che ha superato ogni livello di insicurezza e di precarietà".
"Un anno fa - spiega l'esponente del Sole che ride - ci trovammo soli in Consiglio regionale a difendere le ragioni del buon senso e a chiedere che venisse abbandonata un'ipotesi folle e dannosa per l'ambiente e per l'economia della nostra regione. Oggi associazioni, comitati, pubbliche amministrazioni possono tirare un sospiro di sollievo e festeggiare insieme a noi i risultati di un'azione che non ha lasciato nulla di intentato per evitare il peggio. La fondatezza delle numerose osservazioni messe a punto da Verdi, associazioni ambientaliste e comitati hanno indotto l'Anas a ritornare sui propri passi e a ritirare un progetto assurdo, evidentemente temendo per la valutazione che avrebbe dato la commissione di Valutazione di impatto ambientale del ministero dell'Ambiente. E' un grande risultato che ci ripaga dell'impegno, del realismo e della solitudine con cui abbiamo portato avanti questa battaglia di civiltà e di buon senso. In questo modo tramonta il sogno berlusconiano che troppe volte ha unito destra e sinistra in una visione dello sviluppo antiquata e fuori da ogni parametro sociale e ambientale. C'è da scommettere che la vicenda non finirà qua, Anas ci riproverà magari con un nuovo progetto. Ma il primo risultato è a favore di chi ha avuto forza e determinazione per dare sostanza a un'Umbria più moderna e innovativa. Adesso alla coalizione di centrosinistra si presenta la grande occasione di unire le forze per chiedere il rafforzamento della mobilità sostenibile, il completamento delle opere già avviate e un progetto serio di manutenzione straordinaria di un'arteria ormai ridotta a un colabrodo".
Perugia, 27 luglio 2007
"Un anno fa eravamo soli a sostenere che quell'opera era inutile e dannosa. Ora mobilitazione corale per chiedere un serio piano di manutenzione straordinaria"
"Una grande notizia che rende ragione a chi in questi anni ha sostenuto che il progetto di trasformazione in autostrada della E45 sarebbe stato inutile, dannoso e fuori da ogni logica economica e ambientale. Un anno e mezzo fa eravamo soli a difendere il buon senso e la ragionevolezza di chi pensa che quel progetto fa acqua da tutte le parti, non tiene conto dei bisogni reali dell'Umbria e avvantaggia solo una cordata di imprenditori a dispetto dell'economia umbra". Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini esprime la propria "viva soddisfazione" per la notizia del ritiro da parte dell'Anas del progetto di trasformazione della E45 in autostrada, ricordando il voto che nel giugno 2006 portò il Consiglio regionale dell'Umbria a votare compatto e in modo trasversale, con l'unica eccezione dei Verdi e civici, per la realizzazione del progetto Bonsignore-Caltagirone. "Ora la mia proposta è rivolta alla presidente, al governo regionale e all'intera maggioranza: adesso che le illusioni sono svanite, è il momento di chiedere a una sola voce che il governo e l'Anas procedano immediatamente e concretamente a un piano di manutenzione straordinaria, di risanamento e adeguamento per un'arteria che ha superato ogni livello di insicurezza e di precarietà".

"Un anno fa - spiega l'esponente del Sole che ride - ci trovammo soli in Consiglio regionale a difendere le ragioni del buon senso e a chiedere che venisse abbandonata un'ipotesi folle e dannosa per l'ambiente e per l'economia della nostra regione. Oggi associazioni, comitati, pubbliche amministrazioni possono tirare un sospiro di sollievo e festeggiare insieme a noi i risultati di un'azione che non ha lasciato nulla di intentato per evitare il peggio. La fondatezza delle numerose osservazioni messe a punto da Verdi, associazioni ambientaliste e comitati hanno indotto l'Anas a ritornare sui propri passi e a ritirare un progetto assurdo, evidentemente temendo per la valutazione che avrebbe dato la commissione di Valutazione di impatto ambientale del ministero dell'Ambiente. E' un grande risultato che ci ripaga dell'impegno, del realismo e della solitudine con cui abbiamo portato avanti questa battaglia di civiltà e di buon senso. In questo modo tramonta il sogno berlusconiano che troppe volte ha unito destra e sinistra in una visione dello sviluppo antiquata e fuori da ogni parametro sociale e ambientale. C'è da scommettere che la vicenda non finirà qua, Anas ci riproverà magari con un nuovo progetto. Ma il primo risultato è a favore di chi ha avuto forza e determinazione per dare sostanza a un'Umbria più moderna e innovativa. Adesso alla coalizione di centrosinistra si presenta la grande occasione di unire le forze per chiedere il rafforzamento della mobilità sostenibile, il completamento delle opere già avviate e un progetto serio di manutenzione straordinaria di un'arteria ormai ridotta a un colabrodo".
Perugia, 27 luglio 2007
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"Com'è noto - aggiunge Dottorini - i Verdi sono favorevoli e promuovono ogni forma di fonte rinnovabile, ma in questo caso fa sorridere l'ingenuità, o la furbizia, con cui si cerca di motivare il reperimento della materia prima che dovrebbe alimentare la centrale. Oltre alle colture dedicate, si parla di segatura di legno vergine, sansa di olive esausta, potature, semi di vinacciolo, quando è chiaro a tutti che una centrale di quelle dimensioni necessiterebbe di migliaia di ettari di piantagioni per aver garantito un ciclo continuo. L'agricoltura di pregio e di qualità che contraddistingue il territorio gualdese ne verrebbe letteralmente stravolta e svilita e tutto ciò non sarebbe ancora sufficiente a giustificare una centrale che inevitabilmente dovrebbe usufruire di biomassa da importazione rendendo inefficace il processo di risparmio energetico e di abbattimento delle emissioni. E' noto che la dimensione suggerita a tutti i livelli per garantire un serio connubio tra fonti rinnovabili e sviluppo economico dei territori è pari a 1 Mwe e lo stesso Piano energetico regionale parla di 14 Mwe per tutta l'Umbria. Nel caso del progetto Enel si sforerebbero tutti i parametri riconosciuti e si darebbe vita a un processo senza presupposti ambientali ed economici. Purtroppo il progetto non è sottoposto a Valutazione di impatto ambientale (Via) e l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) dà minori garanzie. Noi in ogni caso saremo molto attenti all'analisi che verrà proposta, in particolare per quanto riguarda l'articolazione, le fonti e i luoghi di approvvigionamento della biomassa".


























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