"Il software libero è il futuro dell'informatica. No ai brevetti software, l'Umbria si opponga con forza"
Il Capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini inizia la sua battaglia contro la brevettabilità del software.
"L'applicazione da parte dell'unione europea dei brevetti software minaccia la sopravvivenza delle piccole e medie imprese informatiche.
Il prossimo 6 luglio - ha ricordato l'esponente del Sole che ride - la Commissione europea discuterà gli emendamenti presentati proprio contro la proposta di introdurre la brevettabilità del software. Questa direttiva sovvertirebbe i dettami della Convenzione europea sull'argomento e contraddirebbe l'intesa politica raggiunta precedentemente.Se il provvedimento dovesse passare - ha ricordato Dottorini - per le piccole e medie imprese sarebbe difficilissimo operare liberamente sul mercato con l'aggiunta di oneri eccessivi a discapito della ricerca e con la conseguenza di permettere alle note multinazionali di scavalcare i pesci più piccoli."
La proposta di Dottorini è semplice e diretta: "Non brevetti, ma una certificazione che definisca il potenziale di innovazione che le imprese sono in grado di esprimere e che possa definire la reale capacità di creare soluzioni, senza per questo blindare con brevetti che rischiano di essere un rimedio peggiore del male. In Umbria c'è tanto lavoro da fare in questo senso - continua il Capogruppo Dottorini - lavoro dettato dalla necessità di tutelare una larga fetta di consumatori e di far capire agli altri le potenzialità tecniche ed economiche che l'open source potrebbe garantire."
Proprio per questo, Dottorini, in accordo con l'associazione "Software libero" di Città di Castello e con la crescente comunità umbra del software libero, ha poi annunciato di avere pronta una legge regionale "a tutela e promozione del software libero e dell'accessibilità delle informazioni".
Perugia, 5 luglio 2005



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