MAFIA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): IMPEDIRE L'AFFOSSAMENTO DELLA LEGGE PER LA CONFISCA DEI BENI AI MAFIOSI
Presentata una mozione in Consiglio regionale: "Duro colpo alla lotta alla mafia, se passasse la legge di Forza Italia"
Il 15 Novembre verrà discusso alla Camera un disegno di legge presentato dal deputato di Forza Italia Nicolò Ghedini che prevede la possibilità di revisione, senza limiti di tempo e su richiesta di chiunque sia titolare di un interesse giuridicamente riconosciuto, dei provvedimenti definitivi di confisca dei beni della criminalità organizzata.
"Se passasse questo disegno di legge - ha spiegato il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini - si infliggerebbe un colpo mortale alla lotta dello stato contro le mafie e si annullerebbero le decine di esperienze positive che sono nate in Italia, non solo nel meridione, dalla applicazione della legge Rognoni-La Torre". Per questo l'esponente del Sole che ride ha presentato una mozione prosegue in Consiglio regionale, auspicandone la condivisione di tutte le forze dell'Unione.
"La legge sulla confisca dei beni ai mafiosi - ha aggiunto Dottorini - in ventitre anni ha permesso la confisca di 6566 beni immobili e di quasi 700 aziende tolte alla gestione dei boss. Le preoccupazioni espresse da don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, sulla volontà che sottende il disegno di legge Ghedini di voler vanificare in nome di un malinteso garantismo il lavoro di chi è impegnato nella difficilissima opera di individuazione e di riutilizzo sociale dei beni mafiosi devono essere condivise da tutti quelli che vogliono contrastare gli interessi mafiosi e colpire il nefasto intreccio tra mafia e politica. Se pensiamo alla fatica che si è fatta per confiscare e rendere produttivi, tanto per fare un esempio, gli appezzamenti agricoli da cui si è avuto un fatturato di 600 mila euro di prodotti biologici da parte della cooperativa "Libera terra", comprendiamo la posta in gioco. Mi auguro che il Consiglio regionale - conclude l'esponente del Sole che ride - esprima con forza la sua contrarietà al cambiamento della legge Rognoni-La Torre e si faccia parte attiva a sostegno di tutti coloro che con coraggio ed intelligenza si battono fattivamente contro le mafie".
Perugia, 4 novembre 2005
Presentata una mozione in Consiglio regionale: "Duro colpo alla lotta alla mafia, se passasse la legge di Forza Italia"
Il 15 Novembre verrà discusso alla Camera un disegno di legge presentato dal deputato di Forza Italia Nicolò Ghedini che prevede la possibilità di revisione, senza limiti di tempo e su richiesta di chiunque sia titolare di un interesse giuridicamente riconosciuto, dei provvedimenti definitivi di confisca dei beni della criminalità organizzata.
"Se passasse questo disegno di legge - ha spiegato il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini - si infliggerebbe un colpo mortale alla lotta dello stato contro le mafie e si annullerebbero le decine di esperienze positive che sono nate in Italia, non solo nel meridione, dalla applicazione della legge Rognoni-La Torre". Per questo l'esponente del Sole che ride ha presentato una mozione prosegue in Consiglio regionale, auspicandone la condivisione di tutte le forze dell'Unione.
"La legge sulla confisca dei beni ai mafiosi - ha aggiunto Dottorini - in ventitre anni ha permesso la confisca di 6566 beni immobili e di quasi 700 aziende tolte alla gestione dei boss. Le preoccupazioni espresse da don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, sulla volontà che sottende il disegno di legge Ghedini di voler vanificare in nome di un malinteso garantismo il lavoro di chi è impegnato nella difficilissima opera di individuazione e di riutilizzo sociale dei beni mafiosi devono essere condivise da tutti quelli che vogliono contrastare gli interessi mafiosi e colpire il nefasto intreccio tra mafia e politica. Se pensiamo alla fatica che si è fatta per confiscare e rendere produttivi, tanto per fare un esempio, gli appezzamenti agricoli da cui si è avuto un fatturato di 600 mila euro di prodotti biologici da parte della cooperativa "Libera terra", comprendiamo la posta in gioco. Mi auguro che il Consiglio regionale - conclude l'esponente del Sole che ride - esprima con forza la sua contrarietà al cambiamento della legge Rognoni-La Torre e si faccia parte attiva a sostegno di tutti coloro che con coraggio ed intelligenza si battono fattivamente contro le mafie".
Perugia, 4 novembre 2005



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