AGRICOLTURA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): GRAVE SE LIVIANTONI DISINCENTIVA BIOLOGICO ATTRAVERSO STRATAGEMMI NORMATIVI
"Qualcosa non quadra. Vorremmo sapere come mai i premi sono tesi a scoraggiare il passaggio ad un'agricoltura ecocompatibile"
"Sarebbe grave se si tentasse di disincentivare l'agricoltura biologica attraverso stratagemmi regolamentari tesi a scoraggiare chi è intenzionato a passare a forme di agricoltura più equilibrate e più vantaggiose per la salute dei cittadini e per l'economia dell'Umbria. Prima i fondi non erogati a favore dell'agricoltura biologica ed ecocompatibile derivanti dalla tassa sui pesticidi, oggi il problema di finanziamenti al di sotto di quanto previsto dal Piano di sviluppo rurale. Qualcosa non quadra. Sarebbe paradossale se l'intenzione fosse quella di ostacolare proprio la parte più avanzata del mondo agricolo umbro". Il capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini illustra con queste parole il contenuto dell'interrogazione presentata stamattina all'attenzione dell'assessore all'Agricoltura Carlo Liviantoni sull'erogazione degli aiuti previsti nel Piano di sviluppo rurale riguardanti l'agricoltura biologica.
"Sarebbe opportuno che su certe questioni l'assessorato consultasse anche le associazioni di categoria, a iniziare da Aiab", spiega Dottorini. Nell'interrogazione si legge che "l'agricoltura biologica è in crisi. Anche quest'anno, il terzo di seguito, la produzione biologica è scesa del 17 per cento in tutto il territorio nazionale. In Umbria però non si fa ancora il possibile per incentivare le aziende produttrici di biologico e spesso chi vuole convertirsi al biologico deve sostenere costi molto alti. Tuttavia nel Piano di sviluppo rurale 2000-2006 sono previsti aiuti sostanziali alle aziende che intendono adottare l'agricoltura biologica in Umbria, ma non si capisce come mai, secondo il bando pubblicato negli anni 2003 e 2004, si fa riferimento ad una cifra nettamente minore di quella che poi viene effettivamente erogata. In questo modo - prosegue l'interrogazione di Dottorini -, si disincentivano quegli agricoltori lungimiranti e rispettosi della salute che intendono sviluppare in pieno l'attività biologica. Non vorremmo che si individuassero premi talmente bassi da disincentivare gli agricoltori intenzionati a passare al biologico per poi innalzare il premio ai pochi bene informati che invece non hanno desistito".
L'esponente del Sole che ride chiede poi "se la Giunta non ritenga necessario contribuire in forma maggiore ad un settore in crisi come quello dell'agricoltura biologica, magari con l'aumento dei premi/ettaro erogati alle zone con acquiferi sensibili e di particolare interesse naturalistico fino ai massimi stabiliti dall'Unione europea. Infine - conclude Dottorini -, si chiede di sapere se e quando la Giunta intenda creare un tavolo di concertazione tra amministrazione pubblica e associazioni di categoria, in modo da rendere più efficace il processo di aiuto all'agricoltura biologica".
Perugia, 16 dicembre 2005
"Qualcosa non quadra. Vorremmo sapere come mai i premi sono tesi a scoraggiare il passaggio ad un'agricoltura ecocompatibile"
"Sarebbe grave se si tentasse di disincentivare l'agricoltura biologica attraverso stratagemmi regolamentari tesi a scoraggiare chi è intenzionato a passare a forme di agricoltura più equilibrate e più vantaggiose per la salute dei cittadini e per l'economia dell'Umbria. Prima i fondi non erogati a favore dell'agricoltura biologica ed ecocompatibile derivanti dalla tassa sui pesticidi, oggi il problema di finanziamenti al di sotto di quanto previsto dal Piano di sviluppo rurale. Qualcosa non quadra. Sarebbe paradossale se l'intenzione fosse quella di ostacolare proprio la parte più avanzata del mondo agricolo umbro". Il capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini illustra con queste parole il contenuto dell'interrogazione presentata stamattina all'attenzione dell'assessore all'Agricoltura Carlo Liviantoni sull'erogazione degli aiuti previsti nel Piano di sviluppo rurale riguardanti l'agricoltura biologica.
"Sarebbe opportuno che su certe questioni l'assessorato consultasse anche le associazioni di categoria, a iniziare da Aiab", spiega Dottorini. Nell'interrogazione si legge che "l'agricoltura biologica è in crisi. Anche quest'anno, il terzo di seguito, la produzione biologica è scesa del 17 per cento in tutto il territorio nazionale. In Umbria però non si fa ancora il possibile per incentivare le aziende produttrici di biologico e spesso chi vuole convertirsi al biologico deve sostenere costi molto alti. Tuttavia nel Piano di sviluppo rurale 2000-2006 sono previsti aiuti sostanziali alle aziende che intendono adottare l'agricoltura biologica in Umbria, ma non si capisce come mai, secondo il bando pubblicato negli anni 2003 e 2004, si fa riferimento ad una cifra nettamente minore di quella che poi viene effettivamente erogata. In questo modo - prosegue l'interrogazione di Dottorini -, si disincentivano quegli agricoltori lungimiranti e rispettosi della salute che intendono sviluppare in pieno l'attività biologica. Non vorremmo che si individuassero premi talmente bassi da disincentivare gli agricoltori intenzionati a passare al biologico per poi innalzare il premio ai pochi bene informati che invece non hanno desistito".
L'esponente del Sole che ride chiede poi "se la Giunta non ritenga necessario contribuire in forma maggiore ad un settore in crisi come quello dell'agricoltura biologica, magari con l'aumento dei premi/ettaro erogati alle zone con acquiferi sensibili e di particolare interesse naturalistico fino ai massimi stabiliti dall'Unione europea. Infine - conclude Dottorini -, si chiede di sapere se e quando la Giunta intenda creare un tavolo di concertazione tra amministrazione pubblica e associazioni di categoria, in modo da rendere più efficace il processo di aiuto all'agricoltura biologica".
Perugia, 16 dicembre 2005



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