SALUTE MENTALE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): REGIONE MANTENGA IMPEGNI E INTERROMPA DERIVA PRIVATISTICA
Dopo la lettera del Forum i Verdi e civici interrogano l'assessore Rosi: "Necessario trovare una corrispondenza tra enunciazioni di principio e politiche concrete"
"Occorre dare seguito agli impegni presi dalla Regione e interrompere una deriva privatistica che rischia di compromettere la grande tradizione di innovazione e coraggio che ha portato l'esperienza umbra a divenire modello sia in Italia che a livello internazionale". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato un'interrogazione all'assessore Maurizio Rosi per chiedere alla giunta di "accogliere le richieste emerse nel corso degli affollati incontri del Forum sulle malattie mentali e attivarsi per scongiurare che un patrimonio di esperienze e di accoglienza vada disperso, a scapito degli utenti, dei familiari e di tutta la comunità regionale". L'interrogazione fa seguito alla lettera che il Forum ha consegnato venerdì scorso alla presidente della giunta Maria Rita Lorenzetti.
"I Verdi e civici hanno già assicurato il proprio sostegno all'esperienza del Forum e l'adesione alla lettera-appello - aggiunge l'esponente del Sole che ride -. Non è pensabile che sotto i colpi di tagli di bilancio e di assenza di programmazione, la specificità degli interventi nel settore psichiatrico nella nostra regione venga inesorabilmente messa in discussione, nonostante il Consiglio regionale del febbraio 2005 abbia indicato una chiara priorità nel potenziamento dei servizi psichiatrici. Stanno scomparendo servizi essenziali per la prima infanzia, si riducono i posti letto, non si procede a sostituire il personale in età di pensionamento e si isola l'intero reparto per la salute mentale a "Monteluce", perdendo l'unitarietà dei processi di diagnosi e cura su cui la sanità umbra ha fatto scuola in Italia e nel mondo".
"Dopo i tagli alla sanità effettuati dal governo Berlusconi - conclude Dottorini - non possiamo permettere che anche in Umbria i servizi psichiatrici vengano umiliati, al punto di svilire il loro intervento e andare verso una deriva privatistica che aumenta i costi per il servizio sanitario regionale, frammentando gli interventi di cura e diagnosi senza una vera razionalità degli interventi. E' necessario che si trovi una corrispondenza tra le enunciazioni di principio e le politiche concrete, facendo uscire un tema così delicato dalla competenza esclusiva degli addetti ai lavori e della politica per riportarlo nei luoghi dove le persone vivono, lavorano, si incontrano e dove affrontano anche una sofferenza che colpisce sempre più persone".
Perugia, 3 luglio 2006
Dopo la lettera del Forum i Verdi e civici interrogano l'assessore Rosi: "Necessario trovare una corrispondenza tra enunciazioni di principio e politiche concrete"
"Occorre dare seguito agli impegni presi dalla Regione e interrompere una deriva privatistica che rischia di compromettere la grande tradizione di innovazione e coraggio che ha portato l'esperienza umbra a divenire modello sia in Italia che a livello internazionale". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato un'interrogazione all'assessore Maurizio Rosi per chiedere alla giunta di "accogliere le richieste emerse nel corso degli affollati incontri del Forum sulle malattie mentali e attivarsi per scongiurare che un patrimonio di esperienze e di accoglienza vada disperso, a scapito degli utenti, dei familiari e di tutta la comunità regionale". L'interrogazione fa seguito alla lettera che il Forum ha consegnato venerdì scorso alla presidente della giunta Maria Rita Lorenzetti.

"I Verdi e civici hanno già assicurato il proprio sostegno all'esperienza del Forum e l'adesione alla lettera-appello - aggiunge l'esponente del Sole che ride -. Non è pensabile che sotto i colpi di tagli di bilancio e di assenza di programmazione, la specificità degli interventi nel settore psichiatrico nella nostra regione venga inesorabilmente messa in discussione, nonostante il Consiglio regionale del febbraio 2005 abbia indicato una chiara priorità nel potenziamento dei servizi psichiatrici. Stanno scomparendo servizi essenziali per la prima infanzia, si riducono i posti letto, non si procede a sostituire il personale in età di pensionamento e si isola l'intero reparto per la salute mentale a "Monteluce", perdendo l'unitarietà dei processi di diagnosi e cura su cui la sanità umbra ha fatto scuola in Italia e nel mondo".
"Dopo i tagli alla sanità effettuati dal governo Berlusconi - conclude Dottorini - non possiamo permettere che anche in Umbria i servizi psichiatrici vengano umiliati, al punto di svilire il loro intervento e andare verso una deriva privatistica che aumenta i costi per il servizio sanitario regionale, frammentando gli interventi di cura e diagnosi senza una vera razionalità degli interventi. E' necessario che si trovi una corrispondenza tra le enunciazioni di principio e le politiche concrete, facendo uscire un tema così delicato dalla competenza esclusiva degli addetti ai lavori e della politica per riportarlo nei luoghi dove le persone vivono, lavorano, si incontrano e dove affrontano anche una sofferenza che colpisce sempre più persone".
Perugia, 3 luglio 2006



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