CORCIANO. DOTTORINI (VERDI E CIVICI). BLOCCARE L'ECO-MOSTRO E NUOVE CAVE PER PUNTARE SU TURISMO, AMBIENTE E CULTURA
Il capogruppo dei Verdi e civici interroga l'assessore Bottini: "La Regione intervenga per salvaguardare il territorio e i cittadini della Mantignana"
"E' necessario capire cosa si ha in mente quando si parla di sviluppo sostenibile e della filiera turismo-ambiente-cultura. Pensare di avallare uno scempio ambientale e paesaggistico come quello prospettato per il territorio della piana di Mantignana sarebbe gravissimo e sono sicuro che la nostra regione saprà intervenire per evitare il peggio. Di tutto abbiamo bisogno fuorché di svendere il nostro territorio e la nostra cultura per realizzare nuove cave ed altri eco-mostri che avrebbero il solo effetto di compromettere le potenzialità di sviluppo turistico di un'intera valle". Con un'interrogazione molto dettagliata all'assessore all'ambiente Lamberto Bottini il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini interviene sulla vicenda dell'insediamento di un'attività industriale al centro della piana di Mantignana, a cavallo dei comuni di Perugia e Corciano, per chiedere alla giunta "quali azioni intende intraprendere per garantire le migliori opportunità di sviluppo sostenibile per il territorio della piana di Mantignana", sottolineando anche le conseguenze che deriverebbero da una costruzione di 60 metri d'altezza e dall'apertura di un cantiere di 7 chilometri.
"I dati a nostra disposizione - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - ci descrivono un progetto insensato, con 7 chilometri di cantiere che dovrebbe collegare la cava di Monte Petroso all'impianto industriale Fassa Bortolo. I quasi 5 milioni di metri cubi di materiale da estrarre darebbero luogo a un traffico pesante di circa un automezzo ogni tre minuti, con un impatto acustico, atmosferico e visivo pesantissimo. Una questione che non può interessare e preoccupare solo gli ambientalisti, ma tutti i cittadini e anche le amministrazioni locali, a iniziare dal comune di Corciano che si troverebbe a perdere un'eccezionale opportunità di promuovere lo sviluppo sostenibile, in campo turistico e culturale. E' chiaro infatti che un intervento così invasivo e impattante sulla piana di Mantignana e Migiana toglierebbe qualunque valenza paesaggistico-ambientale all'intera area. Tra l'altro non si capisce come si concilierebbe l'attivazione di importanti finanziamenti per il Progetto integrato territoriale (Docup) da parte della Regione per creare una filiera Turismo-ambiente-cultura, con la realizzazione di un impianto industriale che prevede l'edificazione di tre torri di cui la più alta, quella da 60 metri, si troverebbe a superare in altezza persino il castello di Pieve del Vescovo. Ce n'é abbastanza - conclude Dottorini - perché la Regione metta in atto tutte le procedure a sua disposizione per bloccare questo progetto, anche perché esistono alternative di localizzazione, in aree già compromesse. E' tempo di scelte coraggiose e lungimiranti".
Perugia, 15 gennaio 2007
Il capogruppo dei Verdi e civici interroga l'assessore Bottini: "La Regione intervenga per salvaguardare il territorio e i cittadini della Mantignana"
"E' necessario capire cosa si ha in mente quando si parla di sviluppo sostenibile e della filiera turismo-ambiente-cultura. Pensare di avallare uno scempio ambientale e paesaggistico come quello prospettato per il territorio della piana di Mantignana sarebbe gravissimo e sono sicuro che la nostra regione saprà intervenire per evitare il peggio. Di tutto abbiamo bisogno fuorché di svendere il nostro territorio e la nostra cultura per realizzare nuove cave ed altri eco-mostri che avrebbero il solo effetto di compromettere le potenzialità di sviluppo turistico di un'intera valle". Con un'interrogazione molto dettagliata all'assessore all'ambiente Lamberto Bottini il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini interviene sulla vicenda dell'insediamento di un'attività industriale al centro della piana di Mantignana, a cavallo dei comuni di Perugia e Corciano, per chiedere alla giunta "quali azioni intende intraprendere per garantire le migliori opportunità di sviluppo sostenibile per il territorio della piana di Mantignana", sottolineando anche le conseguenze che deriverebbero da una costruzione di 60 metri d'altezza e dall'apertura di un cantiere di 7 chilometri.
"I dati a nostra disposizione - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - ci descrivono un progetto insensato, con 7 chilometri di cantiere che dovrebbe collegare la cava di Monte Petroso all'impianto industriale Fassa Bortolo. I quasi 5 milioni di metri cubi di materiale da estrarre darebbero luogo a un traffico pesante di circa un automezzo ogni tre minuti, con un impatto acustico, atmosferico e visivo pesantissimo. Una questione che non può interessare e preoccupare solo gli ambientalisti, ma tutti i cittadini e anche le amministrazioni locali, a iniziare dal comune di Corciano che si troverebbe a perdere un'eccezionale opportunità di promuovere lo sviluppo sostenibile, in campo turistico e culturale. E' chiaro infatti che un intervento così invasivo e impattante sulla piana di Mantignana e Migiana toglierebbe qualunque valenza paesaggistico-ambientale all'intera area. Tra l'altro non si capisce come si concilierebbe l'attivazione di importanti finanziamenti per il Progetto integrato territoriale (Docup) da parte della Regione per creare una filiera Turismo-ambiente-cultura, con la realizzazione di un impianto industriale che prevede l'edificazione di tre torri di cui la più alta, quella da 60 metri, si troverebbe a superare in altezza persino il castello di Pieve del Vescovo. Ce n'é abbastanza - conclude Dottorini - perché la Regione metta in atto tutte le procedure a sua disposizione per bloccare questo progetto, anche perché esistono alternative di localizzazione, in aree già compromesse. E' tempo di scelte coraggiose e lungimiranti".
Perugia, 15 gennaio 2007



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