INFORMATICA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): GRAVE L'APPROVAZIONE DEL PROTOCOLLO D'INTESA TRA MICROSOFT E MINISTERO DELL'UNIVERSITA'
"Il Governo prenda esempio dell'Umbria e incentivi la diffusione di software libero e standard aperti nella pubblica amministrazione"

Ascolta l'intervista rilasciata da Oliviero Dottorini a Amisnet
"La firma del protocollo d'intesa fra Ministero dell'Università, Ministero dell'Innovazione tecnologica e Microsoft è un grave errore. La nostra società non ha bisogno di aziende monopolistiche che applichino i loro standard e le loro licenze d'uso a discapito dei piccoli imprenditori e delle piccole e medie imprese che ogni giorno si vedono costrette a competere con i giganti dell'informatica. Incentivare l'uso di tecnologie Microsoft tramite protocollo d'intesa è assurdo e controproducente". Il capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini, promotore della legge umbra sul software libero, commenta così la firma da parte del Ministro Mussi, del Ministro Nicolais e dell'amministratore delegato di Microsoft del protocollo d'intesa e collaborazione che porterà alla realizzazione di tre Centri per l'innovazione Microsoft nelle regioni Piemonte, Campania e Toscana. L'Umbria è la prima regione in Italia a essersi dotata di una legge sull'Open Source e sul pluralismo informatico nella pubblica amministrazione già finanziata.
"Occorre rispettare il programma di governo - aggiunge l'esponente del Sole che ride - dove si dice che è doveroso tradurre in pratica le dichiarazioni di principio in favore della diffusione dell'Open Source nelle amministrazioni e che questa risorsa allevierà la dipendenza dalle onerose licenze commerciali. Il protocollo firmato va nella direzione esattamente opposta. Fa piacere constatare come la Regione Umbria non faccia parte del protocollo d'intesa - conclude Dottorini -, e siamo orgogliosi di dire che la nostra regione ha già un Centro di competenza in materia, intermente fondato sulla cultura del software libero e degli standard aperti. È importante che altre regioni prendano esempio dall'Umbria e abbandonino software proprietari altamente costosi e dei quali non si conosce il codice sorgente".
Perugia, 8 maggio 2007
-Scarica il protocollo d'intesa
-Scarica il rapporto di collaborazione
"Il Governo prenda esempio dell'Umbria e incentivi la diffusione di software libero e standard aperti nella pubblica amministrazione"

Ascolta l'intervista rilasciata da Oliviero Dottorini a Amisnet
"La firma del protocollo d'intesa fra Ministero dell'Università, Ministero dell'Innovazione tecnologica e Microsoft è un grave errore. La nostra società non ha bisogno di aziende monopolistiche che applichino i loro standard e le loro licenze d'uso a discapito dei piccoli imprenditori e delle piccole e medie imprese che ogni giorno si vedono costrette a competere con i giganti dell'informatica. Incentivare l'uso di tecnologie Microsoft tramite protocollo d'intesa è assurdo e controproducente". Il capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini, promotore della legge umbra sul software libero, commenta così la firma da parte del Ministro Mussi, del Ministro Nicolais e dell'amministratore delegato di Microsoft del protocollo d'intesa e collaborazione che porterà alla realizzazione di tre Centri per l'innovazione Microsoft nelle regioni Piemonte, Campania e Toscana. L'Umbria è la prima regione in Italia a essersi dotata di una legge sull'Open Source e sul pluralismo informatico nella pubblica amministrazione già finanziata.

"Occorre rispettare il programma di governo - aggiunge l'esponente del Sole che ride - dove si dice che è doveroso tradurre in pratica le dichiarazioni di principio in favore della diffusione dell'Open Source nelle amministrazioni e che questa risorsa allevierà la dipendenza dalle onerose licenze commerciali. Il protocollo firmato va nella direzione esattamente opposta. Fa piacere constatare come la Regione Umbria non faccia parte del protocollo d'intesa - conclude Dottorini -, e siamo orgogliosi di dire che la nostra regione ha già un Centro di competenza in materia, intermente fondato sulla cultura del software libero e degli standard aperti. È importante che altre regioni prendano esempio dall'Umbria e abbandonino software proprietari altamente costosi e dei quali non si conosce il codice sorgente".
Perugia, 8 maggio 2007
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