SPOLETO. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): PALAZZO ALLA POSTERNA FERITA INSANABILE PER LA CITTA'. SUBITO LA SOSPENSIONE DEI LAVORI
"Porteremo la vicenda a conoscenza del ministro Pecoraro Scanio. La Soprintendenza spieghi come ha potuto autorizzare un simile intervento"
"Se non si individuano soluzioni immediate, Spoleto rischia di subire una violenza senza precedenti che sarà in grado di compromettere l'immagine stessa della città del Festival in Italia e nel mondo". E' la reazione preoccupata del capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini che ha visitato nei giorni scorsi i principali cantieri aperti della città di Spoleto accompagnato da una delegazione di esponenti dei numerosi comitati e associazioni locali riuniti in coordinamento.
"C'è da domandarsi - ha commentato il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - come sia stato possibile che interventi sciagurati e dissennati come quello alla Posterna abbiano potuto incontrare il favore pressoché unanime di tutto il consiglio comunale. Il solo averli concepiti è la dimostrazione di una visione dello sviluppo turistico e della salvaguardia ambientale antiquata e fuori da ogni parametro ragionevole. Il paesaggio e la cultura di una città e di una regione non possono trasformarsi in merce a disposizione di chi pensa ancora di poter coniugare il rilancio delle potenzialità economiche di un territorio con colate di cemento e ferite alla storia e alla cultura di una delle città più antiche dell'Umbria".
"Interventi irrazionali purtroppo non sono infrequenti nella nostra regione - prosegue l'esponente del sole che ride - ma è difficile trovarne una concentrazione così elevata come avviene a Spoleto. Se si mettono assieme i sei piani di cemento armato della Posterna con lo sventramento del Colle Sant'Elia, con la vicenda dell'Elettrodotto e dello svincolo Sud si ha un quadro desolante che dovrebbe indurre tutti ad optare per una sospensione generale dei lavori per riflettere con più oculatezza su quanto si sta mettendo in opera. E' veramente inaccettabile che la città conosciuta nel mondo per la sua cultura e per la sua capacità di valorizzare le proprie qualità artistiche sia costretta a subire ferite di questa portata e di questa qualità. E' difficilmente spiegabile come un simile progetto possa aver incontrato il consenso di un organismo come la Soprintendenza che ha tra i suoi compiti istituzionali quello di tutelare, conservare e valorizzare i beni di interesse storico e artistico. Risulta più che mai urgente l'intervento del ministro per i Beni culturali e da parte mia mi attiverò personalmente per portare a conoscenza del ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio i contorni di questa vicenda. Si fa più che mai urgente una sospensione dei lavori per verificare la correttezza dell'intervento e le compatibilità con la storia, l'architettura e la cultura della città. E' necessario - conclude il capogruppo dei Verdi e civici in regione - che anche a livello locale, le autorità preposte diano conto della regolarità di procedure amministrative ed autorizzatorie già portate in questi giorni direttamente all'attenzione della Giunta regionale e della Procura della Repubblica da parte dei comitati e delle associazioni ambientaliste spoletine come atto estremo per evitare uno scempio annunciato al paesaggio, alla storia e alla cultura della città dei due mondi".
Perugia, 9 maggio 2007
"Porteremo la vicenda a conoscenza del ministro Pecoraro Scanio. La Soprintendenza spieghi come ha potuto autorizzare un simile intervento"
"Se non si individuano soluzioni immediate, Spoleto rischia di subire una violenza senza precedenti che sarà in grado di compromettere l'immagine stessa della città del Festival in Italia e nel mondo". E' la reazione preoccupata del capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini che ha visitato nei giorni scorsi i principali cantieri aperti della città di Spoleto accompagnato da una delegazione di esponenti dei numerosi comitati e associazioni locali riuniti in coordinamento.
"C'è da domandarsi - ha commentato il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - come sia stato possibile che interventi sciagurati e dissennati come quello alla Posterna abbiano potuto incontrare il favore pressoché unanime di tutto il consiglio comunale. Il solo averli concepiti è la dimostrazione di una visione dello sviluppo turistico e della salvaguardia ambientale antiquata e fuori da ogni parametro ragionevole. Il paesaggio e la cultura di una città e di una regione non possono trasformarsi in merce a disposizione di chi pensa ancora di poter coniugare il rilancio delle potenzialità economiche di un territorio con colate di cemento e ferite alla storia e alla cultura di una delle città più antiche dell'Umbria".

"Interventi irrazionali purtroppo non sono infrequenti nella nostra regione - prosegue l'esponente del sole che ride - ma è difficile trovarne una concentrazione così elevata come avviene a Spoleto. Se si mettono assieme i sei piani di cemento armato della Posterna con lo sventramento del Colle Sant'Elia, con la vicenda dell'Elettrodotto e dello svincolo Sud si ha un quadro desolante che dovrebbe indurre tutti ad optare per una sospensione generale dei lavori per riflettere con più oculatezza su quanto si sta mettendo in opera. E' veramente inaccettabile che la città conosciuta nel mondo per la sua cultura e per la sua capacità di valorizzare le proprie qualità artistiche sia costretta a subire ferite di questa portata e di questa qualità. E' difficilmente spiegabile come un simile progetto possa aver incontrato il consenso di un organismo come la Soprintendenza che ha tra i suoi compiti istituzionali quello di tutelare, conservare e valorizzare i beni di interesse storico e artistico. Risulta più che mai urgente l'intervento del ministro per i Beni culturali e da parte mia mi attiverò personalmente per portare a conoscenza del ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio i contorni di questa vicenda. Si fa più che mai urgente una sospensione dei lavori per verificare la correttezza dell'intervento e le compatibilità con la storia, l'architettura e la cultura della città. E' necessario - conclude il capogruppo dei Verdi e civici in regione - che anche a livello locale, le autorità preposte diano conto della regolarità di procedure amministrative ed autorizzatorie già portate in questi giorni direttamente all'attenzione della Giunta regionale e della Procura della Repubblica da parte dei comitati e delle associazioni ambientaliste spoletine come atto estremo per evitare uno scempio annunciato al paesaggio, alla storia e alla cultura della città dei due mondi".
Perugia, 9 maggio 2007



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