ACQUA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): GRAVE LA SCELTA DI CONCEDERE L'ACQUA DEL RIO FERGIA ALLA MULTINAZIONALE ROCCHETTA-IDREA
La determina dirigenziale firmata il 25 maggio: "Sbagliato anteporre gli interessi di una multinazionale ai legittimi diritti di una popolazione"
"Speravamo ancora nella possibilità un ripensamento nella decisione di concedere l'acqua del Rio Fergia alla multinazionale Rocchetta-Idrea. Così non è, purtroppo. La determina del dirigente responsabile del servizio è stata firmata il 25 maggio scorso e per quanto ci riguarda si tratta di un errore grave". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini annuncia la conferma della decisione che ebbe il consenso del Consiglio regionale a novembre dello scorso anno e che porterà alla concessione di imbottigliamento per la multinazionale Rocchetta-Idrea. In quell'occasione solo il gruppo dei Verdi e civici si oppose a una scelta che venne definita "una brutta pagina nella storia della nostra regione".
"I Verdi e civici - spiega Dottorini - hanno sostenuto con coerenza le ragioni di chi chiede che venga tutelata l'acqua come bene comune e che vengano ascoltate le popolazioni come legittime proprietarie di un bene che non può essere comprato, venduto o scambiato al pari di altre merci. L'acqua è un bene primario e solidale, deve essere governata rispettandola come bene della comunità. La volontà di utilizzare per soli fini commerciali le acque del bacino idrico da cui sgorga il Rio Fergia non è accettabile. Non si può pensare di anteporre gli interessi delle multinazionali delle acque minerali ai legittimi diritti delle popolazioni e della intera cittadinanza umbra, magari facendo leva su ritorni occupazionali irrisori".
"Il nostro impegno non si fermerà - assicura l'esponente del Sole che ride -. Dovremo leggere con attenzione le motivazioni che hanno portato a superare anche il parere negativo del comune di Nocera. Proseguiremo la nostra battaglia a fianco delle popolazioni, per l'innalzamento delle tariffe di concessione per l'imbottigliamento e per fare dell'acqua un bene comune pubblico, al servizio di usi idropotabili e non industriali. Rimaniamo dell'idea che è stato un insulto al buon senso voler immaginare un punto di equilibrio, in questo caso impossibile, tra la tutela della risorsa naturale e interessi commerciali. Il fatto che, in piena emergenza siccità e con tariffe regionali che per i cittadini aumentano in modo vertiginoso, si proceda ad ulteriori concessioni alle aziende che sfruttano l'acqua a fini commerciali è a dir poco incomprensibile".
Perugia, 14 giugno 2007
La determina dirigenziale firmata il 25 maggio: "Sbagliato anteporre gli interessi di una multinazionale ai legittimi diritti di una popolazione"
"Speravamo ancora nella possibilità un ripensamento nella decisione di concedere l'acqua del Rio Fergia alla multinazionale Rocchetta-Idrea. Così non è, purtroppo. La determina del dirigente responsabile del servizio è stata firmata il 25 maggio scorso e per quanto ci riguarda si tratta di un errore grave". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini annuncia la conferma della decisione che ebbe il consenso del Consiglio regionale a novembre dello scorso anno e che porterà alla concessione di imbottigliamento per la multinazionale Rocchetta-Idrea. In quell'occasione solo il gruppo dei Verdi e civici si oppose a una scelta che venne definita "una brutta pagina nella storia della nostra regione".

"I Verdi e civici - spiega Dottorini - hanno sostenuto con coerenza le ragioni di chi chiede che venga tutelata l'acqua come bene comune e che vengano ascoltate le popolazioni come legittime proprietarie di un bene che non può essere comprato, venduto o scambiato al pari di altre merci. L'acqua è un bene primario e solidale, deve essere governata rispettandola come bene della comunità. La volontà di utilizzare per soli fini commerciali le acque del bacino idrico da cui sgorga il Rio Fergia non è accettabile. Non si può pensare di anteporre gli interessi delle multinazionali delle acque minerali ai legittimi diritti delle popolazioni e della intera cittadinanza umbra, magari facendo leva su ritorni occupazionali irrisori".
"Il nostro impegno non si fermerà - assicura l'esponente del Sole che ride -. Dovremo leggere con attenzione le motivazioni che hanno portato a superare anche il parere negativo del comune di Nocera. Proseguiremo la nostra battaglia a fianco delle popolazioni, per l'innalzamento delle tariffe di concessione per l'imbottigliamento e per fare dell'acqua un bene comune pubblico, al servizio di usi idropotabili e non industriali. Rimaniamo dell'idea che è stato un insulto al buon senso voler immaginare un punto di equilibrio, in questo caso impossibile, tra la tutela della risorsa naturale e interessi commerciali. Il fatto che, in piena emergenza siccità e con tariffe regionali che per i cittadini aumentano in modo vertiginoso, si proceda ad ulteriori concessioni alle aziende che sfruttano l'acqua a fini commerciali è a dir poco incomprensibile".
Perugia, 14 giugno 2007



Lascia un commento