ENERGIA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): PROGETTO ENEL DI GUALDO CATTANEO ASSURDO E FUORI MISURA, RISCHIO IMPORTAZIONI DALL'ESTERO
Dottorini commenta la risposta data da Bottini: "Un'ipotesi che non trova giustificazioni né economiche né ambientali"
"Nel progetto di co-combustione avanzato da Enel per la centrale di Gualdo Cattaneo ci sono troppe incongruenze ed è davvero preoccupante il fatto che solo oggi si venga a conoscenza di un'ipotesi assurda, che non sta in piedi se non immaginando importazioni massicce di legname, olio di palma e biomassa da paesi esteri". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta la risposta data dall'assessore Lamberto Bottini a una sua interrogazione sulla centrale Enel di Bastardo. Nella risposta si conferma il progetto di alimentare a biomasse fino al 10 per cento della centrale (quindi 15 Mwe), ma si esclude che questo possa comportare l'incenerimento dei rifiuti. Viene esclusa anche l'indagine epidemiologica, essendo "la popolazione di Gualdo Cattaneo troppo ridotta" per l'effettuazione di tale operazione, mentre non vengono esclusi "studi e approfondimenti sulla popolazione esposta".
"Com'è noto - aggiunge Dottorini - i Verdi sono favorevoli e promuovono ogni forma di fonte rinnovabile, ma in questo caso fa sorridere l'ingenuità, o la furbizia, con cui si cerca di motivare il reperimento della materia prima che dovrebbe alimentare la centrale. Oltre alle colture dedicate, si parla di segatura di legno vergine, sansa di olive esausta, potature, semi di vinacciolo, quando è chiaro a tutti che una centrale di quelle dimensioni necessiterebbe di migliaia di ettari di piantagioni per aver garantito un ciclo continuo. L'agricoltura di pregio e di qualità che contraddistingue il territorio gualdese ne verrebbe letteralmente stravolta e svilita e tutto ciò non sarebbe ancora sufficiente a giustificare una centrale che inevitabilmente dovrebbe usufruire di biomassa da importazione rendendo inefficace il processo di risparmio energetico e di abbattimento delle emissioni. E' noto che la dimensione suggerita a tutti i livelli per garantire un serio connubio tra fonti rinnovabili e sviluppo economico dei territori è pari a 1 Mwe e lo stesso Piano energetico regionale parla di 14 Mwe per tutta l'Umbria. Nel caso del progetto Enel si sforerebbero tutti i parametri riconosciuti e si darebbe vita a un processo senza presupposti ambientali ed economici. Purtroppo il progetto non è sottoposto a Valutazione di impatto ambientale (Via) e l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) dà minori garanzie. Noi in ogni caso saremo molto attenti all'analisi che verrà proposta, in particolare per quanto riguarda l'articolazione, le fonti e i luoghi di approvvigionamento della biomassa".
Perugia, 2 luglio 2007
Dottorini commenta la risposta data da Bottini: "Un'ipotesi che non trova giustificazioni né economiche né ambientali"
"Nel progetto di co-combustione avanzato da Enel per la centrale di Gualdo Cattaneo ci sono troppe incongruenze ed è davvero preoccupante il fatto che solo oggi si venga a conoscenza di un'ipotesi assurda, che non sta in piedi se non immaginando importazioni massicce di legname, olio di palma e biomassa da paesi esteri". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta la risposta data dall'assessore Lamberto Bottini a una sua interrogazione sulla centrale Enel di Bastardo. Nella risposta si conferma il progetto di alimentare a biomasse fino al 10 per cento della centrale (quindi 15 Mwe), ma si esclude che questo possa comportare l'incenerimento dei rifiuti. Viene esclusa anche l'indagine epidemiologica, essendo "la popolazione di Gualdo Cattaneo troppo ridotta" per l'effettuazione di tale operazione, mentre non vengono esclusi "studi e approfondimenti sulla popolazione esposta".
"Com'è noto - aggiunge Dottorini - i Verdi sono favorevoli e promuovono ogni forma di fonte rinnovabile, ma in questo caso fa sorridere l'ingenuità, o la furbizia, con cui si cerca di motivare il reperimento della materia prima che dovrebbe alimentare la centrale. Oltre alle colture dedicate, si parla di segatura di legno vergine, sansa di olive esausta, potature, semi di vinacciolo, quando è chiaro a tutti che una centrale di quelle dimensioni necessiterebbe di migliaia di ettari di piantagioni per aver garantito un ciclo continuo. L'agricoltura di pregio e di qualità che contraddistingue il territorio gualdese ne verrebbe letteralmente stravolta e svilita e tutto ciò non sarebbe ancora sufficiente a giustificare una centrale che inevitabilmente dovrebbe usufruire di biomassa da importazione rendendo inefficace il processo di risparmio energetico e di abbattimento delle emissioni. E' noto che la dimensione suggerita a tutti i livelli per garantire un serio connubio tra fonti rinnovabili e sviluppo economico dei territori è pari a 1 Mwe e lo stesso Piano energetico regionale parla di 14 Mwe per tutta l'Umbria. Nel caso del progetto Enel si sforerebbero tutti i parametri riconosciuti e si darebbe vita a un processo senza presupposti ambientali ed economici. Purtroppo il progetto non è sottoposto a Valutazione di impatto ambientale (Via) e l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) dà minori garanzie. Noi in ogni caso saremo molto attenti all'analisi che verrà proposta, in particolare per quanto riguarda l'articolazione, le fonti e i luoghi di approvvigionamento della biomassa".Perugia, 2 luglio 2007



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