SOFTWARE LIBERO. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): DALLA FINANZIARIA REGIONALE 235 MILA EURO PER LA LEGGE SUL PLURALISMO INFORMATICO
"Umbria prima regione in Italia ad avere una legge finanziata. Fondi per scuole, università, comuni e enti locali. Adesso esportare l'esempio umbro"
"Con oltre 50 progetti finanziati e 235 mila euro di risorse complessive destinate alla legge regionale sul pluralismo informatico viene confermato l'impegno dell'Umbria come capofila delle amministrazioni italiane che investono nel software open source e nell'accessibilità dei documenti informatici. Queste risorse rappresentano un'opportunità straordinaria per nuove ed interessanti attività imprenditoriali nel campo della produzione di software, consentendo di creare quel valore aggiunto che sempre più aziende cercano nei ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro". Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali Oliviero Dottorini commenta lo stanziamento attraverso la manovra finanziaria 2008 di 235mila euro a copertura della legge 11 del 2006 sul pluralismo informatico. Lo stanziamento del 2007 era pari a 100mila euro.
"Software libero e formati aperti - aggiunge Dottorini, relatore dei provvedimenti di bilancio - portano la nostra Regione al primo posto per virtuosismo e efficienza tecnologica fra le amministrazioni locali e garantiscono un risparmio dei costi per l'acquisto di licenze proprietarie troppo spesso fornite dal monopolista. Molti i soggetti che potranno accedere ai fondi stanziati per la legge - continua l'esponente del Sole che ride -, dalle scuole medie e superiori all'Università di Perugia, dalle Asl ai comuni, dagli enti montani a tutte quelle realtà che credono nel modello di sviluppo open source e ne colgono le straordinarie potenzialità economiche e sociali. A tutti loro va il nostro apprezzamento e l'augurio che possano continuare in questo percorso di innovazione tecnologica, supportati dal "Centro regionale per l'open source", istituito dalla legge regionale e formato da volontari delle associazioni umbre che da anni si dedicano senza sosta alla promozione del software a codice aperto nella nostra regione". "Adesso - afferma Dottorini - occorre che anche le altre regioni italiane prendano esempio dall'Umbria e avviino un serio percorso graduale e indolore per il passaggio da software proprietario a software libero, garantendo libertà e pluralismo nell'accesso ai documenti informatici".
Perugia, 21 marzo 2008
"Umbria prima regione in Italia ad avere una legge finanziata. Fondi per scuole, università, comuni e enti locali. Adesso esportare l'esempio umbro"
"Con oltre 50 progetti finanziati e 235 mila euro di risorse complessive destinate alla legge regionale sul pluralismo informatico viene confermato l'impegno dell'Umbria come capofila delle amministrazioni italiane che investono nel software open source e nell'accessibilità dei documenti informatici. Queste risorse rappresentano un'opportunità straordinaria per nuove ed interessanti attività imprenditoriali nel campo della produzione di software, consentendo di creare quel valore aggiunto che sempre più aziende cercano nei ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro". Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali Oliviero Dottorini commenta lo stanziamento attraverso la manovra finanziaria 2008 di 235mila euro a copertura della legge 11 del 2006 sul pluralismo informatico. Lo stanziamento del 2007 era pari a 100mila euro.

"Software libero e formati aperti - aggiunge Dottorini, relatore dei provvedimenti di bilancio - portano la nostra Regione al primo posto per virtuosismo e efficienza tecnologica fra le amministrazioni locali e garantiscono un risparmio dei costi per l'acquisto di licenze proprietarie troppo spesso fornite dal monopolista. Molti i soggetti che potranno accedere ai fondi stanziati per la legge - continua l'esponente del Sole che ride -, dalle scuole medie e superiori all'Università di Perugia, dalle Asl ai comuni, dagli enti montani a tutte quelle realtà che credono nel modello di sviluppo open source e ne colgono le straordinarie potenzialità economiche e sociali. A tutti loro va il nostro apprezzamento e l'augurio che possano continuare in questo percorso di innovazione tecnologica, supportati dal "Centro regionale per l'open source", istituito dalla legge regionale e formato da volontari delle associazioni umbre che da anni si dedicano senza sosta alla promozione del software a codice aperto nella nostra regione". "Adesso - afferma Dottorini - occorre che anche le altre regioni italiane prendano esempio dall'Umbria e avviino un serio percorso graduale e indolore per il passaggio da software proprietario a software libero, garantendo libertà e pluralismo nell'accesso ai documenti informatici".
Perugia, 21 marzo 2008



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