NUCLEARE. DOTTORINI (VERDI): SCELTA IDEOLOGICA E PERDENTE. SE NECESSARIO, NUOVO REFERENDUM
"Importanti paesi europei hanno già programmato la propria uscita dal nucleare per puntare su energie rinnovabili e pulite. Opposizione balbettante e contraddittoria"
"Adesso inizia a essere chiaro cosa significherà nei prossimi anni non poter contare su una forza ecologista nel Parlamento italiano. Quella del nucleare è una scelta ideologica e perdente, che non produrrà risultati se non quello di bloccare i percorsi di modernizzazione del paese avviati con i provvedimenti in favore delle energie rinnovabili.
Quella annunciata dal governo è una scelta sbagliata perché antieconomica, vecchia e pericolosa dal momento che l'atomo da fissione non ha risolto i gravi problemi generati dagli elevatissimi costi e dallo smaltimento delle scorie radioattive. Tutti elementi che hanno già portato importanti paesi europei come Germania, Svezia ed Olanda a programmare la propria uscita dal nucleare per puntare con forza su energie pulite, rinnovabili e sicure". Il presidente regionale dei Verdi Oliviero Dottorini commenta con queste parole la volontà del governo italiano, espressa dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola all'assemblea di Confindustria, di realizzare un gruppo di centrali nucleari in Italia.
"E' un lavoro che parte da lontano quello che la destra italiana e alcuni grandi gruppi economici vorrebbero portare a compimento, a vent'anni esatti dallo storico referendum con cui gli italiani dettero un'indicazione chiara e lungimirante. A quella scelta purtroppo - aggiunge il consigliere regionale dei Verdi e civici - sono seguite politiche miopi, fortemente condizionate da interessi economici non sempre trasparenti, che hanno legato le sorti energetiche dell'Italia al carbone e al petrolio, non consentendo lo sviluppo di una filiera energetica pulita e rinnovabile. Fa tristezza oggi constatare la balbettante e contraddittoria opposizione delle forze parlamentari di minoranza, che si dividono tra chi dice "parliamone" e chi assicura che il nucleare non ha controindicazioni. Nei prossimi mesi dovremo lavorare per affermare la necessità di dare ulteriore impulso alle politiche già efficacemente avviate dal precedente governo riguardo a solare, fotovoltaico, eolico, idrico e biomasse. Se il governo Berlusconi confermerà la volontà di coinvolgere il Paese nella folle avventura del nucleare, per i Verdi e le forze ecologiste e civiche non resterà che la strada di un nuovo referendum popolare. Idrogeno e rinnovabili sono la sfida del futuro".
Perugia, 23 maggio 2008
"Importanti paesi europei hanno già programmato la propria uscita dal nucleare per puntare su energie rinnovabili e pulite. Opposizione balbettante e contraddittoria"
"Adesso inizia a essere chiaro cosa significherà nei prossimi anni non poter contare su una forza ecologista nel Parlamento italiano. Quella del nucleare è una scelta ideologica e perdente, che non produrrà risultati se non quello di bloccare i percorsi di modernizzazione del paese avviati con i provvedimenti in favore delle energie rinnovabili.
Quella annunciata dal governo è una scelta sbagliata perché antieconomica, vecchia e pericolosa dal momento che l'atomo da fissione non ha risolto i gravi problemi generati dagli elevatissimi costi e dallo smaltimento delle scorie radioattive. Tutti elementi che hanno già portato importanti paesi europei come Germania, Svezia ed Olanda a programmare la propria uscita dal nucleare per puntare con forza su energie pulite, rinnovabili e sicure". Il presidente regionale dei Verdi Oliviero Dottorini commenta con queste parole la volontà del governo italiano, espressa dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola all'assemblea di Confindustria, di realizzare un gruppo di centrali nucleari in Italia."E' un lavoro che parte da lontano quello che la destra italiana e alcuni grandi gruppi economici vorrebbero portare a compimento, a vent'anni esatti dallo storico referendum con cui gli italiani dettero un'indicazione chiara e lungimirante. A quella scelta purtroppo - aggiunge il consigliere regionale dei Verdi e civici - sono seguite politiche miopi, fortemente condizionate da interessi economici non sempre trasparenti, che hanno legato le sorti energetiche dell'Italia al carbone e al petrolio, non consentendo lo sviluppo di una filiera energetica pulita e rinnovabile. Fa tristezza oggi constatare la balbettante e contraddittoria opposizione delle forze parlamentari di minoranza, che si dividono tra chi dice "parliamone" e chi assicura che il nucleare non ha controindicazioni. Nei prossimi mesi dovremo lavorare per affermare la necessità di dare ulteriore impulso alle politiche già efficacemente avviate dal precedente governo riguardo a solare, fotovoltaico, eolico, idrico e biomasse. Se il governo Berlusconi confermerà la volontà di coinvolgere il Paese nella folle avventura del nucleare, per i Verdi e le forze ecologiste e civiche non resterà che la strada di un nuovo referendum popolare. Idrogeno e rinnovabili sono la sfida del futuro".
Perugia, 23 maggio 2008



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