AMBIENTE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): SODDISFAZIONE PER SENTENZA SU RIO FERGIA, GIUSTA BATTAGLIA IN DIFESA DI BENI COMUNI E POPOLAZIONI LOCALI
"Grande gesto di distensione se istituzioni coinvolte rinunciano a ricorrere in appello. Necessario ricreare clima di serenità e confronto"
"Per chi come noi da sempre ha condotto una battaglia di principio in difesa dei beni comuni e dei diritti delle popolazioni locali, la sentenza del Tar non può che essere accolta con soddisfazione, anche perché dimostra che non erano campate in aria le osservazioni che portavamo a una scelta quanto meno azzardata. Adesso occorre una seria riflessione, accompagnata da grande senso di responsabilità, per trovare una soluzione equilibrata.
Occorrerà leggere con attenzione le complesse ed esaurienti motivazioni della sentenza, valutando in modo ponderato le indicazioni e le affermazioni di principio che essa contiene". Il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta con queste parole la notizia delle sentenze del Tar riguardo ai prelievi nell'area del Rio Fergia, aggiungendo che "sarebbe un grande gesto di distensione e responsabilità se le istituzioni direttamente coinvolte rinunciassero a ricorrere in appello".
"L'acqua - aggiunge l'esponente del Sole che ride - è un bene comune che non può essere comprata, venduta o scambiata al pari di altre merci. Per il fatto di essere un bene primario e solidale, deve essere governata rispettandola come patrimonio della comunità. A una prima lettura la sentenza sembra porre dei principi che andranno tenuti presenti anche in sede di nuova legislazione sulle acque minerali. Per esempio va tenuto in considerazione il fatto che il piano di investimento deve avere una funzione di reintegro effettivo dell'impoverimento che il prelievo della risorsa idrica a fini commerciali fa subire alle comunità locali. In ogni caso l'acqua, anche se minerale, è risorsa il cui prelievo sottostà al piano di tutela delle acque, con la conseguenza che, pur ammessa la compatibilità del prelievo rispetto alla consistenza degli acquiferi e delle sorgenti, va in ogni caso valutata l'incidenza del prelievo sull'ecosistema fluviale che il tribunale con la sentenza conferma svolgere nell'assetto territoriale dell'Umbria la fondamentale funzione di "corridoio ecologico". La soddisfazione del comitato, degli ambientalisti e di chi ha sostenuto le ragioni della popolazione del Rio Fergia è comprensibile, compito della politica e delle istituzioni oggi è di ricreare un clima di serenità e confronto".
Perugia, 22 maggio 2008
"Grande gesto di distensione se istituzioni coinvolte rinunciano a ricorrere in appello. Necessario ricreare clima di serenità e confronto"
"Per chi come noi da sempre ha condotto una battaglia di principio in difesa dei beni comuni e dei diritti delle popolazioni locali, la sentenza del Tar non può che essere accolta con soddisfazione, anche perché dimostra che non erano campate in aria le osservazioni che portavamo a una scelta quanto meno azzardata. Adesso occorre una seria riflessione, accompagnata da grande senso di responsabilità, per trovare una soluzione equilibrata.
Occorrerà leggere con attenzione le complesse ed esaurienti motivazioni della sentenza, valutando in modo ponderato le indicazioni e le affermazioni di principio che essa contiene". Il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta con queste parole la notizia delle sentenze del Tar riguardo ai prelievi nell'area del Rio Fergia, aggiungendo che "sarebbe un grande gesto di distensione e responsabilità se le istituzioni direttamente coinvolte rinunciassero a ricorrere in appello"."L'acqua - aggiunge l'esponente del Sole che ride - è un bene comune che non può essere comprata, venduta o scambiata al pari di altre merci. Per il fatto di essere un bene primario e solidale, deve essere governata rispettandola come patrimonio della comunità. A una prima lettura la sentenza sembra porre dei principi che andranno tenuti presenti anche in sede di nuova legislazione sulle acque minerali. Per esempio va tenuto in considerazione il fatto che il piano di investimento deve avere una funzione di reintegro effettivo dell'impoverimento che il prelievo della risorsa idrica a fini commerciali fa subire alle comunità locali. In ogni caso l'acqua, anche se minerale, è risorsa il cui prelievo sottostà al piano di tutela delle acque, con la conseguenza che, pur ammessa la compatibilità del prelievo rispetto alla consistenza degli acquiferi e delle sorgenti, va in ogni caso valutata l'incidenza del prelievo sull'ecosistema fluviale che il tribunale con la sentenza conferma svolgere nell'assetto territoriale dell'Umbria la fondamentale funzione di "corridoio ecologico". La soddisfazione del comitato, degli ambientalisti e di chi ha sostenuto le ragioni della popolazione del Rio Fergia è comprensibile, compito della politica e delle istituzioni oggi è di ricreare un clima di serenità e confronto".
Perugia, 22 maggio 2008



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