BUITONI. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): ESITO IRRISPETTOSO DELLA VOLONTA' DELL'INTERO TERRITORIO, COINVOLGERE IL GOVERNO NAZIONALE
"Territori e lavoratori non sono merci da sfruttare e da rivendere al migliore offerente: ora serve riflessione sul ruolo delle multinazionali nelle nostre regioni"
"Un esito assolutamente irrispettoso della volontà dei lavoratori, delle istituzioni e della intera comunità locale. La conferma della necessità di una profonda discussione sul ruolo delle multinazionali nelle economie locali. I terriotori, i lavoratori, le tradizioni non sono una merce da sfruttare finché fa comodo per poi essere messe a disposizione del migliore offerente, indipendentemente da garanzie sulle prospettive di rilancio economico e sul futuro dei lavoratori". Con queste parole il consigliere regionale dei Verdi e civici e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali della regione Umbria Oliviero Dottorini commenta la scelta di Nestlé Italia di saltare la positiva mediazione messa in campo da tutti i livelli istituzionali delle due regioni interessate per passare direttamente alla cessione dello stabilimento Biutoni di Sansepolcro.
"I massimi livelli istituzionali delle due regioni, assieme a forze sindacali e politiche - aggiunge il presidente regionale dei Verdi - hanno fatto quello che c'era da fare. Ma evidentemente per chi non ha legami territoriali e per chi non ha altro obiettivo che il business gli argomenti che riguardano l'economia e il tessuto sociale locali non appaiono persuasivi. Un atteggiamento che ricorda molto da vicino l'economia di rapina che in altri paesi, meno tutelati del nostro, ha prodotto anche il ridimensionamento delle tutele dei lavoratori e la violazione di codici etici internazionali. Ora si tratta di capire se esistano ancora margini per tentare di evitare una soluzione a dir poco discutibile e rischiosa e per capire anche quali sono, al di là degli annunci, le prospettive reali di rilancio per questa storica attività produttiva. Quella di Buitoni è una vicenda che oltrepassa i confini regionali e che non può incontrare l'indifferenza del governo nazionale, a iniziare dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali".
Perugia, 18 giugno 2008
"Territori e lavoratori non sono merci da sfruttare e da rivendere al migliore offerente: ora serve riflessione sul ruolo delle multinazionali nelle nostre regioni"
"Un esito assolutamente irrispettoso della volontà dei lavoratori, delle istituzioni e della intera comunità locale. La conferma della necessità di una profonda discussione sul ruolo delle multinazionali nelle economie locali. I terriotori, i lavoratori, le tradizioni non sono una merce da sfruttare finché fa comodo per poi essere messe a disposizione del migliore offerente, indipendentemente da garanzie sulle prospettive di rilancio economico e sul futuro dei lavoratori". Con queste parole il consigliere regionale dei Verdi e civici e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali della regione Umbria Oliviero Dottorini commenta la scelta di Nestlé Italia di saltare la positiva mediazione messa in campo da tutti i livelli istituzionali delle due regioni interessate per passare direttamente alla cessione dello stabilimento Biutoni di Sansepolcro.

"I massimi livelli istituzionali delle due regioni, assieme a forze sindacali e politiche - aggiunge il presidente regionale dei Verdi - hanno fatto quello che c'era da fare. Ma evidentemente per chi non ha legami territoriali e per chi non ha altro obiettivo che il business gli argomenti che riguardano l'economia e il tessuto sociale locali non appaiono persuasivi. Un atteggiamento che ricorda molto da vicino l'economia di rapina che in altri paesi, meno tutelati del nostro, ha prodotto anche il ridimensionamento delle tutele dei lavoratori e la violazione di codici etici internazionali. Ora si tratta di capire se esistano ancora margini per tentare di evitare una soluzione a dir poco discutibile e rischiosa e per capire anche quali sono, al di là degli annunci, le prospettive reali di rilancio per questa storica attività produttiva. Quella di Buitoni è una vicenda che oltrepassa i confini regionali e che non può incontrare l'indifferenza del governo nazionale, a iniziare dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali".
Perugia, 18 giugno 2008



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