SCUOLA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): LA RIFORMA GELMINI METTE A RISCHIO CHIUSURA 14 PLESSI DELL'ALTOTEVERE
"Disagi incredibili in termini economici e sociali". Su dottorini.org l'elenco completo delle scuole a rischio chiusura e dei plessi che verranno accorpati
"Solo in Altotevere sono quattordici i plessi scolastici a rischio chiusura entro il 30 novembre di quest'anno. Se il governo Berlusconi non metterà mano a modifiche sostanziali rispetto a quanto previsto dalla riforma Gemini, centinaia di famiglie saranno costrette a portare i propri figli in scuole lontane dalla comunità in cui vivono, con disagi incredibili in termini economici e sociali. Il tutto mentre l'anno scolastico è già a pieno regime e con gli organici già assegnati".
A riferire l'impatto che potrebbe avere la riforma in via di approvazione in questi giorni al Senato sul sistema scolastico altotiberino è il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini che porta l'elenco dei plessi scolastici con meno di 50 alunni, a rischio chiusura secondo i parametri della riforma Gelmini. Dottorini ha annunciato la disponibilità integrale dei dati relativi ai plessi a rischio chiusura nel sito web www.dottorini.org.
"Se approvata - prosegue il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - oltre all'impatto sui percorsi educativi, la riforma produrrà danni economici, sociali e logistici per centinaia di famiglie. Scuole che hanno garantito per anni la tenuta di un tessuto sociale e insediativo per il nostro territorio rischiano di doversi accorpare entro il 30 novembre per garantire il superamento della soglia dei 50 alunni. Si tratta dei plessi di Santa Lucia, S.Martin D'Upò, Citerna, Calzolaro, Lisciano Niccone, Molino Vitelli, Montecastelli, Preggio, Piosina, Montone, Volterrano, San Pietro a Monte, Morra. Persino la scuola di San Leo Bastia, inaugurata appena due anni fa, secondo quanto prevede la riforma Gemini è a rischio di chiusura perché sottodimensionata. Nessuno ha ancora spiegato come dovrebbe avvenire il trasferimento e in che modo garantire la mobilità verso i nuovi plessi scolastici. Inoltre è previsto che i tagli siano portati a regime entro la fine di novembre, andando quindi ad incidere su un anno scolastico già iniziato, creando ulteriori disagi a famiglie e studenti. Apprezziamo - conclude Dottorini - l'annuncio da parte dell'Assessore all'istruzione Maria Prodi di voler ricorrere alla Consulta contro il decreto del Governo, perchè i disagi legati alla riduzione del tempo scuola e delle sedi scolastiche a cui andranno incontro gli studenti più deboli, compresi i disabili e gli stranieri, e che penalizzeranno le famiglie, genereranno costi sociali di gran lunga superiori ai risparmi economici ipotizzati".
Perugia, 27 ottobre 2008
"Disagi incredibili in termini economici e sociali". Su dottorini.org l'elenco completo delle scuole a rischio chiusura e dei plessi che verranno accorpati
"Solo in Altotevere sono quattordici i plessi scolastici a rischio chiusura entro il 30 novembre di quest'anno. Se il governo Berlusconi non metterà mano a modifiche sostanziali rispetto a quanto previsto dalla riforma Gemini, centinaia di famiglie saranno costrette a portare i propri figli in scuole lontane dalla comunità in cui vivono, con disagi incredibili in termini economici e sociali. Il tutto mentre l'anno scolastico è già a pieno regime e con gli organici già assegnati".
A riferire l'impatto che potrebbe avere la riforma in via di approvazione in questi giorni al Senato sul sistema scolastico altotiberino è il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini che porta l'elenco dei plessi scolastici con meno di 50 alunni, a rischio chiusura secondo i parametri della riforma Gelmini. Dottorini ha annunciato la disponibilità integrale dei dati relativi ai plessi a rischio chiusura nel sito web www.dottorini.org."Se approvata - prosegue il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - oltre all'impatto sui percorsi educativi, la riforma produrrà danni economici, sociali e logistici per centinaia di famiglie. Scuole che hanno garantito per anni la tenuta di un tessuto sociale e insediativo per il nostro territorio rischiano di doversi accorpare entro il 30 novembre per garantire il superamento della soglia dei 50 alunni. Si tratta dei plessi di Santa Lucia, S.Martin D'Upò, Citerna, Calzolaro, Lisciano Niccone, Molino Vitelli, Montecastelli, Preggio, Piosina, Montone, Volterrano, San Pietro a Monte, Morra. Persino la scuola di San Leo Bastia, inaugurata appena due anni fa, secondo quanto prevede la riforma Gemini è a rischio di chiusura perché sottodimensionata. Nessuno ha ancora spiegato come dovrebbe avvenire il trasferimento e in che modo garantire la mobilità verso i nuovi plessi scolastici. Inoltre è previsto che i tagli siano portati a regime entro la fine di novembre, andando quindi ad incidere su un anno scolastico già iniziato, creando ulteriori disagi a famiglie e studenti. Apprezziamo - conclude Dottorini - l'annuncio da parte dell'Assessore all'istruzione Maria Prodi di voler ricorrere alla Consulta contro il decreto del Governo, perchè i disagi legati alla riduzione del tempo scuola e delle sedi scolastiche a cui andranno incontro gli studenti più deboli, compresi i disabili e gli stranieri, e che penalizzeranno le famiglie, genereranno costi sociali di gran lunga superiori ai risparmi economici ipotizzati".
Perugia, 27 ottobre 2008



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