SCUOLA: "LA REGIONE SI SOTTRAGGA AL DIKTAT DEL GOVERNO PER NON ESSERE STRUMENTO DEI TAGLI IMPOSTI DALL'ESECUTIVO" - DOTTORINI (VERDI E CIVICI) CONTRARIO ALLA RIFORMA DELLA SCUOLA
Per il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi e civici) la riforma della scuola predisposta dal ministro Gelmini avrà un "forte e negativo impatto sociale, essendo fondata sulla sola necessità di fare cassa, senza alcuna attenzione alle esigenze formative". Per Dottorini è stata giusta e condivisibile la scelta della Giunta regionale di ricorrere alla Corte costituzionale contro questo provvedimento e l'Esecutivo di Palazzo Donini dovrebbe rifiutarsi di applicare i tagli contenuti nella riforma.
(Acs) Perugia, 23 ottobre 2008 - "Siamo contrari alla riforma della scuola ed ancora di più alla prospettiva di un intervento della polizia per fermare la protesta degli studenti. Esprimiamo la nostra solidarietà a chi manifesta contro una riforma che indebolirà molto il sistema formativo nazionale e quello umbro". Lo ha dichiarato, durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche le esponenti dei Verdi Daniela Chiavarini ed Emanuela Arcaleni, il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi e civici). "La riforma - ha osservato Dottorini - porterà 8 miliardi di euro di tagli ed avrà un forte impatto sul sistema scolastico umbro: saranno soppresse 160 scuole e altre decine verranno accorpate, andando ad interessare il percorso formativo di migliaia di studenti. Particolarmente svantaggiate saranno poi le tante piccole realtà da cui è caratterizzata la nostra regione. Inoltre è previsto che i tagli debbano essere portati a regime entro la fine di novembre, andando quindi ad incidere su un anno scolastico già iniziato e creando ulteriori disagi a famiglie e studenti".
Dottorini ha poi espresso sostegno e condivisione per la scelta della Giunta regionale di ricorrere alla Consulta contro la legge di Riforma della scuola ed ha proposto all'Esecutivo di Palazzo Donini di non procedere con l'applicazione della legge, facendo scattare la procedura di nomina di un commissario governativo "ad acta" che dovrebbe materialmente provvedere, a nome del Governo, a dare attuazione ai tagli ed agli accorpamenti. Citando quanto emerso dalle simulazioni effettuate dei Verdi, Dottorini ha evidenziato che "se il Piano di dimensionamento scolastico venisse attuato secondo i parametri decisi dal Governo (chiusura dei "punti di erogazione del servizio" con meno di 50 alunni), in Umbria gli effetti sarebbero allarmanti. Per quanto riguarda la scuola dell'infanzia e Primaria: 25 plessi in provincia di Terni e 119 plessi in provincia di Perugia. scuola secondaria di 1° grado: 11 plessi in provincia di Terni e 9 plessi in provincia di Perugia.
A ciò si aggiungerebbero le sedi di Dirigenza scolastica relative agli istituti con meno di 500 alunni che andrebbero accorpate e dunque chiuse: 5 istituti comprensivi, 2 sedi di scuola secondaria di 1° grado e 4 sedi di scuola secondaria di 2° grado a Terni. 13 Istituti comprensivi, 18 sedi di scuola secondaria di 1° grado e 16 sedi di scuola secondaria di 2° grado in provincia di Perugia. Questo sulla base dei dati relativi agli iscritti nell'anno scolastico in corso, emessi dall'Ufficio scolastico regionale".
Durante la conferenza stampa sono stati infine evidenziati i disagi, legati alla riduzione del "tempo scuola" e delle sedi scolastiche, a cui andranno incontro gli studenti più deboli, disabili e stranieri, che penalizzeranno le famiglie generando dei costi sociali di gran lunga superiori ai risparmi economici ipotizzati. MP/mp
Per il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi e civici) la riforma della scuola predisposta dal ministro Gelmini avrà un "forte e negativo impatto sociale, essendo fondata sulla sola necessità di fare cassa, senza alcuna attenzione alle esigenze formative". Per Dottorini è stata giusta e condivisibile la scelta della Giunta regionale di ricorrere alla Corte costituzionale contro questo provvedimento e l'Esecutivo di Palazzo Donini dovrebbe rifiutarsi di applicare i tagli contenuti nella riforma.
(Acs) Perugia, 23 ottobre 2008 - "Siamo contrari alla riforma della scuola ed ancora di più alla prospettiva di un intervento della polizia per fermare la protesta degli studenti. Esprimiamo la nostra solidarietà a chi manifesta contro una riforma che indebolirà molto il sistema formativo nazionale e quello umbro". Lo ha dichiarato, durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche le esponenti dei Verdi Daniela Chiavarini ed Emanuela Arcaleni, il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi e civici). "La riforma - ha osservato Dottorini - porterà 8 miliardi di euro di tagli ed avrà un forte impatto sul sistema scolastico umbro: saranno soppresse 160 scuole e altre decine verranno accorpate, andando ad interessare il percorso formativo di migliaia di studenti. Particolarmente svantaggiate saranno poi le tante piccole realtà da cui è caratterizzata la nostra regione. Inoltre è previsto che i tagli debbano essere portati a regime entro la fine di novembre, andando quindi ad incidere su un anno scolastico già iniziato e creando ulteriori disagi a famiglie e studenti".
Dottorini ha poi espresso sostegno e condivisione per la scelta della Giunta regionale di ricorrere alla Consulta contro la legge di Riforma della scuola ed ha proposto all'Esecutivo di Palazzo Donini di non procedere con l'applicazione della legge, facendo scattare la procedura di nomina di un commissario governativo "ad acta" che dovrebbe materialmente provvedere, a nome del Governo, a dare attuazione ai tagli ed agli accorpamenti. Citando quanto emerso dalle simulazioni effettuate dei Verdi, Dottorini ha evidenziato che "se il Piano di dimensionamento scolastico venisse attuato secondo i parametri decisi dal Governo (chiusura dei "punti di erogazione del servizio" con meno di 50 alunni), in Umbria gli effetti sarebbero allarmanti. Per quanto riguarda la scuola dell'infanzia e Primaria: 25 plessi in provincia di Terni e 119 plessi in provincia di Perugia. scuola secondaria di 1° grado: 11 plessi in provincia di Terni e 9 plessi in provincia di Perugia.
A ciò si aggiungerebbero le sedi di Dirigenza scolastica relative agli istituti con meno di 500 alunni che andrebbero accorpate e dunque chiuse: 5 istituti comprensivi, 2 sedi di scuola secondaria di 1° grado e 4 sedi di scuola secondaria di 2° grado a Terni. 13 Istituti comprensivi, 18 sedi di scuola secondaria di 1° grado e 16 sedi di scuola secondaria di 2° grado in provincia di Perugia. Questo sulla base dei dati relativi agli iscritti nell'anno scolastico in corso, emessi dall'Ufficio scolastico regionale".
Durante la conferenza stampa sono stati infine evidenziati i disagi, legati alla riduzione del "tempo scuola" e delle sedi scolastiche, a cui andranno incontro gli studenti più deboli, disabili e stranieri, che penalizzeranno le famiglie generando dei costi sociali di gran lunga superiori ai risparmi economici ipotizzati. MP/mp



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