SCUOLA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): BENE LA MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO, MA RIMANE IN PIEDI IL TEMA DEL DIMENSIONAMENTO
"Necessario superare le diatribe territoriali tra sindaci per garantire pari opportunità di istruzione per tutti gli studenti e per non penalizzare alcuna realtà territoriale"
"Quindi avevamo ragione noi: la retromarcia del Governo su alcuni punti nodali della cosiddetta riforma Gemini spiega meglio di mille valutazioni tecniche l'improvvisazione e l'incompetenza che hanno animato le politiche del governo sulla scuola. Di fronte all'opposizione ferma e ragionevole di milioni di studenti, insegnanti e famiglie, il governo ha trovato la scappatoia per fare carta straccia di tante enunciazioni senza costrutto: non vengono aumentati gli alunni per classe, si torna al maestro prevalente, al tempo pieno nell'infanzia, alle trenta ore nella media e si allontana la frettolosa cura dimagrante degli indirizzi negli istituti superiori voluta solo per motivi di cassa". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta l'accordo di ieri tra Governo e sindacati.
"Lo svuotamento-slittamento della cosiddetta riforma - rileva però il consigliere del Verdi e civici - se da un lato consentirà ora una discussione più pacata e articolata su tante questioni aperte, lascia in piedi il problema del dimensionamento. Stando infatti al punto "h" del verbale sottoscritto con i sindacati, si comprende che dall'anno scolastico 2009-2010, tra i tanti rinvii e marce indietro, troveranno attuazione i soli regolamenti relativi al primo ciclo e al dimensionamento della relativa rete scolastica. Il che non è propriamente quanto di più favorevole ci si potesse attendere". "Ora più che mai - sostiene Dottorini - è opportuno lasciare da parte le diatribe territoriali tra sindaci per tentare di individuare sintesi avanzate e fare il bene dell'intera comunità. Sarà opportuno trovare la strada per predisporre una rete scolastica che consenta pari opportunità di istruzione per tutti gli studenti, che mantenga i plessi, che non penalizzi alcuna realtà territoriale e permetta al maggior numero di scuole di conservare la propria autonomia. Mi auguro che tutto ciò sia ancora possibile".
Perugia, 12 dicembre 2008
"Necessario superare le diatribe territoriali tra sindaci per garantire pari opportunità di istruzione per tutti gli studenti e per non penalizzare alcuna realtà territoriale"
"Quindi avevamo ragione noi: la retromarcia del Governo su alcuni punti nodali della cosiddetta riforma Gemini spiega meglio di mille valutazioni tecniche l'improvvisazione e l'incompetenza che hanno animato le politiche del governo sulla scuola. Di fronte all'opposizione ferma e ragionevole di milioni di studenti, insegnanti e famiglie, il governo ha trovato la scappatoia per fare carta straccia di tante enunciazioni senza costrutto: non vengono aumentati gli alunni per classe, si torna al maestro prevalente, al tempo pieno nell'infanzia, alle trenta ore nella media e si allontana la frettolosa cura dimagrante degli indirizzi negli istituti superiori voluta solo per motivi di cassa". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta l'accordo di ieri tra Governo e sindacati.
"Lo svuotamento-slittamento della cosiddetta riforma - rileva però il consigliere del Verdi e civici - se da un lato consentirà ora una discussione più pacata e articolata su tante questioni aperte, lascia in piedi il problema del dimensionamento. Stando infatti al punto "h" del verbale sottoscritto con i sindacati, si comprende che dall'anno scolastico 2009-2010, tra i tanti rinvii e marce indietro, troveranno attuazione i soli regolamenti relativi al primo ciclo e al dimensionamento della relativa rete scolastica. Il che non è propriamente quanto di più favorevole ci si potesse attendere". "Ora più che mai - sostiene Dottorini - è opportuno lasciare da parte le diatribe territoriali tra sindaci per tentare di individuare sintesi avanzate e fare il bene dell'intera comunità. Sarà opportuno trovare la strada per predisporre una rete scolastica che consenta pari opportunità di istruzione per tutti gli studenti, che mantenga i plessi, che non penalizzi alcuna realtà territoriale e permetta al maggior numero di scuole di conservare la propria autonomia. Mi auguro che tutto ciò sia ancora possibile".
Perugia, 12 dicembre 2008



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