AMBIENTE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): TROPPE AMMINISTRAZIONI PREDICANO BENE E RAZZOLANO MALE. ATTIVARE MONITORAGGIO SU ACQUISTI VERDI
Con la legge dei Verdi e civici sugli "acquisti verdi" comuni, province e Regione dovranno raggiungere il 30 per cento di beni e servizi eco-compatibili
"Nella nostra regione ci sono ancora troppe amministrazioni pubbliche che, pur chiedendo ai cittadini comportamenti ecologicamente sostenibili, non riescono a dare il buon esempio. Chiedono la raccolta differenziata, ma non la praticano, promuovono le fonti rinnovabili, ma alimentano le proprie strutture a gasolio o con altri combustibili di origine fossile. Con la legge sugli acquisti verdi appena approvata dal Consiglio regionale utilizzare carta riciclata, lampade a basso consumo e prodotti eco-compatibili dovrà diventare la regola e comuni, province, Consiglio regionale con gli enti collegati dovranno raggiungere entro tre anni il 30 per cento di acquisti ecologicamente sostenibili. Considerazioni ambientali saranno inserite anche tra i criteri di aggiudicazione degli appalti. Si tratta pertanto di una legge di portata strutturale la cui applicazione non è lasciata alla buona volontà degli amministratori che dovranno invece presentare un piano triennale per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla legge". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici, sottolinea gli effetti della legge relativa alla "promozione degli acquisti pubblici ecologici" e all'introduzione di "aspetti ambientali nelle procedure di acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche".
"Altre regioni hanno legiferato in materia, ma ad oggi solo Puglia ed Umbria si sono dotati di una normativa specifica. L'obiettivo della legge - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - è di dare impulso a una pratica, quella del Green public procurement, riconosciuta a livello europeo come sistema di orientamento dei consumi pubblici verso beni e servizi ecologicamente sostenibili, che tengano conto dei costi sostenuti lungo l'intero ciclo di utilizzo del prodotto o del servizio. Il provvedimento mira a ridurre l'impatto ambientale di prodotti e servizi, il consumo di risorse naturali non rinnovabili, la produzione di rifiuti, i rischi ambientali. Viene agevolata la diffusione di tecnologie e tecniche eco-compatibili, di modalità di produzione a ridotto impatto, di sistemi pubblici di etichettatura ecologica dei prodotti e la promozione a livello regionale e locale di attività d'informazione e sensibilizzazione alla problematica degli acquisti ecologici, di modelli di consumo più responsabili nei confronti dell'ambiente da parte dei soggetti pubblici, delle imprese e dei cittadini". "Con questa legge - aggiunge l'esponente dei Verdi e civici - la nostra regione decide di fare la sua parte e si pone in controtendenza rispetto a una realtà che vede l'Italia non andare oltre l'8 per cento di acquisti in linea con il Green public procurement. Per avere un'idea dell'impatto di questa legge, basti pensare che le ricerche effettuate dall'Unione europea ci dicono che se tutti gli enti pubblici europei richiedessero la fornitura di elettricità verde, si eviterebbe di produrre l'equivalente di 60 milioni di tonnellate di Co2, che corrisponde al 18 per cento di quegli impegni di riduzione dei gas ad effetto serra a cui l'Ue deve adempiere in base al protocollo di Kyoto. Adesso la responsabilità passa alle singole amministrazioni e sarà importante che già dal prossimo anno la nostra regione sia in grado di effettuare un primo monitoraggio per capire chi si sta mettendo in sintonia con le prescrizioni della legge e chi si attarda, come è avvenuto nella maggior parte dei casi fino ad oggi, su pratiche dannose per l'uomo, per l'ambiente e anche per il tessuto imprenditoriale".
Perugia, 8 dicembre 2008
Con la legge dei Verdi e civici sugli "acquisti verdi" comuni, province e Regione dovranno raggiungere il 30 per cento di beni e servizi eco-compatibili
"Nella nostra regione ci sono ancora troppe amministrazioni pubbliche che, pur chiedendo ai cittadini comportamenti ecologicamente sostenibili, non riescono a dare il buon esempio. Chiedono la raccolta differenziata, ma non la praticano, promuovono le fonti rinnovabili, ma alimentano le proprie strutture a gasolio o con altri combustibili di origine fossile. Con la legge sugli acquisti verdi appena approvata dal Consiglio regionale utilizzare carta riciclata, lampade a basso consumo e prodotti eco-compatibili dovrà diventare la regola e comuni, province, Consiglio regionale con gli enti collegati dovranno raggiungere entro tre anni il 30 per cento di acquisti ecologicamente sostenibili. Considerazioni ambientali saranno inserite anche tra i criteri di aggiudicazione degli appalti. Si tratta pertanto di una legge di portata strutturale la cui applicazione non è lasciata alla buona volontà degli amministratori che dovranno invece presentare un piano triennale per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla legge". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici, sottolinea gli effetti della legge relativa alla "promozione degli acquisti pubblici ecologici" e all'introduzione di "aspetti ambientali nelle procedure di acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche".
"Altre regioni hanno legiferato in materia, ma ad oggi solo Puglia ed Umbria si sono dotati di una normativa specifica. L'obiettivo della legge - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - è di dare impulso a una pratica, quella del Green public procurement, riconosciuta a livello europeo come sistema di orientamento dei consumi pubblici verso beni e servizi ecologicamente sostenibili, che tengano conto dei costi sostenuti lungo l'intero ciclo di utilizzo del prodotto o del servizio. Il provvedimento mira a ridurre l'impatto ambientale di prodotti e servizi, il consumo di risorse naturali non rinnovabili, la produzione di rifiuti, i rischi ambientali. Viene agevolata la diffusione di tecnologie e tecniche eco-compatibili, di modalità di produzione a ridotto impatto, di sistemi pubblici di etichettatura ecologica dei prodotti e la promozione a livello regionale e locale di attività d'informazione e sensibilizzazione alla problematica degli acquisti ecologici, di modelli di consumo più responsabili nei confronti dell'ambiente da parte dei soggetti pubblici, delle imprese e dei cittadini". "Con questa legge - aggiunge l'esponente dei Verdi e civici - la nostra regione decide di fare la sua parte e si pone in controtendenza rispetto a una realtà che vede l'Italia non andare oltre l'8 per cento di acquisti in linea con il Green public procurement. Per avere un'idea dell'impatto di questa legge, basti pensare che le ricerche effettuate dall'Unione europea ci dicono che se tutti gli enti pubblici europei richiedessero la fornitura di elettricità verde, si eviterebbe di produrre l'equivalente di 60 milioni di tonnellate di Co2, che corrisponde al 18 per cento di quegli impegni di riduzione dei gas ad effetto serra a cui l'Ue deve adempiere in base al protocollo di Kyoto. Adesso la responsabilità passa alle singole amministrazioni e sarà importante che già dal prossimo anno la nostra regione sia in grado di effettuare un primo monitoraggio per capire chi si sta mettendo in sintonia con le prescrizioni della legge e chi si attarda, come è avvenuto nella maggior parte dei casi fino ad oggi, su pratiche dannose per l'uomo, per l'ambiente e anche per il tessuto imprenditoriale".
Perugia, 8 dicembre 2008



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