RIFIUTI. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): NEL 2007 CITTA' DI CASTELLO SI CONFERMA FANALINO DI CODA NELLA DIFFERENZIATA
Cala ancora il già pessimo dato del 2006: dal 18,1 si passa al 17,5 per cento. Ma come previsto dai Verdi e civici, il "porta a porta" inizia a dare i primi risultati
"Al peggio non c'è mai fine. Città di Castello si conferma maglia nera dell'intera Regione nella raccolta differenziata dei rifiuti, seconda solo ad Orvieto. Nel corso del 2007 il nostro comune è sceso ancora ed ha raggiunto la misera quota del 17,5 per cento di raccolta differenziata. Dato che ci conferma fanalino di coda della provincia di Perugia e ci pone in una condizione di forte imbarazzo di fronte agli altri comuni dell'Ato 1, che raggiungono talvolta quote rilevanti di differenziazione, fino al 44 per cento".
Con queste parole il Capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta i dati relativi alla raccolta differenziata dei rifiuti per l'anno 2007, spiegando che "servono scelte forti e coraggiose, come la raccolta differenziata porta a porta che in quei pochi quartieri della città in cui è iniziata lo scorso dicembre sta producendo risultati rilevanti con dati non ufficiali che parlano del raggiungimento di una quota attorno al 50 per cento di differenziazione. A dimostrazione che se si fossero seguite le indicazioni che i Verdi e civici propongono da anni, non ci troveremmo oggi a dover fare i conti con una discarica esaurita e, secondo i programmi dell'amministrazione comunale, da raddoppiare".
"Rispetto al 2006 - aggiunge il presidente della commissione Bilancio di Palazzo Cesaroni - il comune di Città di Castello ha addirittura perso mezzo punto percentuale, a dimostrazione del fatto che le politiche di gestione dei rifiuti erano totalmente assenti - ha aggiunto l'esponente del Sole che ride -. Mentre comuni limitrofi come Umbertide e San Giustino migliorano il loro dato anno su anno, noi restiamo al palo, immobilizzati da una percezione politica del problema rifiuti flebile e miope. Ora sarebbe interessante quantificare il danno ambientale ed economico che tali politiche hanno prodotto". Dottorini ricorda come i dati del comune di Città di Castello "sforano da ogni previsione nazionale e regionale". Secondo il decreto legislativo 152 del 2006, infatti, la percentuale da raggiungere doveva essere del 35 per cento nel 2006 e 45 per cento nel 2008, mentre il Piano regionale dei rifiuti attualmente in vigore prevedeva il raggiungimento del 45 per cento entro il 2006.
"La raccolta domiciliare partita nel centro storico - spiega Dottorini - sta dimostrando ancora una volta lo straordinario senso civico dei tifernati che, in condizioni spesso disagevoli e senza alcun elemento incentivante, stanno garantendo una straordinaria risposta. Non è pensabile che i cittadini virtuosi non vengano premiati per lo sforzo civico che mettono in atto. Occorre avviare tutte le buone pratiche che i Verdi e civici propongono da anni: riduzione dei rifiuti a monte, riuso, individuare modalità per rendere operativo il principio 'chi meno inquina meno paga', il graduale superamento di un sistema di discariche che, grazie a politiche di corto respiro, è giunto anche nella nostra regione quasi a un livello di saturazione".
Perugia, 14 febbraio 2009
Cala ancora il già pessimo dato del 2006: dal 18,1 si passa al 17,5 per cento. Ma come previsto dai Verdi e civici, il "porta a porta" inizia a dare i primi risultati
"Al peggio non c'è mai fine. Città di Castello si conferma maglia nera dell'intera Regione nella raccolta differenziata dei rifiuti, seconda solo ad Orvieto. Nel corso del 2007 il nostro comune è sceso ancora ed ha raggiunto la misera quota del 17,5 per cento di raccolta differenziata. Dato che ci conferma fanalino di coda della provincia di Perugia e ci pone in una condizione di forte imbarazzo di fronte agli altri comuni dell'Ato 1, che raggiungono talvolta quote rilevanti di differenziazione, fino al 44 per cento".
Con queste parole il Capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta i dati relativi alla raccolta differenziata dei rifiuti per l'anno 2007, spiegando che "servono scelte forti e coraggiose, come la raccolta differenziata porta a porta che in quei pochi quartieri della città in cui è iniziata lo scorso dicembre sta producendo risultati rilevanti con dati non ufficiali che parlano del raggiungimento di una quota attorno al 50 per cento di differenziazione. A dimostrazione che se si fossero seguite le indicazioni che i Verdi e civici propongono da anni, non ci troveremmo oggi a dover fare i conti con una discarica esaurita e, secondo i programmi dell'amministrazione comunale, da raddoppiare"."Rispetto al 2006 - aggiunge il presidente della commissione Bilancio di Palazzo Cesaroni - il comune di Città di Castello ha addirittura perso mezzo punto percentuale, a dimostrazione del fatto che le politiche di gestione dei rifiuti erano totalmente assenti - ha aggiunto l'esponente del Sole che ride -. Mentre comuni limitrofi come Umbertide e San Giustino migliorano il loro dato anno su anno, noi restiamo al palo, immobilizzati da una percezione politica del problema rifiuti flebile e miope. Ora sarebbe interessante quantificare il danno ambientale ed economico che tali politiche hanno prodotto". Dottorini ricorda come i dati del comune di Città di Castello "sforano da ogni previsione nazionale e regionale". Secondo il decreto legislativo 152 del 2006, infatti, la percentuale da raggiungere doveva essere del 35 per cento nel 2006 e 45 per cento nel 2008, mentre il Piano regionale dei rifiuti attualmente in vigore prevedeva il raggiungimento del 45 per cento entro il 2006.
"La raccolta domiciliare partita nel centro storico - spiega Dottorini - sta dimostrando ancora una volta lo straordinario senso civico dei tifernati che, in condizioni spesso disagevoli e senza alcun elemento incentivante, stanno garantendo una straordinaria risposta. Non è pensabile che i cittadini virtuosi non vengano premiati per lo sforzo civico che mettono in atto. Occorre avviare tutte le buone pratiche che i Verdi e civici propongono da anni: riduzione dei rifiuti a monte, riuso, individuare modalità per rendere operativo il principio 'chi meno inquina meno paga', il graduale superamento di un sistema di discariche che, grazie a politiche di corto respiro, è giunto anche nella nostra regione quasi a un livello di saturazione".
Perugia, 14 febbraio 2009



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