EX FAT. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): IMPORTANTI SEGNALI DI RAVVEDIMENTO DA PARTE DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE
"Necessaria riconsiderazione generale sull'area per soluzione che tuteli innanzitutto gli interessi dei cittadini. Non scartare nessuna ipotesi, compresa la permuta"
"E' importante che dall'amministrazione comunale di Città di Castello giungano segnali di ravvedimento rispetto a un progetto avventato che ha trovato solo opposizioni e perplessità nella popolazione tifernate.
A questo punto è necessario lavorare per individuare una soluzione che tuteli innanzitutto gli interessi dei cittadini, ponendosi nella prospettiva di non scartare alcuna ipotesi, compresa quella della perequazione".
Il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta così la recente presa di posizione del sindaco di Città di Castello Fernanda Cecchini che rivede la posizione del comune di Città di Castello rispetto al "Contratto di quartiere 2", il progetto che coinvolge i rioni Prato e Mattonata e che interessa sopratutto l'area ex-Fat.
"Quella dell'amministrazione comunale appare come una retromarcia - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - ma preferiamo parlare di una importante assunzione di responsabilità che, se non sarà solo di facciata, potrà riaprire i giochi di un intervento in grado di segnare in modo irreversibile il futuro del centro storico tifernate. Si apre ora una fase molto delicata e sarà importante evitare speculazioni o scelte non in linea con le aspettative sociali e culturali di Città di Castello che, è bene ricordarlo, è la città più importante dell'Umbria settentrionale e non può accontentarsi di progetti approssimativi e incoerenti come già avvenuto con la Piastra logistica e con altre progettazioni urbanistiche. La disponibilità a rivedere il progetto è il frutto innanzitutto della grande mobilitazione messa in atto dal comitato dei quartieri Prato e Mattonata, ma anche dei rilievi da parte della Soprintendenza che ha considerato i rinvenimenti archeologici dell'area "di rilevanza internazionale". Ora è importante che, anche alla luce della revisione del Piano regolatore della città, vi sia un atto di coraggio che porti a una riconsiderazione generale sull'area. Il progetto voluto dall'amministrazione tifernate infatti sconvolgerebbe la vivibilità e l'urbanistica dell'intero centro storico, intervenendo con una colata di cemento a stravolgere le caratteristiche e la storia della città".
Perugia, 6 aprile 2009
"Necessaria riconsiderazione generale sull'area per soluzione che tuteli innanzitutto gli interessi dei cittadini. Non scartare nessuna ipotesi, compresa la permuta"
"E' importante che dall'amministrazione comunale di Città di Castello giungano segnali di ravvedimento rispetto a un progetto avventato che ha trovato solo opposizioni e perplessità nella popolazione tifernate.
A questo punto è necessario lavorare per individuare una soluzione che tuteli innanzitutto gli interessi dei cittadini, ponendosi nella prospettiva di non scartare alcuna ipotesi, compresa quella della perequazione".Il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta così la recente presa di posizione del sindaco di Città di Castello Fernanda Cecchini che rivede la posizione del comune di Città di Castello rispetto al "Contratto di quartiere 2", il progetto che coinvolge i rioni Prato e Mattonata e che interessa sopratutto l'area ex-Fat.
"Quella dell'amministrazione comunale appare come una retromarcia - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - ma preferiamo parlare di una importante assunzione di responsabilità che, se non sarà solo di facciata, potrà riaprire i giochi di un intervento in grado di segnare in modo irreversibile il futuro del centro storico tifernate. Si apre ora una fase molto delicata e sarà importante evitare speculazioni o scelte non in linea con le aspettative sociali e culturali di Città di Castello che, è bene ricordarlo, è la città più importante dell'Umbria settentrionale e non può accontentarsi di progetti approssimativi e incoerenti come già avvenuto con la Piastra logistica e con altre progettazioni urbanistiche. La disponibilità a rivedere il progetto è il frutto innanzitutto della grande mobilitazione messa in atto dal comitato dei quartieri Prato e Mattonata, ma anche dei rilievi da parte della Soprintendenza che ha considerato i rinvenimenti archeologici dell'area "di rilevanza internazionale". Ora è importante che, anche alla luce della revisione del Piano regolatore della città, vi sia un atto di coraggio che porti a una riconsiderazione generale sull'area. Il progetto voluto dall'amministrazione tifernate infatti sconvolgerebbe la vivibilità e l'urbanistica dell'intero centro storico, intervenendo con una colata di cemento a stravolgere le caratteristiche e la storia della città".
Perugia, 6 aprile 2009



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