PIANO RIFIUTI. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): NON E' IL PIANO CHE AVREMMO SCRITTO NOI, MA ABBIAMO OTTENUTO MOLTO
"Separazione dei gestori, bando europeo e soglia del 40 per cento di differenziata prima della realizzazione degli impianti rendono il Piano più moderno ed efficace"
"Non è il Piano che avremmo scritto noi, ma abbiamo ottenuto molto. Anche se rimangono alcuni aspetti non condivisibili, grazie alle nostre proposte l'Umbria si dota nel complesso di un buon Piano regionale, moderno ed efficace che procede nella direzione che abbiamo sempre indicato: quella cioè che individua nella riduzione dei rifiuti, riuso, raccolta differenziata "porta a porta" e passaggio da tassa a tariffa il fulcro del processo ".
Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta l'approvazione, da parte del Consiglio regionale, del Piano regionale dei rifiuti.
"Abbiamo sostenuto con forza - spiega l'esponente del Sole che ride - la necessità che il soggetto che gestirà l'impianto di smaltimento finale sia diverso da quello che gestirà la raccolta, per evitare un conflitto di interessi strutturale, a nostro avviso moralmente inaccettabile, economicamente sbagliato e ambientalmente dannoso. Non possiamo quindi che essere soddisfatti nel vedere accolta questa nostra richiesta da parte dell'assessore Bottini e della maggioranza di centrosinistra. Allo stesso modo è positivo che il Piano recepisca le nostre richieste per un bando europeo aperto a tutte le migliori soluzioni e che su nostra richiesta si sia deciso di fissare una soglia di raccolta differenziata, pari al 40 per cento, prima del raggiungimento della quale non si potrà procedere alla realizzazione dell'impianto di smaltimento ultimo. Si tratta di un accorgimento in grado di garantire che tutte le parti del ciclo delineato dal piano regionale vengano applicate, evitando il rischio che a trovare applicazione sia solo l'impiantistica finale, lasciando la differenziata a livelli insoddisfacenti". "E' inoltre importante ricordare - prosegue il Presidente della prima commissione di palazzo Cesaroni - che siamo stati i primi a richiedere che la scelta della tecnologia migliore per lo smaltimento ultimo avvenisse attraverso un bando di gara europeo e che tale bando fosse distinto da quello per l'affidamento del sevizio di gestione dei rifiuti. Avremmo preferito che nel bando, accanto a pirolisi, dissociazione molecolare e altre soluzioni innovative, venisse compresa anche la modalità del trattamento meccanico-biologico, oggi considerata all'altezza di risolvere in maniera adeguata e con costi ambientali ed economici inferiori il grande problema dello smaltimento ultimo dei rifiuti. Crediamo che in questo modo la nostra regione abbia perso una grande occasione per dimostrare di essere all'avanguardia anche in questo campo, così come ci sembra grave che non sia stato accolto il nostro emendamento che prevedeva impianti flessibili e modulari (14 voti contrari, 4 favorevoli, 3 astenuti, n.d.r.). Non è quindi il documento che avremmo scritto noi - conclude Dottorini - ma crediamo di aver ottenuto comunque un buon Piano, che va nella direzione giusta e prevede azioni adeguate per fronteggiare un problema che non può più essere considerato settoriale, ma che investe gli aspetti fondamentali della vita di una comunità".
Perugia, 5 maggio 2009
- Scarica l'intervento di Oliviero Dottorini
"Separazione dei gestori, bando europeo e soglia del 40 per cento di differenziata prima della realizzazione degli impianti rendono il Piano più moderno ed efficace"
"Non è il Piano che avremmo scritto noi, ma abbiamo ottenuto molto. Anche se rimangono alcuni aspetti non condivisibili, grazie alle nostre proposte l'Umbria si dota nel complesso di un buon Piano regionale, moderno ed efficace che procede nella direzione che abbiamo sempre indicato: quella cioè che individua nella riduzione dei rifiuti, riuso, raccolta differenziata "porta a porta" e passaggio da tassa a tariffa il fulcro del processo ".
Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta l'approvazione, da parte del Consiglio regionale, del Piano regionale dei rifiuti."Abbiamo sostenuto con forza - spiega l'esponente del Sole che ride - la necessità che il soggetto che gestirà l'impianto di smaltimento finale sia diverso da quello che gestirà la raccolta, per evitare un conflitto di interessi strutturale, a nostro avviso moralmente inaccettabile, economicamente sbagliato e ambientalmente dannoso. Non possiamo quindi che essere soddisfatti nel vedere accolta questa nostra richiesta da parte dell'assessore Bottini e della maggioranza di centrosinistra. Allo stesso modo è positivo che il Piano recepisca le nostre richieste per un bando europeo aperto a tutte le migliori soluzioni e che su nostra richiesta si sia deciso di fissare una soglia di raccolta differenziata, pari al 40 per cento, prima del raggiungimento della quale non si potrà procedere alla realizzazione dell'impianto di smaltimento ultimo. Si tratta di un accorgimento in grado di garantire che tutte le parti del ciclo delineato dal piano regionale vengano applicate, evitando il rischio che a trovare applicazione sia solo l'impiantistica finale, lasciando la differenziata a livelli insoddisfacenti". "E' inoltre importante ricordare - prosegue il Presidente della prima commissione di palazzo Cesaroni - che siamo stati i primi a richiedere che la scelta della tecnologia migliore per lo smaltimento ultimo avvenisse attraverso un bando di gara europeo e che tale bando fosse distinto da quello per l'affidamento del sevizio di gestione dei rifiuti. Avremmo preferito che nel bando, accanto a pirolisi, dissociazione molecolare e altre soluzioni innovative, venisse compresa anche la modalità del trattamento meccanico-biologico, oggi considerata all'altezza di risolvere in maniera adeguata e con costi ambientali ed economici inferiori il grande problema dello smaltimento ultimo dei rifiuti. Crediamo che in questo modo la nostra regione abbia perso una grande occasione per dimostrare di essere all'avanguardia anche in questo campo, così come ci sembra grave che non sia stato accolto il nostro emendamento che prevedeva impianti flessibili e modulari (14 voti contrari, 4 favorevoli, 3 astenuti, n.d.r.). Non è quindi il documento che avremmo scritto noi - conclude Dottorini - ma crediamo di aver ottenuto comunque un buon Piano, che va nella direzione giusta e prevede azioni adeguate per fronteggiare un problema che non può più essere considerato settoriale, ma che investe gli aspetti fondamentali della vita di una comunità".
Perugia, 5 maggio 2009
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