"Mentre altri governi e altre regioni d'Italia seguono l'esempio umbro e adottano software libero, il governo sperpera denaro pubblico e viene a patti con Microsoft"
"Mentre i maggiori governi europei e quello americano portano avanti progetti di sviluppo di software a codice aperto e investono nella formazione di insegnanti capaci di usare software libero, il governo italiano, e in particolare i ministri Gelmini e Brunetta, si ostinano a realizzare protocolli d'intesa con Microsoft, multinazionale già pesantemente multata dall'Unione Europea e dalla giustizia americana per abuso di posizione dominante. Una sbavatura imperdonabile per chi vorrebbe far credere di essere il fustigatore indomito degli sprechi nella pubblica amministrazione".
Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini commenta la notizia dell'avvio del progetto "Scuola digitale", che vede coinvolti tra gli altri il Governo italiano e Microsoft.
"Invece di sperperare denaro pubblico e arricchire una multinazionale del software che opera per soli fini speculativi e fa leva sul pesante ritardo che l'Italia accusa in campo informatico e di ammodernamento della pubblica amministrazione, il governo farebbe bene a prendere esempio da quelle regioni, Umbria in testa, che hanno puntato sul software libero e finanziano micro progetti dedicati a scuole ed enti locali, innescando un meccanismo di risparmio pubblico e di sviluppo dell'imprenditoria informatica locale. La nostra Regione, per esempio, grazie alla legge 11 del 2006, è sempre meno legata al colosso dell'industria Microsoft e sempre più attiva nell'adottare software di cui si conosca il codice e si possa essere sicuri del reale funzionamento, senza incorrere in cattive sorprese e violazioni alla legge sulla privacy", ha detto Dottorini, promotore della legge.
"Utilizzare software libero significa innanzitutto democrazia - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni -, così come significa democrazia poter accedere ai documenti della pubblica amministrazione senza vincoli di licenze d'uso ed essere in grado di comunicare con gli uffici pubblici senza dover per forza utilizzare un programma costoso e pieno di buchi. Oggi, mentre un governo miope e demagogico stringe alleanze con monopolisti e multinazionali, altre regioni d'Italia seguono l'esempio umbro e aprono le istituzioni al software libero".
Perugia, 28 settembre 2009
"Mentre i maggiori governi europei e quello americano portano avanti progetti di sviluppo di software a codice aperto e investono nella formazione di insegnanti capaci di usare software libero, il governo italiano, e in particolare i ministri Gelmini e Brunetta, si ostinano a realizzare protocolli d'intesa con Microsoft, multinazionale già pesantemente multata dall'Unione Europea e dalla giustizia americana per abuso di posizione dominante. Una sbavatura imperdonabile per chi vorrebbe far credere di essere il fustigatore indomito degli sprechi nella pubblica amministrazione".Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini commenta la notizia dell'avvio del progetto "Scuola digitale", che vede coinvolti tra gli altri il Governo italiano e Microsoft.
"Invece di sperperare denaro pubblico e arricchire una multinazionale del software che opera per soli fini speculativi e fa leva sul pesante ritardo che l'Italia accusa in campo informatico e di ammodernamento della pubblica amministrazione, il governo farebbe bene a prendere esempio da quelle regioni, Umbria in testa, che hanno puntato sul software libero e finanziano micro progetti dedicati a scuole ed enti locali, innescando un meccanismo di risparmio pubblico e di sviluppo dell'imprenditoria informatica locale. La nostra Regione, per esempio, grazie alla legge 11 del 2006, è sempre meno legata al colosso dell'industria Microsoft e sempre più attiva nell'adottare software di cui si conosca il codice e si possa essere sicuri del reale funzionamento, senza incorrere in cattive sorprese e violazioni alla legge sulla privacy", ha detto Dottorini, promotore della legge.
"Utilizzare software libero significa innanzitutto democrazia - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni -, così come significa democrazia poter accedere ai documenti della pubblica amministrazione senza vincoli di licenze d'uso ed essere in grado di comunicare con gli uffici pubblici senza dover per forza utilizzare un programma costoso e pieno di buchi. Oggi, mentre un governo miope e demagogico stringe alleanze con monopolisti e multinazionali, altre regioni d'Italia seguono l'esempio umbro e aprono le istituzioni al software libero".
Perugia, 28 settembre 2009



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