"La nostra interrogazione è ben documentata. I cittadini devono sapere perché si penalizzano le famiglie meno abbienti"

"L'assessore Stufara stia tranquillo, abbiamo approfondito molto bene la tematica in materia di edilizia residenziale prima di presentare la nostra interrogazione. E' bene che venga data una risposta esauriente alle domande che abbiamo posto, in modo da spiegare perché il bando emanato dalla giunta preveda dei requisiti che di fatto penalizzano le famiglie meno abbienti, perno principale della legge di edilizia residenziale pubblica e che dovrebbero ispirare le politiche di chi dice di avere a cuore le sorti dei più deboli". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, torna sul tema del bando per la bioedilizia, sul quale ha presentato un'interrogazione alla giunta, dopo la replica "significativamente nervosa" dell'assessore alle Politiche sociali Damiano Stufara.
"Forse - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - l'assessore non ha capito il cuore del problema che abbiamo sollevato e questo spiega il suo elencare questioni che nulla hanno a che vedere con le domande che poniamo attraverso la nostra interrogazione. Siamo assolutamente favorevoli a provvedimenti che prevedono soluzioni architettoniche di bioedilizia spinta e risparmio energetico, ma ciò non toglie che ci sono molti dubbi che il bando predisposto dalla giunta sia indirizzato realmente ai beneficiari previsti dalla legge regionale in materia di edilizia residenziale pubblica, alla quale il bando stesso fa riferimento. Questa legge individua come principali beneficiari dei provvedimenti della regione le famiglie meno abbienti e appartenenti a particolari categorie sociali. Sono quindi naturali le domande che abbiamo posto e che riproponiamo in tutta la loro forza e chiarezza: Come mai, visto che il POA fa riferimento agli anni 2008/2009, il bando, pubblicato solo a fine 2009, esclude tutti gli interventi già iniziati in questi anni? Come mai tra i beneficiari dei contributi vengono inclusi soggetti con un reddito reale di 60 mila euro che difficilmente possono essere considerati tra i meno abbienti? Come mai si prevede la presenza di un professionista con meno di 5 anni di esperienza? Non è che si è cucito un bando su misura dei soliti noti?"
"Sarebbe interessante - conclude Dottorini - che l'assessore lasciasse da parte la propaganda e rispondesse alle domande contenute nella nostra interrogazione. Senza nulla togliere ai provvedimenti che in questi anni la giunta ha portato avanti in tema di politiche abitative i cittadini hanno bisogno di una risposta a queste domande e di chiarezza su un provvedimento che lascia aperti molti dubbi".
Perugia, 29 dicembre 2009



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