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Parte l'interrogazione alla giunta: "Imprenditoria abile nell'intercettare risorse pubbliche, ma non a tutelare l'occupazione. Oggi chi ne risponde?"

"Lasciamo all'interrogazione che verrà presentata nelle prossime ore la nostra risposta alle esternazioni gratuite e un po' troppo nervose dell'amministratore unico della Ponti. Per parte nostra lo invitiamo alla calma: se non ha niente di cui preoccuparsi, come è auspicabile, la giunta regionale rispondendo alla nostra interrogazione saprà rendere giustizia alle sue qualità imprenditoriali. Per parte nostra, non rinunceremo alla nostra battaglia in difesa della trasparenza e per conoscere le reali intenzioni di chi ha oggi in mano la Ponti editoriale. Lo faremo attraverso gli strumenti che il nostro ruolo ci consente e non ci rassegneremo al silenzio che in molti avrebbero preferito regnasse su questa vicenda". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, risponde con queste parole alle esternazioni del consigliere comunale e amministratore unico della Ponti Group Holding, Mirella Bianconi Ponti che nei giorni scorsi aveva affermato: "Tutto quello che il Gruppo Ponti ha realizzato in trent'anni di attività imprenditoriale è stato fatto con il proprio lavoro e con le proprie risorse finanziarie senza ricorso a soldi pubblici".
"Le prime notizie che ci giungono dagli uffici regionali e da Gepafin - spiega Dottorini - ci parlano invece di interventi puntuali, importanti e ripetuti della Regione sul gruppo Ponti. Il rischio complessivo assunto originariamente da Gepafin nei confronti delle aziende del gruppo era originariamente pari a 2 milioni e 214mila euro e oggi ammonta a 1 milione e 540mila euro distribuiti in diverse operazioni di finanziamento e di leasing. Questi interventi hanno contribuito ad attivare oltre 6 milioni e 650mila euro. In particolare al momento dell'acquisizione di Ipf-Web da parte di Ponti, Gepafin ha partecipato direttamente al capitale sociale con 500mila euro, uscendone nei primi mesi del 2009. Inoltre risulta un finanziamento di Gepafin alla società Cmc all'epoca riconducibile a Ponti per aumentare il capitale sociale sulla Ponti editoriale (altra società del gruppo Ponti). In totale le operazioni della finanziaria regionale sul gruppo Ponti sono state 10, di cui 8 finanziamenti o leasing e 2 operazioni di finanziamento diretto. La maggior parte degli interventi ha riguardato la Ponti editoriale che a livello regionale è stata una delle realtà più assistite dalla finanziaria regionale Gepafin. Tutti denari pubblici di cui quel gruppo, e in particolare Ponti editoriale, ha goduto e che oggi qualcuno dovrebbe spiegarci come sono stati utilizzati e con quali criteri, dal momento che i risultati sono quelli che ci troviamo sotto gli occhi: una società sull'orlo del fallimento, lavoratori senza prospettive concrete di futuro e aziende fornitrici che attendono di essere liquidate e che potrebbero a cascata essere messe in forte difficoltà dallo stato di profonda crisi in cui versa la società. Per quanto ci riguarda - assicura il presidente della commissione Bilancio di Palazzo Cesaroni - continueremo a vigilare sul flusso di risorse che transitano da Perugia all'Altotevere e sulle reali ricadute di quelle risorse sul tessuto economico-produttivo e occupazionale locale. Pensiamo che i cittadini abbiano il diritto di conoscere i caratteri di certa imprenditoria, l'importante sostegno che ha avuto attraverso le risorse pubbliche e le ricadute sul tessuto sociale e produttivo. Ci piacerà avere anche qualche riscontro riguardo alle politiche per la formazione, realizzata anche grazie a fondi pubblici, valutandone gli effetti sul territorio. Con la nostra interrogazione chiamiamo la giunta regionale a dirci qual è l'assetto della nuova compagine sociale, se è a conoscenza delle credenziali offerte dal nuovo socio Caso e i motivi della procedura fallimentare. In particolare chiederemo che vi siano delle garanzie precise per i lavoratori che al momento paiono inesistenti, nonostante le rassicurazioni giunte in queste ore. Ci fa piacere pertanto che vengano richiamati al lavoro i dipendenti e contiamo su una rapida erogazione della tredicesima, evitando promesse di cartone. L'Umbria e l'Altotevere non possono più consentire il silenzio attorno a certe modalità imprenditoriali, soprattutto quando a rimetterci sono le famiglie e quegli imprenditori abituati a far conto sulle proprie capacità e non sugli interventi pubblici".
Perugia, 29 gennaio 2010



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