"Certe vicende evidenziano ancora di più la decadenza della scuola operaia Bufalini, per anni punto di riferimento dei nostri artigiani del legno e della meccanica"

"Strano che imprenditori che hanno già dato pessima prova di sé cedendo aziende a personaggi tutt'altro che rassicuranti e lasciando gli operai senza lavoro, continuino a beneficiare di contributi pubblici. Come se non fossero già abbastanza le risorse elargite al gruppo Ponti, con risultati tutti da dimostrare e con un tessuto imprenditoriale in grave difficoltà e spesso senza supporti. Qualcuno dovrà spiegare come mai i finanziamenti vanno sempre ai soliti privati mentre non si trovano mai le risorse per strutture pubbliche come la scuola operaia Bufalini". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, commenta la notizia dell'assegnazione di finanziamenti del Fondo sociale europeo (Fse) alla Ponti Engineering, per la realizzazione di 30 corsi di formazione rivolti a 360 studenti.
"Come se nulla fosse avvenuto e come se non esistesse un istituto formativo che è stato il riferimento dei nostri artigiani per decenni, il gruppo Ponti - spiega l'esponente dell'Italia dei Valori - si dimostra ancora una volta molto abile nell'intercettare risorse pubbliche. Ma qualcuno dovrà pure degnarsi di rendere conto delle ricadute che i cospicui investimenti pubblici sul gruppo Ponti hanno avuto sul tessuto economico e occupazionale del nostro territorio. E' ancora fresca la vicenda della crisi della Ponti Editoriale, con tanto di minacce di denuncie ai dipendenti, e già dobbiamo registrare l'ennesima notizia di fondi pubblici elargiti ad un gruppo che appare sempre più come un pozzo senza fondo. E' bene ricordare i milioni di euro pubblici (finanziamenti e leasing) di cui il gruppo Ponti negli anni ha goduto. Ora assistiamo sbigottiti a una nuova pioggia di denari dalle casse pubbliche per corsi di formazione che spesso non garantiscono ai partecipanti un effettivo accesso al mondo del lavoro e che mettono ancora di più in evidenza la decadenza in cui è stato costretto un ente formativo come la scuola Bufalini, che per anni è stato il punto di riferimento dei nostri artigiani nel settore della meccanica, del legno e dell'edilizia, rappresentando un autentico supporto per le piccole aziende. Il fatto che si decida di non sostenere la specializzazione nei settori tipici del nostro tessuto imprenditoriale, significa abbandonare le aziende artigiane del territorio che in questo modo non trovano il supporto di una manodopera specializzata. Forse sarebbe opportuno che qualcuno fornisse qualche spiegazione, anche perché a rimetterci a questo punto non sono solo i lavoratori e le aziende, ma i contribuenti che vorrebbero sapere come vengono impiegati i loro denari".
Perugia, 23 marzo 2010

"Strano che imprenditori che hanno già dato pessima prova di sé cedendo aziende a personaggi tutt'altro che rassicuranti e lasciando gli operai senza lavoro, continuino a beneficiare di contributi pubblici. Come se non fossero già abbastanza le risorse elargite al gruppo Ponti, con risultati tutti da dimostrare e con un tessuto imprenditoriale in grave difficoltà e spesso senza supporti. Qualcuno dovrà spiegare come mai i finanziamenti vanno sempre ai soliti privati mentre non si trovano mai le risorse per strutture pubbliche come la scuola operaia Bufalini". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, commenta la notizia dell'assegnazione di finanziamenti del Fondo sociale europeo (Fse) alla Ponti Engineering, per la realizzazione di 30 corsi di formazione rivolti a 360 studenti.
"Come se nulla fosse avvenuto e come se non esistesse un istituto formativo che è stato il riferimento dei nostri artigiani per decenni, il gruppo Ponti - spiega l'esponente dell'Italia dei Valori - si dimostra ancora una volta molto abile nell'intercettare risorse pubbliche. Ma qualcuno dovrà pure degnarsi di rendere conto delle ricadute che i cospicui investimenti pubblici sul gruppo Ponti hanno avuto sul tessuto economico e occupazionale del nostro territorio. E' ancora fresca la vicenda della crisi della Ponti Editoriale, con tanto di minacce di denuncie ai dipendenti, e già dobbiamo registrare l'ennesima notizia di fondi pubblici elargiti ad un gruppo che appare sempre più come un pozzo senza fondo. E' bene ricordare i milioni di euro pubblici (finanziamenti e leasing) di cui il gruppo Ponti negli anni ha goduto. Ora assistiamo sbigottiti a una nuova pioggia di denari dalle casse pubbliche per corsi di formazione che spesso non garantiscono ai partecipanti un effettivo accesso al mondo del lavoro e che mettono ancora di più in evidenza la decadenza in cui è stato costretto un ente formativo come la scuola Bufalini, che per anni è stato il punto di riferimento dei nostri artigiani nel settore della meccanica, del legno e dell'edilizia, rappresentando un autentico supporto per le piccole aziende. Il fatto che si decida di non sostenere la specializzazione nei settori tipici del nostro tessuto imprenditoriale, significa abbandonare le aziende artigiane del territorio che in questo modo non trovano il supporto di una manodopera specializzata. Forse sarebbe opportuno che qualcuno fornisse qualche spiegazione, anche perché a rimetterci a questo punto non sono solo i lavoratori e le aziende, ma i contribuenti che vorrebbero sapere come vengono impiegati i loro denari".
Perugia, 23 marzo 2010



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