Pubblichiamo una lettera di Paolo Della Torre, comparsa sulla prima pagina del Corriere dell'Umbria di ieri, mercoledì 11 agosto 2010, relativo al Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, meglio conosciuto come "Repartino".

Repartino dimenticato da tutti
di Paolo Della Torre
La vicenda del Repartino del servizio psichiatrico "dimenticato" a Monteluce mi sembra emblematico di quale siano i criteri di valutazione delle varie strutture sanitarie in Umbria (molto asimmetrico, come altrove in Italia). In sintesi, nella trentennale vicenda, sofferta, onerosa, complicata del trasferimento dei reparti ospedalieri da Monteluce a Sant'Andrea delle Fratte si è tranquillamente dimenticato un reparto: quello di psichiatria. Esso non è un reparto trascurabile perché si rivolge ai casi acuti, non trattabili altrove, sede istituzionale di trattamenti sanitari obbligatori (tso), decisi da commissioni miste di medici, amministratori locali e magistrati e quindi con pazienti "delicati" e "deboli".
Visto il lasso di tempo che è stato necessario per realizzare tutto il trasferimento è chiaro che tale "dimenticanza" ha coinvolto vari assessori alla sanità regionale, molti direttori generali sia della Asl2 (che ne ha la diretta gestione) sia dell'Azienda ospedaliera (che doveva prevedere spazi).
Se si considera che il tempo medio in carica di tali direttori è di circa due anni, i soggetti coinvolti sono più di un decina. Cioè un'intera classe dirigente della sanità locale. Come è potuto succedere? Semplice. Il criterio nel distribuire le sempre scarse risorse di soldi, di spazio, di personale è quello di dare agli amici, ai potenti, ai protetti (tutta la vicenda del suddetto trasferimento lo conferma) e se un reparto, una patologia, un gruppo di malati non ha referenti politici, fondazioni, associazioni famiglie ecc. può tranquillamente essere dimenticato. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti. Andare a vedere per credere o leggere la poca stampa libera che da anni denuncia tale situazione. Per finire: congratulazioni al consigliere Oliviero Dottorini che ha presentato un'interrogazione alla giunta regionale sull'argomento. Credo che sia il primo consigliere di maggioranza che interpella la su tale scottante argomento. Avrà la forza di far seguire atti concreti? Speriamo di sì. Forse i malati di mente (si può ancora chiamarli così?) hanno trovato un paladino.
Paolo Della Torre
già Dirigente medico della Clinica Ortopedica di Perugia e Direttore della Clinica Ortopedica di Terni



Grazie Dottor Della Torre, per essere stato l'unica voce di medico autorevole - strano, vero, visto che i medici politici finora sono stati davvero numerosi, al governo dell'Umbria - ad aver preso posizione per difendere i diritti di questi malati nella provincia di Perugia. Loro e le loro famiglie oramai sono stati lasciati sulle spalle dei pochi psichiatri e operatori seri, dipendenti del S.S.N. o delle Cooperative di Servizi rimasti 'in trincea',ancora convinti che il servizio pubblico debba dare risposte credibili a tanta sofferenza. Credo necessario rimetterci al lavoro per pretendere che i nostri governanti si occupino di veri problemi come questo della Salute mentale.