"La mannaia del governo sarà devastante per l'Umbria. Occorre mettere in campo tutte le risorse umane ed economiche disponibili"

"La mannaia del governo sulla scuola e sul sistema formativo nazionale porterà a una progressiva dequalificazione dell'insegnamento, a una perdita di posti di lavoro senza precedenti, a un aumento del disagio scolastico dei ragazzi e delle famiglie tra i più gravi che la nostra storia ricordi. Occorre convocare urgentemente un Consiglio regionale straordinario, da tenersi prima o subito dopo della conferenza regionale della scuola, per contrastare il progressivo depauperamento, mascherato da razionalizzazione della spesa, del nostro sistema scolastico, in modo da arrivare ad una deliberazione la più alta ed efficace possibile che tracci la definizione di obiettivi e priorità del nostro sistema educativo". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori a Palazzo Cesaroni, Oliviero Dottorini, interviene per richiedere che la massima assise regionale si faccia carico di affrontare il problema in cui versa il sistema scuola regionale a seguito dei tagli indiscriminati messi in atto dal governo nazionale.
"I pesanti tagli governativi - spiega il capogruppo dell'Idv - incidono non solo sul numero delle dirigenze scolastiche, ma anche sulla chiusura di plessi scolastici in territori montani o comunque disagiati. Enormi problemi si dovranno affrontare in merito al trasporto scolastico. Appare sempre più evidente l'effetto devastante della cura prescritta dal Governo: i finanziamenti alla scuola pubblica sono diminuiti di 8 miliardi di euro, quei tagli stanno comportando progressivamente una perdita di circa 132mila unità tra insegnanti e personale Ata. Solo in Umbria i risvolti dell'applicazione della mannaia del governo sono drammatici. Nei tre anni previsti dalla Finanziaria Tremonti, andranno in fumo 1596 posti di lavoro, divisi in 900 insegnanti e 696 per il personale Ata. Nell'anno scolastico appena iniziato la scuola umbra riparte da meno 348 unità, con tagli che riguardano sia la primaria (meno130 unità) che le medie (meno 27 unità) e le superiori (meno 191 unità). Tagli di personale che con i regolamenti di formazione delle classi ha generato classi elefantiache di 30 e più alunni, con risvolti preoccupanti sia sul piano della sicurezza che sulla frammentazione degli insegnamenti. E' scandaloso che non sia prevista neppure una coopertura sufficiente delle ore di sostegno per i ragazzi disabili. Tutto ciò mentre contemporaneamente i ministri Gelmini e La Russa hanno avuto la bella pensata, insieme all'ufficio scolastico lombardo, di firmare un protocollo per l'educazione militare nelle scuole per i nostri ragazzi".
"Questa situazione - conclude Dottorini - richiede che la politica regionale faccia la sua parte. Per questo ritengo necessario un Consiglio regionale straordinario per sostenere la giunta regionale nel contrasto all'assurda manovra del governo e per tentare di rispondere, almeno in parte, alle deficienze del sistema, cercando di dare risposte concrete e mettendo in campo tutte le risorse umane ed economiche disponibili. Magari anche cercando di trovarne altre nei rivoli meno evidenti della spesa pubblica".
Perugia, 27 settembre 2010

"La mannaia del governo sulla scuola e sul sistema formativo nazionale porterà a una progressiva dequalificazione dell'insegnamento, a una perdita di posti di lavoro senza precedenti, a un aumento del disagio scolastico dei ragazzi e delle famiglie tra i più gravi che la nostra storia ricordi. Occorre convocare urgentemente un Consiglio regionale straordinario, da tenersi prima o subito dopo della conferenza regionale della scuola, per contrastare il progressivo depauperamento, mascherato da razionalizzazione della spesa, del nostro sistema scolastico, in modo da arrivare ad una deliberazione la più alta ed efficace possibile che tracci la definizione di obiettivi e priorità del nostro sistema educativo". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori a Palazzo Cesaroni, Oliviero Dottorini, interviene per richiedere che la massima assise regionale si faccia carico di affrontare il problema in cui versa il sistema scuola regionale a seguito dei tagli indiscriminati messi in atto dal governo nazionale.
"I pesanti tagli governativi - spiega il capogruppo dell'Idv - incidono non solo sul numero delle dirigenze scolastiche, ma anche sulla chiusura di plessi scolastici in territori montani o comunque disagiati. Enormi problemi si dovranno affrontare in merito al trasporto scolastico. Appare sempre più evidente l'effetto devastante della cura prescritta dal Governo: i finanziamenti alla scuola pubblica sono diminuiti di 8 miliardi di euro, quei tagli stanno comportando progressivamente una perdita di circa 132mila unità tra insegnanti e personale Ata. Solo in Umbria i risvolti dell'applicazione della mannaia del governo sono drammatici. Nei tre anni previsti dalla Finanziaria Tremonti, andranno in fumo 1596 posti di lavoro, divisi in 900 insegnanti e 696 per il personale Ata. Nell'anno scolastico appena iniziato la scuola umbra riparte da meno 348 unità, con tagli che riguardano sia la primaria (meno130 unità) che le medie (meno 27 unità) e le superiori (meno 191 unità). Tagli di personale che con i regolamenti di formazione delle classi ha generato classi elefantiache di 30 e più alunni, con risvolti preoccupanti sia sul piano della sicurezza che sulla frammentazione degli insegnamenti. E' scandaloso che non sia prevista neppure una coopertura sufficiente delle ore di sostegno per i ragazzi disabili. Tutto ciò mentre contemporaneamente i ministri Gelmini e La Russa hanno avuto la bella pensata, insieme all'ufficio scolastico lombardo, di firmare un protocollo per l'educazione militare nelle scuole per i nostri ragazzi".
"Questa situazione - conclude Dottorini - richiede che la politica regionale faccia la sua parte. Per questo ritengo necessario un Consiglio regionale straordinario per sostenere la giunta regionale nel contrasto all'assurda manovra del governo e per tentare di rispondere, almeno in parte, alle deficienze del sistema, cercando di dare risposte concrete e mettendo in campo tutte le risorse umane ed economiche disponibili. Magari anche cercando di trovarne altre nei rivoli meno evidenti della spesa pubblica".
Perugia, 27 settembre 2010



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