"Occorre abbandonare gli allevamenti in soccida, ridurre il numero di capi e puntare sulla qualità. Subito un Piano per la zootecnia sostenibile"

"Altre deroghe alla legislazione regionale sarebbero incomprensibili e avrebbero il solo effetto di inasprire una situazione che ha già toccato i livelli di guardia. E' giunto il momento di mettere mano a un Piano per la zootecnia sostenibile, abbandonando l'idea di un modello che fino a oggi ha avvantaggiato poche persone danneggiando la collettività". Con queste parole Oliviero Dottorini, Capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e il consigliere Paolo Brutti, annunciano di aver presentato una mozione con la quale si impegna la giunta ad adottare interventi adeguati per affrontare la criticità della situazione ambientale del territorio del Comune di Marsciano a causa della presenza di molti allevamenti suinicoli e dell'impianto di biodigestione sito in Olmeto.
"Occorre delocalizzare gli allevamenti - continuano Dottorini e Brutti - e individuare come strumento strategico per il trattamento dei reflui zootecnici l'istallazione di piccoli impianti di depurazione direttamente nelle stalle delle aziende agricole. La regione deve attivare degli interventi per incentivare questo passaggio. Non è più possibile pensare ad un modello intensivo e occorre escludere in maniera definitiva il ricorso all'impianto di depurazione di Olmeto che, ormai è chiaro a tutti, è inefficiente e causa enormi problemi ambientali e alla salute dei cittadini".
"Già in sede di discussione del Piano di tutela delle acque - spiega Dottorini - avevamo proposto la soluzione degli impianti di stalla che permettono anche un maggiore controllo. Inoltre è necessario incentivare la delocalizzazione degli allevamenti, che nel Comune di Marsciano sono a ridosso delle aree abitate, creando notevoli disagi ai residenti. Non è più rinviabile quello che chiediamo da tempo: un Piano per la zootecnia sostenibile in Umbria. La nostra regione ha bisogno di una zootecnia basata su marchi e certificazioni, su una filiera corta e di qualità, integrata con il territorio, capace di qualificare i nostri prodotti tipici e di generare valore aggiunto localmente. Dobbiamo avere il coraggio di dare uno stop chiaro agli allevamenti in regime di soccida, notando l'effetto perverso di allevare non per una filiera alimentare, ma per produrre il liquame necessario all'innesco della formazione di biogas".
"I cittadini di Marsciano - concludono gli esponenti dell'Idv - hanno già dato e non possono continuare a sopportare una situazione che non è più tollerabile. Per questo motivo chiediamo alla giunta che predisponga interventi mirati ad escludere definitivamente l'utilizzo del biodigestore e ad incentivare la delocalizzazione degli allevamenti e la dotazione di piccoli impianti di depurazione aziendali. A nostro avviso sono interventi necessari per poter avviare la riconversione del modello zootecnico basato sulla soccida".
Perugia, 21 ottobre 2010



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