"Come sempre comune non ha difeso i beni della città. Dopo le elezioni occorre tavolo Regione-Comune-Tela umbra per serio progetto di valorizzazione"

"Il rischio alienazione per i beni del lascito Franchetti almeno per ora è scongiurato. Il Consiglio regionale ha confermato le decisioni della prima commissione che aveva recepito i nostri emendamenti con i quali si abbandona l'ipotesi di vendita rispettando così le volontà testamentarie e gli interessi della comunità tifernate. Ora si apre la strada per un progetto di valorizzazione che l'amministrazione comunale uscente non è stata in grado di elaborare e che la prossima dovrà invece inserire tra le priorità della propria azione di governo". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali, commenta l'approvazione da parte del Consiglio regionale del Piano patrimoniale.
"Grazie ai nostri emendamenti - aggiunge Dottorini - dall'aula esce un documento che restituisce a Città di Castello la possibilità di utilizzare un patrimonio importante che il barone Franchetti aveva pensato di lasciare alla disponibilità della comunità. Dopo le elezioni amministrative, è necessaria la convocazione di un tavolo tecnico tra Regione, Comune e Tela Umbra che dovrà analizzare tutte le possibilità di utilizzo in modo da pianificare riqualificazioni e alienazioni senza impoverire il patrimonio della città e senza venire meno alle volontà testamentarie. Un conto è alienare parte del patrimonio per ristrutturare e riqualificare altri immobili, altro conto è alienare per far cassa".
"Certo - conclude Dottorini - rimaniamo stupiti per il silenzio del comune di Città di Castello che ha assistito a questo tentativo di alienazione senza batter ciglio e senza preoccuparsi di difendere pezzi importanti di storia, cultura e ricchezza fondamentali per la città come Villa di Rovigliano, camping La Montesca, magazzini Tancredi e magazzino di via dei Pinchitorzi. In attesa di amministratori locali capaci di avanzare proposte e progetti, riteniamo positivo che il Consiglio regionale abbia scongiurato l'ipotesi di alienazione".
Perugia, 18 aprile 2011



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