"Comprensibile imbarazzo del centrodestra nel difendere scelte folli e irrazionali. Importante compattezza della maggioranza sulla mozione a favore del fotovoltaico"

"Vogliono bloccare le fonti rinnovabili, hanno in mente solo nucleare e carbone. Con il decreto Romani il governo Berlusconi rischia di cancellare un intero settore che per l'Umbria significa mettere a rischio la sopravvivenza di oltre mille imprese e di circa tremila posti di lavoro. Per questo è importante che la maggioranza abbia trovato unità nel chiedere che il cosiddetto decreto 'ammazza-fotovoltaico' venga ritirato allontanando anche ogni ipotesi di ritorno al nucleare. Non ci sorprende più di tanto la doppiezza di Pdl e Lega che hanno cercato di spiegarci con grande imbarazzo come il nucleare sia giusto e sicuro dappertutto fuorché in Umbria. Un atteggiamento ipocrita che tenta di mascherare le politiche indifendibili del governo". Con queste parole il capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini, commenta l'approvazione della mozione con la quale le forze di maggioranza impegnano la giunta regionale ad attivarsi contro il decreto del governo che rischia di bloccare completamente il settore del fotovoltaico e contro il piano nucleare.
"Per Pdl e Lega - spiega il primo firmatario della mozione Dottorini -il nucleare è una grande risorsa, purché le centrali non vengano realizzate vicino a casa loro. Una posizione sfacciatamente ipocrita sostenuta da chi non ha più argomenti per spiegare ai cittadini l'arretratezza delle politiche governative. Anche nella nostra regione - aggiunge - il settore delle rinnovabili ha raggiunto numeri considerevoli: sono oltre 3mila le imprese attive in Umbria e si stima che gli addetti siano circa 12mila. L'applicazione del decreto del governo nazionale avrebbe come conseguenza immediata il rischio di chiusura per circa mille imprese, mentre andrebbero perduti circa 3mila i posti di lavoro. Gli incentivi a questo settore sono uno strumento e una scelta politica. Mirano a dare impulso ad un modello che, salvaguardando l'ambiente e contribuendo alla riduzione di emissioni climarteranti, offre sicure prospettive di rilancio economico. Non a caso anche nella nostra regione si tratta dell'unico comparto che non ha risentito degli effetti della crisi economica garantendo anzi una crescita occupazionale importante".
"Per questi motivi - conclude il capogruppo Idv - è necessario che la giunta si attivi in sede di conferenza Stato-regioni perché il decreto Romani venga ritirato e si definisca un quadro di incentivazioni stabile e di lungo termine in grado di assicurare un efficace percorso di sviluppo e riordino del settore. E' fondamentale, inoltre, che sia ribadita la ferma contrarietà della Regione Umbria al programma nucleare del governo italiano e la volontà di sostenere in sede comunitaria le iniziative tese ad assicurare la sicurezza degli impianti esistenti e la loro progressiva dismissione".
Perugia, 12 aprile 2011



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