"Riconosciuti i diritti dei cittadini a rappresentare le proprie ragioni. Ora fare chiarezza al più presto sulle responsabilità del disastro ambientale"

"Accogliamo con soddisfazione la decisione del magistrato di riconoscere il diritto dei cittadini di Bettona e di Legambiente a rappresentare le proprie ragioni costituendosi parte civile, nonostante la valanga di eccezioni presentate dagli avvocati dei 26 indagati. E' invece molto grave che a difesa dei cittadini non si siano costituiti parte civile i Comuni di Bettona, Bastia, Cannara e Bevagna, né tantomeno il Ministero dell'Ambiente, benché la Procura della Repubblica li abbia individuati come soggetti lesi. Ora ci auguriamo che la Magistratura faccia chiarezza al più presto sulle responsabilità di un disastro ambientale senza precedenti". Con queste parole il capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini, commenta la decisione con al quale ieri il Gup, dott. Semeraro, ha ammesso la costituzione di parte civile del Comitato popolare per l'ambiente di Bettona e di Legambiente nel procedimento che vede imputate 26 persone per il disastro ambientale legato alla gestione del depuratore e di Bettona.
"Per anni - continua Dottorini - i cittadini sono rimasti inascoltati quando denunciavano la preoccupante situazione della laguna e del depuratore. Ora finalmente viene riconosciuto il loro diritto ad essere rappresentati in giudizio, tramite il presidente del Comitato. Inspiegabile invece la posizione del Comune di Bettona che, contrariamente a quanto aveva annunciato il sindaco, non ha sentito il dovere di difendere i diritti dei propri cittadini, che da anni sono costretti a subire una situazione intollerabile che mette a repentaglio la loro salute e l'ambiente in cui vivono".
"In attesa che la Magistratura porti a termine il procedimento giudiziario - conclude il capogruppo Idv - è urgente che si affronti subito la messa in sicurezza della laguna, magari dicendo una volta per tutte che fine hanno fatto i 280mila euro stanziati dalla Regione a tale scopo. Sollecitiamo pertanto ancora una volta la Giunta regionale affinché intervenga direttamente, sostituendosi in surroga all'amministrazione comunale, per eseguire i lavori necessari, facendosi anche carico dei progetti per la futura gestione dell'impianto. Non è più possibile rinviare ulteriormente il momento di compiere scelte politiche concrete, sostenibili e risolutive per quei territori e per l'intera zootecnia regionale".
Perugia, 10 maggio 2011



Vorrei aggiungere che penso sia il caso di approfondire il discorso più generale del problema del modello alimentare, e, quindi, dell'impatto sugli ecosistemi della nostra (occidentale e sovrabbondante) alimentazione.
E' un aspetto che non si può più eludere, perché senza parlarne, visto che si tratta del motivo / la causa
degli allevamenti intensivi, si va poco lontano, e si è sempre all'inseguimento delle emergenze.
Qualche link per gli ecologisti interessati alla questione:
- Il fattore "cibo" è il più "potente"
- aspetti eco-ambientalistici dell'alimentazione
- Fame nel mondo e scelta vegetariana
Ciao,
Nicoletta