Oggi, Oliviero Dottorini (capogruppo Idv in Consiglio regionale) ha interrogato con question time l'assessore all'ambiente Rometti in merito al progetto di riconversione a biomasse del 10 per cento della cenrale Enel di Gualdo Cattaneo, progetto che non tiene minimamente conto delle deliberazioni del Consiglio regionale dell'ottobre 2007.
Riportiamo di seguito l'intervento di Dottorini, la risposta dell'assessore e la replica del Capogruppo Idv.
GUALDO CATTANEO. DOTTORINI(IDV) INTERROGA LA GIUNTA. IL PROGETTO ENEL NON COMPATIBILE CON QUANTO DECISO NEL 2007 from Dottorini.com on Vimeo.
Grazie Presidente,
Assessore, la centrale Enel di Gualdo Cattaneo sono ormai note, ma vale comunque la pena ricordare la storia di un impianto che rappresenta un'anomalia nel panorama italiano ed è già stata causa di anni di pesantissimo inquinamento sul territorio regionale.
(Mostra/Nascondi) il resto dell'interrogazione
Stiamo parlando di una centrale a carbone da 150 megawatt di potenza, costruita, a differenza di quel che avviene normalmente, lontano dal mare. Il carbone arriva infatti dal porto di Ancona e viene trasportato fino a Foligno su rotaia e da qui alla centrale su gomma. Un impianto che, unico in Italia, è situato in un fondovalle ed è ubicato in un'area a prevalente uso agricolo e zootecnico, nel cuore della zona DOCG del Sagrantino di Montefalco e della DOP dell'olio extravergine di oliva. E' bene ricordare che nel 2009 questa centrale è stata definita "altamente inquinante" dal Ministro Calderoli, che notoriamente non è un fanatico ambientalista, il quale ne rimarcava la necessità di dismissione.
Inoltre, vorrei sottolineare che nell'ottobre 2007 il Consiglio regionale ha approvato una mozione che imponeva l'abbandono del progetto di co-combustione delle biomasse per puntare sulla riconversione dell'attuale centrale verso impianti di energia da fonti rinnovabili e che nella stessa mozione era prevista una indagine epidemiologica - mai realizzata - tesa a verificare la diffusione di malattie e patologie correlate alla combustione del carbone.
Il suo progetto va nella direzione opposta.
Su questo problema il sottoscritto ha presentato diverse interrogazioni alle quali lei, Assessore, non ha mai ritenuto di dare risposta. Lo fa oggi, dopo aver tenuto una conferenza stampa nella quale ha annunciato la sottoscrizione di un protocollo tra Regione, Enel e Università per il rilancio della centrale a carbone. Quel progetto prevede la riconversione di un misero 5-10 per cento della produzione, utilizzando lignina, ed è molto lontano dal poter essere annoverato tra le esperienze di green economy e di produzione di energia da fonti rinnovabili. A noi e a molti cittadini sembra piuttosto uno stratagemma per rilanciare il carbone e rimettere in attività un pezzo di archeologia industriale che necessiterebbe al contrario di una riconversione verso fonti energetiche pulite e rinnovabili.
Per questi motivi le chiediamo di sapere se non ritenga opportuno affrontare definitivamente il tema della riconversione dell'impianto di Gualdo Cattaneo sulla base di quanto previsto dalla mozione del Consiglio regionale dell'ottobre 2007, che non risulta in alcun punto compatibile con le scelte avventate che, a quanto si apprende dalla stampa, la Giunta regionale sarebbe in procinto di assumere.
RISPONDE L'ASSESSORE ROMETTI
"La centrale elettrica di Gualdo Cattaneo dovrà essere sottoposta al rinnovo dell'autorizzazione ambientale integrata da parte del ministero. Come Regione abbiamo espresso un parere: c'è stato un lavoro dei nostri uffici con i tecnici del ministero e abbiamo puntato a ridurre le emissioni inquinanti. Abbiamo cercato di impostare il lavoro con il ministero traguardando quelle che saranno le nuove linee guida europee sulle emissioni in atmosfera e quindi cercando di abbassare il livello di inquinanti che vengono riversati in atmosfera, come anidride solforosa, zolfo, ossidi di azoto e polveri. Abbiamo anche cercato di obbligare Enel a ridurre i tempi di funzionamento della centrale, a ridurre in modo consistente il flusso delle emissioni in atmosfera" "Entro cinque anni Enel dovrà presentare un progetto di riconversione per adeguare la centrale ai nuovi standard e per riportarla all'interno di una nuova concezione energetica. Entro questi cinque anni noi dobbiamo studiare e sperimentare ipotesi diverse. La proposta che è venuta dall'Enel (all'interno di un progetto che vede l'interesse di molti imprenditori umbri, del mondo scientifico, dei sindacati) riguarda una filiera in cui attraverso colture agricole si produce bioetanolo e quello che residua, la polvere di legno (lignina) può essere uno degli strumenti per andare verso questa riconversione. Il protocollo che noi abbiamo firmato non significa che si brucerà a Gualdo Cattaneo la lignina, significa che si sperimenterà questa ipotesi che avrà una valenza non solo legata a Gualdo Cattaneo, ma a livello nazionale perché l'Enel ha quattro o cinque centrali a carbone che avranno gli stessi problemi".
In questo modo, ha spiegato ancora Rometti, "ci è sembrato di cogliere un'opportunità, largamente condivisa dai Comuni. Anche il Consiglio provinciale ha votato all'unanimità questa ipotesi. È una sperimentazione, vedremo se è una strada giusta, lo verificheremo fra un anno. Se poi ci saranno idee migliori, che anche da questo Consiglio possono emergere, la Giunta sarà assolutamente e anche gli uffici della Giunta stanno valutando tutte le ipotesi sapendo che dovremo tenere conto".
LA REPLICA DI DOTTORINI
Assessore, non siamo soddisfatti della sua tardiva risposta. Questo progetto va contro le deliberazioni del Consiglio regionale e contro il Piano energetico regionale. Ritengo soprattutto che sia un grande inganno per i cittadini di Gualdo Cattaneo, Giano dell'Umbria e dell'intera regione. Si tratta infatti di un tentativo maldestro per mettere un po' di cipria nelle rughe di un impianto altamente inquinante solo per abbassare leggermente le emissioni e farle rientrare nei limiti di legge. Ma la verità è che questa ipotesi allontana ogni ipotesi di riconversione e apre la strada anche alla termovalorizzazione di ulteriori materiali inquinanti. Non vorremmo, per intenderci, che venissero recepiti anche i suggerimenti di chi in quella centrale prevede l'incenerimento dei rifiuti. E lei sa che non è un'ipotesi fuori contesto: lei sa - o dovrebbe sapere - che difficilmente gli agricoltori di quei territori abbandoneranno il Sagrantino e l'olio per dedicarsi alla coltivazione della canna da zucchero, come lei ha avuto modo di anticipare. Quindi le biomasse arriveranno da fuori regione, fuori nazione o fuori continente. Oppure si ripiegherà sul Cdr da rifiuti.
La verità è che la centrale di Gualdo Cattaneo poteva e doveva essere un fiore all'occhiello per la nostra regione, l'esempio di un modo nuovo di produrre energia a basso impatto ambientale secondo i dettami della green economy. Siamo invece ancora fermi al carbone, una tecnologia vecchia di secoli, appena ripulita da qualche tonnellata di lignina: è il contrario di quello che hanno chiesto i cittadini con il referendum, è l'emblema dell'arretratezza con la quale viene interpretata la politica ambientale in Umbria.
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