"Chiarire a chi addebitare responsabilità e oneri. Servono soluzioni definitive e sostenibili, non coperture delle inadempienze passate"

"Lo schema di convenzione approvato "fuori sacco" dalla giunta regionale per riattivare il depuratore di Bettona dopo i noti scandali ambientali è l'ennesimo atto incomprensibile ed inopportuno di cui francamente abbiamo difficoltà a comprenderne l'urgenza e l'utilità. E' opportuno che la giunta soprassieda dalla decisione definitiva e avvii un percorso che coinvolga anche il Consiglio regionale. Non si capisce perché sia la regione, con i soldi dei cittadini, a dover pagare. Occorre chiarire le responsabilità di questa situazione e a chi vanno addebitati gli oneri di sistemazione della laguna e del depuratore". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la deliberazione di giunta del 29 luglio 2011 con cui la Regione Umbria ha approvato un protocollo d'intesa fra Comune, Provincia e Regione che "di fatto è un ulteriore regalo ad un'amministrazione a tutt'oggi sotto inchiesta" e che "non chiarisce quali saranno gli interventi da fare, quali i costi e chi li deve sostenere".
"Non vorremmo - prosegue Dottorini - che con la delibera numero 902 del 2011, adottata in pieno clima estivo nel corso dell'ultima giunta prima della pausa estiva, si dia il via nei fatti al progetto di risanamento approvato dal comune di Bettona e redatto dall'ingegnere Baruchello, professore dell'Università Roma Tre. Il progetto Baruchello, stabilisce delle condizioni che contrastano con il Piano di risanamento delle acque, perché prevede che le acque reflue contenute nella laguna, una volta trattate con un non precisato impianto mobile, vengano smaltite nella fogna pubblica. Inoltre la soluzione prospettata è un impianto che non sia più al servizio dell'agricoltura e della zootecnia delle imprese locali, ma finalizzato alla produzione di energia. Inaccettabile poi che la regione si impegni a riconoscere al Comune di Bettona tutti gli oneri diretti e indiretti inerenti gli adempimenti necessari, peraltro senza indicare la copertura finanziaria, abbandonando ogni tentativo di far pagare gli oneri di una situazione disastrosa ai veri responsabili. Ancora una volta sembra che saranno i cittadini a pagare. Il principio "di chi inquina paga", sancito dalla legislazione nazionale e comunitaria, deve trovare piena applicazione anche dalle nostre parti".
"Anziché farsi prendere da frenesie estive del tutto fuori luogo e continuare a proporre rimedi che aggravano una soluzione insostenibile invitiamo la Giunta regionale a sospendere la firma della convenzione e quantomeno a portare l'atto nelle competenti commissioni consiliari, affinché venga discusso ampiamente e conformato alla legislazione regionale. In Umbria - conclude Dottorini - il metodo delle proposte "fuori sacco" si sta pericolosamente sostituendo alla pratica della discussione e della partecipazione, sarebbe un bel segnale di ripresa dei lavori dopo la pausa estiva se la Giunta regionale decidesse un'inversione della rotta e iniziasse a recuperare la pratica del buon senso e delle ragioni condivise. E' giunto il tempo che le politiche regionali individuino soluzioni ragionevoli, sostenibili e definitive per quel territorio e per la zootecnia dell'intera regione evitando soluzioni pasticciate che servono solo a coprire inadempienze passate e arroganze che sembrano non avere fine ".
Perugia, 25 agosto 2011



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