DOTTORINI (IDV): "LA PRESIDENTE MARINI DÀ PROVA DI RIGORE E BUON
GOVERNO. QUANTO EMERSO DALLE INTERCETTAZIONI, DISEGNA UN QUADRO E UNO SCENARIO CHE DEVE SPINGERE TUTTI AD UNA SERIA RIFLESSIONE
Le posizioni di rigore che l'Italia dei Valori ha per mesi richiesto trovano oggi un riscontro vero e tangibile. Un atto di rispetto verso le istituzioni e verso la comunità regionale. Il fatto che si giunga oggi ad assumere una delibera di trasferimento, con la conferma del vigente contratto, è per noi della massima importanza e rendiamo merito alla Presidente del coraggio, dell'autonomia e del rigore che ha dimostrato nell'affrontare una vicenda così complessa. Dobbiamo ricordare che questa grave vicenda occupa le pagine dei giornali da molti mesi e ciò che emerge sta deteriorando il rapporto, già difficile e logoro, tra la società civile e la politica, tra i cittadini umbri, le istituzioni e i soggetti preposti ad erogare servizi fondamentali, come le Asl. Il quadro, tutto politico, che risulta dalle informazioni che l'indagine ha portato alla luce pare presentarci un sistema di gestione del potere che noi non condividiamo, perché ci appare carente sul piano della trasparenza, della correttezza e dell'equità. Quanto emerso dalle intercettazioni, in una valutazione squisitamente politica, disegna un quadro e uno scenario per noi gravissimo e sconcertante che deve spingere tutti ad una seria riflessione. Anche se risultasse che in tutta questa storia non vi siano aspetti di rilevanza penale o comunque reati di tipo amministrativo, ciò che è emerso è una modalità di intrattenere rapporti che palesa un enorme problema di trasparenza nella gestione di concorsi, appalti ed assunzioni. Non è più possibile negare l'esistenza di una questione morale che si insinua nel nostro tessuto democratico e che noi non intendiamo coprire in alcun modo. Il nostro rigore sulla questione etica è a Roma come a Perugia e oltrepassa i vincoli di schieramento. Questa maggioranza deve dimostrare il massimo rigore quando si tratta di aspetti legati all'etica e alla trasparenza nella gestione della cosa pubblica, a prescindere dalle appartenenze di partito di chi è chiamato in causa. Le nostre prese di posizione mirano a salvaguardare la credibilità di tutta la coalizione, della quale facciamo parte convintamente"
abbiamo ascoltato le comunicazioni della Presidente Marini e abbiamo avuto la gradevole conferma che le posizioni di rigore che Italia dei Valori ha per mesi cocciutamente e caparbiamente richiesto trovano oggi un riscontro vero e tangibile. Questo è importante per noi, ma soprattutto vogliamo interpretarlo come un atto di rispetto verso le istituzioni e verso la comunità regionale.
Non ci sfugge ciò che ha evidenziato la Presidente nel darci la notizia delle decisioni della Giunta. Noi sempre abbiamo distinto tra elementi burocratico-formali, di cui la Presidente ha tenuto conto nell'assumere le proprie decisioni, ed elementi politici.
Il fatto che si giunga oggi ad assumere una delibera di trasferimento, con la conferma del vigente contratto, è per noi della massima importanza e rendiamo merito alla Presidente del coraggio, dell'autonomia e del rigore che ha dimostrato nell'affrontare una vicenda così complessa. Noi non abbiamo mai inteso sostituirci a chi ha il delicato compito di svolgere le indagini e quindi giudicare, ma abbiamo da subito stigmatizzato politicamente quanto emergeva da intercettazioni e trascrizioni.
Siamo consapevoli che, nella scelta della Giunta, questi aspetti non sono stati determinanti e abbiano giustamente pesato di più altri elementi, non ultima la sorprendente intervista rilasciata pochi giorni fa dalla Direttrice della Asl3, che pare chiamare in causa la sua stessa deontologia professionale .
Al netto di quanto contenuto nella delibera che stamane la Presidente ci ha illustrato, noi dobbiamo ricordare che questa grave vicenda occupa le pagine dei giornali da ormai molti mesi e ciò che emerge - per chi come noi non ha potuto seguire cosiddetta Sanitopoli che dalle cronache giornalistiche, come tutti i comuni cittadini, del resto - ha l'effetto di deteriorare ulteriormente il rapporto, già difficile e logoro, tra la società civile e la politica, tra i cittadini umbri, le istituzioni e i soggetti preposti ad erogare servizi fondamentali, come le Asl.
Qui non si tratta di dibattere sulle vicende giudiziarie del caso Sanitopoli, quanto piuttosto di cercare di capire bene il quadro, tutto politico, che risulta dalle informazioni che l'indagine ha portato alla luce e che pare presentarci un sistema di gestione del potere che noi non condividiamo, perché ci appare carente - al di là dei risvolti giudiziari e della vicenda Rosignoli - sul piano della trasparenza, della correttezza e dell'equità.
Per inquadrare meglio il problema è utile rileggersi, ad esempio, le dichiarazioni della ex-capo gabinetto della Lorenzetti, Sandra Santoni, che risultano sia dalle intercettazioni che dagli appunti in mano ai Magistrati. Ne vorrei citare alcuni passaggi.
La Santoni - a quanto si è potuto leggere dai quotidiani - parla ad esempio di una segnalazione proveniente da un alto prelato e dice: "Il bando cui si riferisce monsignore è quello che abbiamo creato per sistemare la moglie del compagno di Sant'Eraclio che sta male. E' del tutto evidente - affermerebbe la Santoni - che non abbiamo potuto utilizzare la graduatoria perché ciò non ci avrebbe permesso di cogliere l'obiettivo. Terremo in debito conto - conclude l'ex capo di gabinetto della Lorenzetti - la persona che ci ha segnalato affinché si piazzi bene". E ancora: "Guasticchi (l'attuale presidente della provincia di Perugia) ci chiedeva di far scorrere la graduatoria in Giunta per far assumere la moglie"; oppure: "La Lorenzetti mi presentò una lista di nominativi segnalata dall'ex consigliere regionale Masci che al momento scalpitava perché escluso dalle candidature regionali e mi ha detto se era possibile segnalarli a una serie di aziende private".
Dalle intercettazioni poi emergerebbe anche la richiesta dell'ex vice-presidente della giunta regionale, Liviantoni, per raccomandare un suo parente stretto, l'interessamento dell'On. Bocci per il concorso della moglie. E la lista potrebbe continuare... E tutti ricordiamo le intercettazioni che riguardano l'attivista folignate del Pd Alpaca... Per non parlare della schiera di imprenditori e professionisti che, stando agli appunti della Santoni pubblicati sulla stampa, si mettevano in fila per chiedere favori: dall'imprenditore che chiede una mano per ottenere un subappalto all'aeroporto, al primario che vuole "piazzare" la moglie per salvare il matrimonio.
Vede, Presidente, qua non c'entra la dottoressa Rosignoli e noi non siamo in grado di giudicare se questi fatti presentino dei profili di reato. Ci limitiamo a dare una valutazione squisitamente politica di un quadro veramente desolante fatto di relazioni e costumi che la stessa Santoni minimizza definendole, il più delle volte, come "marchette". Questo scenario per noi è gravissimo e sconcertante e deve spingere tutti ad una seria riflessione.
Anche qualora risultasse che in tutta questa storia non vi siano aspetti di rilevanza penale o comunque reati di tipo amministrativo, ciò che è emerso è una modalità di intrattenere rapporti che palesa a nostro avviso un enorme problema di trasparenza nella gestione di concorsi, appalti ed assunzioni.
Mi fermo qui. L'Italia dei Valori non ha nessuna intenzione di entrare nel merito dei risvolti giudiziari di questa vicenda, che saranno valutati dagli organi competenti.
Tuttavia non è più possibile negare l'esistenza di una questione morale che si insinua nel nostro tessuto democratico e che noi non intendiamo coprire in alcun modo. Il nostro rigore sulla questione etica è a Roma come a Perugia e oltrepassa i vincoli di schieramento. Noi non siamo come il Pdl, garantisti a giorni alterni, non siamo come la Lega, che un giorno sventola il cappio in Parlamento e l'altro vota il salvacondotto per il plurinquisito Berlusconi o contro l'arresto di parlamentari del Pdl, come Milanese, accusato di corruzione e associazione a delinquere.
Noi vogliamo essere diversi e non prendere in giro i cittadini. Crediamo che la maggioranza di centrosinistra debba dimostrare il massimo rigore quando si tratta di aspetti legati all'etica e alla trasparenza nella gestione della cosa pubblica, a prescindere dalle appartenenze di partito di chi è chiamato in causa. Per questo da tempo abbiamo alzato la voce per chiedere una presa di posizione forte e rigorosa da parte della Giunta e per questo apprezziamo la posizione della presidente Marini che ha inteso affrontare con chiarezza il problema e individuare tutte le soluzioni che il quadro giuridico consente, attraverso un atto a esclusiva valenza amministrativa e gestionale, com'è giusto e opportuno che sia.
Ma la nostra fermezza e il nostro disagio non devono essere equivocati. Dopo le nostre esternazioni molti ci hanno chiesto che cosa ci facciamo in questa maggioranza e addirittura siamo stati rimproverati di fare discorsi sovrapponibili a quelli del Pdl. Voglio ribadire che in questa vicenda di sovrapponibile al Pdl c'è solo l'atteggiamento di chi sostiene che, siccome ha preso i voti degli umbri, non può essere messo in discussione in seguito ad indagini giudiziarie. Atteggiamento che risulta pericolosamente simile a quello che siamo abituati a osservare in Silvio Berlusconi, quando tenta di sfuggire ai propri doveri di imputato trincerandosi dietro il presunto consenso che gli italiani gli riserverebbero.
Le nostre prese di posizione invece mirano proprio a salvaguardare la credibilità di tutta la coalizione, della quale facciamo parte convintamente. Se ricordiamo che i nomi che emergono dalle indagini chiamano in causa quasi esclusivamente esponenti di un partito, il Pd, e che quindi il principale partito della coalizione non può continuare ad arroccarsi in difese d'ufficio, lo facciamo per manifestare un disagio reale per notizie - e forse fatti - che possono gettare un'ombra sull'attuale esperienza riformatrice del governo regionale, ma anche per aiutare lo stesso Pd a fare chiarezza e a prendere le distanze in maniera netta da un certo modo di intendere la politica e la gestione del potere. Atteggiamenti che cedessero alla tentazione di tacere o fare finta di niente non farebbero male solo al Pd, ma all'intera coalizione. Noi vogliamo salvaguardarla e spingerla ad affrontare le vere emergenze economiche.
Voglio aggiungere che il nostro garantismo ci induce a mantenere su un piano politico le nostre considerazioni, mentre eventuali rinvii a giudizio ci porterebbero ad altre considerazioni e ad altre richieste.
Riguardo alla dottoressa Rosignoli ci fa piacere - se non sbagliamo - aver sentito la Presidente far riferimento alla legge 6 del 2011 quale strumento normativo utilizzato (assieme ad altri) per il trasferimento annunciato. Tutti sanno qual è stato il contributo dato dal nostro gruppo a quel provvedimento. Evidentemente abbiamo svolto un buon lavoro. La revoca dall'incarico si è rivelata impraticabile, a causa - par di capire - di vincoli giuridici e contrattuali insormontabili. Il fatto però che la Giunta regionale oggi ci comunichi la scelta del trasferimento è molto significativo. Lo apprezziamo molto e vogliamo assumerlo come un risultato importante anche della nostra intransigenza politica e dell'attaccamento ai valori che la nostra forza politica sostiene.
Noi crediamo sia necessario avviare una stagione nuova, nella quale i cittadini umbri possano essere sicuri che per ottenere quello che gli spetta e vedere riconosciuto il merito e le competenze non sia necessario affidarsi alle conoscenze o parentele del politico o del potente di turno. Se la realtà fosse come quella che emerge dai media, con quale coraggio dovremmo infatti chiedere ai nostri figli di impegnarsi negli studi, di impegnarsi per il bene della comunità, di rispettare le leggi e la convivenza civile se il sistema che gli consegniamo dimostra che poi va avanti solo chi si adegua a meccanismi fatti di scambi, favori e raccomandazioni, di apparati politici invischiati con quelli istituzionali, di un sistema di potere che non riesce più a confrontarsi con il pudore o a delimitare il campo della propria azione nell'alveo del decoro? Ci rifiutiamo di accettare la logica di chi sostiene che per trovare un buon lavoro è necessario rivolgersi al presidente della Giunta regionale. Che senza la tessera di partito è impossibile fare carriera.
Stando ai mezzi di informazione, ciò che gli inquirenti hanno fatto venire a galla, infatti, è un modo di operare che non è un esempio edificante per la società regionale e per chi crede nel valore del merito, nella trasparenza e nella democrazia.
Noi dell'Italia dei Valori siamo consapevoli che la società civile non è più disposta a tollerare vicende come questa e che non sarà facile recuperare credibilità nei confronti dei cittadini.
Questa storia non finisce qua e noi continueremo a vigilare. Ma oggi la Presidente ci dà una prova di rigore e buon governo. Apprezziamo le sue scelte e auspichiamo che tutte le forze di maggioranza sappiano dare una risposta seria, attraverso una presa di distanza esplicita e inequivocabile, rispetto a un sistema diffuso che sembra ammorbare la nostra regione avvicinandoci pericolosamente a modalità che normalmente riscontriamo nel centrodestra berlusconiano.
Noi su questo punto continueremo ad essere rigorosi ed intransigenti, convinti che questo atteggiamento sia l'unico che ci può aiutare ad uscire da una situazione intollerabile e certi di fare così il bene dell'Umbria.
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