"Da altri territori si alza la protesta, ma l'amministrazione Bacchetta si adagia nel proprio proverbiale immobilismo". Pieno sostegno all'iniziativa degli avvocati

"Occorre un sussulto dell'intera città per evitare di vedersi privare anche della sede di tribunale. Un articolo inserito nell'ultima manovra correttiva del Governo prevede infatti che entro un anno vengano individuati i criteri per la chiusura di tutte le sedi distaccate dei tribunali. Per evitare di piangere le consuete lacrime di coccodrillo, sarebbe opportuno che l'amministrazione comunale iniziasse a pensare a come difendere quest'altro pezzo di città che rischia di svanire come è già avvenuto per i corsi universitari di Villa Montesca". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la notizia della possibile chiusura della sezione distaccata del tribunale di Città di Castello.
"Contro la decisione di chiudere il tribunale di Città di Castello, sede distaccata di Perugia, occorre che tutti i livelli istituzionali facciano la propria parte. Mentre infatti territori come Spoleto e Gubbio si stanno prontamente muovendo, l'amministrazione Bacchetta resta adagiata nel proprio proverbiale immobilismo. E' necessario invece procedere a un'attenta verifica dei numeri e delle potenzialità della sede di Città di Castello in rapporto ad altre sezioni distaccate per rendere evidente la funzione strategica del tribunale tifernate. Servizi decentrati come quelli garantiti ai cittadini dal tribunale di Città di Castello devono trovare un giusto riscontro nel policentrismo regionale. Non è sostenibile vedere 'smontare' la città pezzo a pezzo senza avvertire neppure un sussulto di dignità. In questo senso - conclude Dottorini - è senz'altro da sostenere la manifestazione promossa dall'associazione avvocati dell'Altotevere e saremo al loro fianco per intraprendere tutte le azioni utili a scongiurare questo pericolo".
Perugia, 8 ottobre 2011



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