"Goracci ha perso un'occasione d'oro per sgomberare il campo da ambiguità e sospetti. Urge restituire dignità e decoro alla massima assise regionale"
"E' grave che il vicepresidente del Consiglio regionale Orfeo Goracci abbia negato la disponibilità a spiegare la propria posizione rispetto all'avviso di garanzia che lo ha raggiunto nei giorni scorsi. Alla faccia della democrazia e della trasparenza dobbiamo prendere atto che non ha avvertito il dovere civico e istituzionale di fornire spiegazioni all'istituzione che presiede rispetto ai fatti che circolano a mezzo stampa". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la posizione assunta in apertura della seduta consiliare dal vicepresidente Goracci, che ha rifiutato di fornire spiegazioni rispetto ai fatti per i quali la Magistratura sta indagando.
"Non è possibile tacere ancora sul fatto che la massima assise regionale risulta messa in discussione nelle figure del presidente e del vicepresidente. Gli avvisi di garanzia che hanno raggiunto Brega e Goracci per ipotesi di reato gravi come peculato, nel caso del primo, e concussione, nel caso del secondo, rendono quello umbro un caso unico in Italia e, a quanto ci risulta, nella storia del Consiglio regionale dell'Umbria. Il presidente Brega nei mesi scorsi ha quanto meno avuto la sensibilità istituzionale di rappresentare la propria posizione, attraverso il Consiglio regionale, a tutta la società regionale. Il vicepresidente Goracci ha preferito invece perdere un'occasione d'oro per sgomberare il campo dall'ambiguità e dai sospetti".
"La delicatezza delle posizioni occupate da rappresentanti istituzionali che sono stati raggiunti da avvisi di garanzia - conclude Dottorini - richiederebbe la massima disponibilità a rilanciare con forza quei valori etici e di trasparenza che abbiamo affermato come i capisaldi su cui avremmo improntato la nostra azione istituzionale. Continueremo a ribadire l'urgenza di azioni che siano in grado di garantire decoro, funzionalità e credibilità alla massima istituzione regionale".
Perugia, 22 novembre 2011



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