"Cittadini esasperati dal superamento della soglia di rumore nei pressi del deposito Abbondanza. Arpa e tecnici hanno già certificato, ma nulla si muove"

"Il costante superamento della soglia limite di rumore, certificato da Arpa Umbria, pone a serio rischio la salute e la tenuta psico-fisica di chi abita a Cinquemiglia e dal 2008 sta combattendo una battaglia civica per veder riconosciuto il diritto universale alla salute e alla vivibilità". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Roberto Colombo, capogruppo dell'Italia dei Valori in Comune, annunciano di aver presentato due interrogazioni, alla Regione e al Sindaco di Città di Castello, per chiedere spiegazioni riguardo alla vicenda di inquinamento acustico che vede coinvolte numerose famiglie residenti nella frazione di Cinquemiglia, vicino al deposito di una nota rete di supermercati (Italcash-Abbondanza).
"La vicenda - continuano Dottorini e Colombo - si protrae da troppo tempo, con esposti e lettere di denuncia da parte di cittadini esasperati dai rumori che di giorno e di notte provengono dallo stabilimento e dai camion in sosta permanente lungo via Donini, mettendo a dura prova le condizioni di vivibilità dell'area. Non è nostra intenzione entrare nel merito giuridico della vicenda, ma le misurazioni Arpa e quelle effettuate da tecnici terzi dimostrano come il differenziale di rumore, ovvero la differenza in decibel che c'è a finestre aperte e finestre chiuse, supera abbondantemente i limiti stabiliti per legge. Purtroppo a nulla sono servite le due ordinanze sindacali emesse dallo stesso comune di Città di Castello nel 2011, che obbligano l'azienda a risolvere il problema e nell'immediato a sospendere tutti i processi che causano il superamento dei limiti acustici, e nemmeno un recente esposto dei cittadini al sindaco Bacchetta ha sortito effetto. Le ultime misurazioni effettuate dall'Agenzia regionale per l'ambiente nei primi mesi del 2012 certificano ancora una volta il superamento della soglia di rumore stabilito dalla legge, ma il Comune è restato immobile, non ha emanato nuove ordinanze e nel frattempo tra i cittadini e l'azienda è iniziato un contenzioso giudiziario presso il Tar. Contenzioso che ha visto il Comune impegnato in una maniera che appare morbida e irrisoluta".
"Per questo chiediamo alla Regione e al Comune - concludono Dottorini e Colombo - che oltre alla presa d'atto del serio problema per la salute e per la vivibilità dei cittadini causato dal superamento della soglia di rumore si agisca anche per verificare l'inquinamento dell'aria dovuto alla sosta selvaggia e con motore accesso degli autocarri, sia nelle ore notturne che diurne. In tutto questo riteniamo che spetti al Comune svolgere il ruolo di garante per la salute dei cittadini e che, pertanto, quando si presenta un problema così serio sia tenuto a far valere le proprie prerogative, considerando anche le due ordinanze già emesse nel corso del 2011".
Città di Castello, 15 giugno 2013
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