"I 100mila euro stanziati dalla Giunta vadano a coprire le spese di chi è costretto ad allacciarsi ad acquedotto. Raddoppiare i canoni per le aziende che imbottigliano"

"I fondi prelevati dagli introiti dei canoni sulle acque minerali e termali devono essere utilizzati immediatamente per la costituzione di un fondo di solidarietà per quelle famiglie che, come nel caso di Riosecco, Trestina e Case Bruciate, hanno subito un inquinamento da trielina dei propri pozzi e si vedono costrette a consumare acqua minerale o a fare un allaccio oneroso all'acquedotto pubblico. Queste famiglie non potendo utilizzare la propria acqua, si vedono costrette ad acquistarla proprio dalle stesse multinazionali che la prelevano dai nostri territori pagando cifre irrisorie. Ci auguriamo che i 100mila euro stanziati dalla Giunta regionale ai sei comuni nei cui territori insistono concessioni per il prelievo, vadano in questa direzione. Occorre, inoltre, che la Giunta preveda fin dalla elaborazione della imminente manovra di bilancio il raddoppio dei canoni di concessione, così come il nostro gruppo chiede da tempo. Si tratta di una misura che porterebbe ad un incremento di circa 1,5 milioni di euro nelle casse regionali". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, commenta la notizia dello stanziamento, da parte della Giunta regionale, di 100mila euro per la tutela delle acque minerali e termali.
"E' assurdo - insiste Dottorini - che, in un periodo in cui i cittadini vengono vessati con aumenti delle accise e con aliquote Imu insopportabili, sembri impossibile anche solo sfiorare le multinazionali dell'imbottigliamento delle acque minerali o i cavatori che già tanti affari hanno fatto grazie ai beni comuni messi a disposizione gratuitamente o a costi irrisori dalla nostra Regione. Chiedere di aumentare da 1 a 2 millesimi di euro per litro i canoni di imbottigliamento delle acque minerali e a pochi centesimi di euro i canoni derivanti da cave non arrecherebbe certamente danno alle aziende e consentirebbe alla nostra Regione di poter far conto su un gruzzoletto di risorse fresche da destinare a un fondo di solidarietà per chi è colpito da disastri ambientali o per moltiplicare le fontanelle di acqua pubblica".
"Si tratta - aggiunge Dottorini - di adottare un provvedimento ispirato all'equità redistributiva, di una proposta seria e di buon senso. Basti considerare che regioni come il Veneto, il Lazio e la Toscana hanno canoni di imbottigliamento di tre volte superiori al nostro e che in media il costo dei canoni rappresenta circa lo 0,5 per cento del prezzo di vendita finale della stessa acqua".
Perugia, 10 gennaio 2013



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