"I nodi iniziano a venire al pettine, evidentemente le nostre idee non erano così campate in aria. Adesso non scaricare i costi su cittadini e imprese locali"

"Evidentemente le nostre idee non erano così campate in aria. Se, come pare, il nuovo progetto prevede lo spostamento del tracciato a nord degli abitati di Selci e Lama, non si capisce come mai esattamente un anno fa il Consiglio regionale bocciò in maniera decisa e trasversale la nostra mozione che prevedeva proprio la rivisitazione del tracciato. Adesso occorre prestare la massima attenzione alle modalità di partenariato pubblico-privato per evitare che i costi della realizzazione del progetto ricadano solo sui territori, quindi sarà necessario evitare che ancora una volta le amministrazioni locali passino sopra la volontà dei cittadini per mancanza di strategia e miopia politica. Il tutto sperando che non si tratti dell'ennesimo fuoco di paglia preelettorale a cui siamo ormai abituati". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, capogruppo Idv, commenta la notizia della costituzione della società pubblica di progetto tra le regioni Umbria, Marche e Toscana che parteciperà al bando europeo TEN-T.
"I nodi iniziano a venire al pettine, ma è prudente non abbassare la guardia. La questione del nuovo tracciato e la partecipazione delle comunità locali - aggiunge Dottorini - devono entrare a pieno titolo nel dibattito su questa eterna incompiuta rispetto alla quale si sono spese tante parole e altrettante promesse. Non solo il tema deve essere oggetto di una discussione in Consiglio regionale, ma sarà opportuno che la Giunta apra un confronto con i cittadini sul progetto, senza commettere l'errore di lasciarlo nelle sole mani di amministrazioni locali che hanno dimostrato di non sapere ascoltare le esigenze del territorio. Oltre a un tracciato meno impattante e più razionale, è necessario porre attenzione al rapporto tra gli investimenti privati e gli oneri economici che ricadranno su cittadini, imprenditoria e amministrazioni locali. È essenziale quindi prevedere un modello di pedaggio che escluda i pendolari e gli abitanti delle zone interessate dall'opera e coinvolgere direttamente il Consiglio regionale durante tutto l'iter procedurale e autorizzativo".
Perugia, 11 febbraio 2013



Lascia un commento