"Con questo atteggiamento si rischia di far credere ai cittadini cose totalmente false. Bando di vendita previsto per luglio, ma l'asta probabilmente andrà deserta"

"Forse l'improvvisa ondata di caldo tropicale ha colto impreparato il sindaco di Città di Castello, che riferendosi all'alienazione dell'immobile dell'ex Ospedale, sbaglia a leggere gli atti ufficiali della Regione. Ribadiamo ancora una volta, come è facilmente riscontrabile leggendo la delibera numero 158 del 25 febbraio 2013, che la base d'asta scelta dalla Giunta regionale è pari a 4 milioni e 750 mila euro e che la stima è stata effettuata da parte di un collegio peritale composto proprio da tecnici del Comune di Città di Castello e dell'Azienda Usl n.1. Invitiamo pertanto il Sindaco Bacchetta a maggiore attenzione nel leggere gli atti amministrativi e a farsi coadiuvare da tecnici preparati e in grado di consigliarlo nella maniera più opportuna, altrimenti si corre il rischio di far credere all'opinione pubblica e ai cittadini cose totalmente false". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo Idv in Consiglio regionale, interviene sulla vendita dell'ex Ospedale di Città di Castello e corregge le affermazioni palesemente errate che il sindaco Bacchetta ha reso alla stampa regionale.
"Non si rimedia all'incapacità amministrativa attraverso la diffusione di notizie scorrette - aggiunge Dottorini -. Il dato vero è che la mancanza di progettualità ha portato l'ex Ospedale tifernate ad essere l'unica struttura regionale senza un vero disegno di recupero, avendo perduto anche l'occasione di trasferirvi gli uffici della Asl o del Comune. E così quella dell'alienazione pare rimanere l'unica idea partorita dall'Amministrazione comunale in oltre 12 anni di degrado e incuria. Per quanto riguarda i tempi, i dirigenti regionali assicurano che a luglio dovrebbe uscire il bando per l'alienazione. Staremo a vedere. Certo, come abbiamo sempre detto, la base d'asta individuata sulla base della stima del Comune, risulta a nostro avviso spropositata e rischia seriamente di mandare deserta la vendita. Per questo nei mesi scorsi abbiamo chiesto a gran voce che la cifra fosse rivista al ribasso, in modo da consentire a imprenditori privati volenterosi di adoperarsi per il recupero della struttura ormai in uno stato di totale fatiscenza e degrado".
"La Regione deve tentare di trovare una soluzione a prescindere dalle conclamate mancanze del Comune. Anche perché - aggiunge Dottorini - in questo modo rischiamo che la soluzione si allontani inesorabilmente, aggravata oltre che dall'incapacità amministrativa anche da una crisi economica che scoraggia investimenti e soluzioni positive per la collettività. Adesso aspettiamo di vedere il bando vero e proprio, ma già da ora possiamo dire che siamo di fronte al rischio di perdere un'altra occasione per restituire alla città un bene di grande valore architettonico, culturale ed affettivo".
Perugia, 19 giugno 2013
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