"Ritardo inconcepibile. Qualcuno ha nostalgia dei vecchi manicomi? Sarebbe un tradimento della Basaglia e delle ragioni stesse della nostra convivenza civile"

"Sul mancato trasferimento del 'Repartino' al Silvestrini ci aspettiamo che vengano individuate responsabilità politiche e assunti impegni precisi. Non è pensabile che l'Umbria si rassegni a vedere riproposta l'immagine di una struttura manicomiale a oltre trent'anni dalla riforma Basaglia. Sarebbe un tradimento delle ragioni stesse della nostra convivenza civile". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere un pronunciamento della giunta regionale riguardo al mancato trasferimento del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, meglio conosciuto come "Repartino", all'ospedale Silvestrini.
"Ci piacerebbe conoscere i motivi reali di questo ritardo inconcepibile e che qualcuno individuasse finalmente qualche responsabilità, magari indicando chi si oppone a questo atto dovuto. Vorremmo sapere - aggiunge Dottorini, che sull'argomento nelle settimane scorse ha presentato un'interrogazione alla giunta regionale - dove sono finite le promesse reiterate dell'assessore Rosi e come sia possibile continuare a disattendere Piani sanitari regionali e impegni sanciti a più riprese. Forse è giunto anche il momento di chiedere conto alla classe dirigente della sanità locale, a iniziare dal direttore dell'azienda ospedaliera Orlandi, del proprio operato e di questa grave inadempienza, sempre che il governo regionale ne abbia la forza e la volontà. E' impensabile ritardare ancora una decisione in proposito, costringendo utenti e operatori a un altro inverno in una struttura che non ci risulta rispondere ai parametri minimi di sicurezza, con infissi e dispositivi fuori norma e con condizioni operative al livello di guardia. Il Repartino non è un reparto qualsiasi. A quel servizio vengono destinati i casi acuti, non trattabili altrove. Lì vengono effettuati i trattamenti sanitari obbligatori, decisi da commissioni miste di medici, amministratori locali e magistrati. Abbiamo a che fare quindi con pazienti deboli e affetti il più delle volte da patologie gravi. E questo del Repartino è soltanto l'aspetto più evidente di una volontà politica che stenta a recuperare le ragioni di civiltà che avevano animato la riforma Basaglia. I Centri di salute mentale hanno subito negli anni una drastica riduzione del personale e i pensionamenti non trovano ricambio. Tutto questo porta a un indebolimento della capacità di tutela dei diritti del malato mentale che la nostra regione non può accettare. E' urgente sapere - conclude Dottorini - quali provvedimenti intende prendere la giunta regionale affinché si proceda in tempi brevi al trasferimento e ad una integrazione completa del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura del Dipartimento di salute mentale della Ausl n.2 all'interno dell'Azienda ospedaliera di Perugia, in ottemperanza alle leggi dello Stato".
Perugia, 26 agosto 2010
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