Strade sì, ma ferrate. E' assolutamente fuori prospettiva ipotizzare investimenti per la realizzazione di nuove strade per l'Umbria, tanto più se a scorrimento veloce. Non è interesse della nostra regione potenziare il proprio ruolo di luogo di transito per il traffico pesante, vedendo aggravato per giunta l'impatto ambientale da interventi fuori misura. Immaginare ancora di incentivare la viabilità su gomma, mentre tutti gli indicatori e gli studi scientifici ne sconsigliano l'uso (scarsità di risorse e immissione di gas estremamente dannosi per l'ecosistema) risulterebbe miope e illusorio.
Occorre rompere l'isolamento di Umbria e Altotevere mettendo in cantiere progetti di collegamento su rotaia. Studi in materia ne esistono molti. Occorre predisporre da subito un piano serio della mobilità che preveda anzitutto il raddoppio della Ferrovia centrale umbra. Una fiera per biologico, tipico, artigianato. Oltre a una legislazione che favorisca e garantisca le produzioni di qualità, è necessario moltiplicare le occasioni di vendita e distribuzione per chi già sperimenta la strada di un'economia alternativa e rispettosa delle potenzialità del territorio.
Occorre rompere l'isolamento di Umbria e Altotevere mettendo in cantiere progetti di collegamento su rotaia. Studi in materia ne esistono molti. Occorre predisporre da subito un piano serio della mobilità che preveda anzitutto il raddoppio della Ferrovia centrale umbra. Una fiera per biologico, tipico, artigianato. Oltre a una legislazione che favorisca e garantisca le produzioni di qualità, è necessario moltiplicare le occasioni di vendita e distribuzione per chi già sperimenta la strada di un'economia alternativa e rispettosa delle potenzialità del territorio.
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Oltre alle potenzialità di solare ed eolico, è possibile ipotizzare microcentrali per la produzione di energia pulita in loco, garantendo anche un ritorno economico diretto per la valle. Sulla base di studi commissionati all'Università degli Studi di Perugia, stanno per essere individuate le possibili sedi per microcentrali idroelettriche (di bacino o di scorrimento), mettendo a punto un piano di collaborazione tra istituti di ricerca, privati ed enti pubblici. Stesso discorso per le microcentrali di termodistruzione alimentate da legno da coltivazione (pioppo) e dai residui della lavorazione del legno non trattato e di coltivazioni ecocompatibili. I ricercatori dell'università di Perugia saranno in grado di indicare costi e benefici, in termini sia di ritorno economico che di sicurezza ambientale e di copertura rispetto al fabbisogno delle singole realtà territoriali.




























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