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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Luglio 2009 Archives

OLIVIERO DOTTORINI (VERDI E CIVICI): "NO ALL'IMPIANTO A BIOMASSE ED ALL'IPOTESI DI UN SECONDO INVASO PER OGNI SORTA DI MATERIALI PREVISTO DAL COMUNE DI BETTONA

CONSIGLIO REGIONALE: APPROVATA RISOLUZIONE UNITARIA SU SITUAZIONE AMBIENTALE BETTONA, BASTIA UMBRA CANNARA - CONTRARI DOTTORINI (VERDI E CIVICI) E VINTI (PRC-SE)

"Il problema è complesso e ci rimanda all'analisi delle strategie di sviluppo di una regione come l'Umbria che deve puntare ad uno sviluppo sostenibile, non proseguendo in un regime di soccida che stimola un'economia subalterna, accettando decine di migliaia di capi suini per ingrassarli, smaltirne i reflui e rinviare la produzione alla casa madre, solitamente ubicata fuori regione. Inoltre, il protocollo punta a tutelare la salute e l'ambiente, mentre il progetto del Comune di Bettona prevede di realizzare un impianto a biomasse ed un secondo invaso nel quale conferire non solo i reflui zootecnici, ma anche ogni altra sorta di materiali, dai reflui di attività olearia agli scarti di mattatoio, dalle biomasse vegetali ai suini morti e triturati, dai residui delle aziende enologiche alla frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Per quanto ci riguarda occorre stabilire una limitazione dei capi suini molto inferiore ai 50mila previsti dal protocollo, escludere l'ipotesi di realizzazione di un secondo invaso per i liquami e la possibilità di trasformare l'impianto di trattamento dei reflui in uno a biomasse, come prospettato dal Comune di Bettona, ed anche individuare un soggetto diverso dalla Codep, che non può fare da controllore e controllato nella gestione dell'impianto. Annuncio il mio voto contrario giudicando ambiguo il documento e non risolutivo dei nodi centrali del problema".

- Leggi l'intervento integrale di Oliviero Dottorini
DOTTORINI (Verdi e Civici): "DAL GOVERNO SOLO TAGLI E SACRIFICI PER LA SCUOLA PUBBLICA, ANCHE IN UMBRIA"

RIFORMA SCOLASTICA IN UMBRIA: "TANTI TAGLI, A RISCHIO CHIUSURA UNA MATERNA SU QUATTRO"

"Quando vengono a mancare beni strumentali di base, come gessi, carta, prodotti igienici e cancelleria; quando mancano persino le risorse per il pagamento di docenti supplenti annuali e temporali; quando la complessità della vita di tante famiglie richiederebbe un'offerta formativa più articolata e modellata sulle esigenze concrete, il governo nazionale non trova nulla di meglio che pensare a una scuola piccola, antica, discriminatoria.
Ogni ordine di scuola sarà dunque messo a dura prova dal Governo Berlusconi e mentre gli altri paesi europei investono nella scuola pubblica, in Italia si studiano incentivi alle scuole private e paritarie. Per questo è necessaria una vertenza forte col Governo sulla drammaticità del problema scuola alla luce anche delle specificità dell'Umbria che sarà gravemente penalizzata dai decreti Gelmini: andranno in fumo 1596 posti di lavoro, divisi in 900 insegnanti e 696 per il personale Ata. Tagli che comportano problemi seri: dall'impossibilità di garantire l'apertura di nuove sezioni di scuola dell'infanzia (e quindi la presenza di liste di attesa) alla mancata copertura delle ore per il sostegno ai ragazzi disabili e portatori di handicap, dal taglio delle ore di alternativa all'insegnamento della religione cattolica all'impossibilità di garantire attività di laboratorio, dalla totale impossibilità di creazione di gruppi di lavoro per recuperi e potenziamento alla inefficienza dell'insegnamento dell'informatica su piccoli laboratori con classi di 30 studenti. Inoltre dal settembre 2010 la Regione dovrà allinearsi alla normativa nazionale e chiudere i piccoli plessi scolastici, una vera mannaia per l'istruzione pubblica gratuita.
Ci rivolgiamo alla Giunta perché faccia tutto il possibile per scongiurare gli scenari che si prospettano, perché si attivi con azioni concrete contro i tagli indiscriminati per la scuola pubblica italiana; perché allo stesso tempo e per quanto possibile attivi politiche autonome regionali volte all'elevamento della qualità dei sistemi educativi e formativi; perché chieda, in sede di conferenza Stato-Regioni, la modifica dei regolamenti per le scuole superiori di secondo grado approvati in Consiglio dei Ministri senza alcuna concertazione con studenti, docenti e famiglie".

- Scarica l'intervento integrale di Oliviero Dottorini
 

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