OLIVIERO DOTTORINI (VERDI E CIVICI): "NO ALL'IMPIANTO A BIOMASSE ED ALL'IPOTESI DI UN SECONDO INVASO PER OGNI SORTA DI MATERIALI PREVISTO DAL COMUNE DI BETTONA

"Il problema è complesso e ci rimanda all'analisi delle strategie di sviluppo di una regione come l'Umbria che deve puntare ad uno sviluppo sostenibile, non proseguendo in un regime di soccida che stimola un'economia subalterna, accettando decine di migliaia di capi suini per ingrassarli, smaltirne i reflui e rinviare la produzione alla casa madre, solitamente ubicata fuori regione. Inoltre, il protocollo punta a tutelare la salute e l'ambiente, mentre il progetto del Comune di Bettona prevede di realizzare un impianto a biomasse ed un secondo invaso nel quale conferire non solo i reflui zootecnici, ma anche ogni altra sorta di materiali, dai reflui di attività olearia agli scarti di mattatoio, dalle biomasse vegetali ai suini morti e triturati, dai residui delle aziende enologiche alla frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Per quanto ci riguarda occorre stabilire una limitazione dei capi suini molto inferiore ai 50mila previsti dal protocollo, escludere l'ipotesi di realizzazione di un secondo invaso per i liquami e la possibilità di trasformare l'impianto di trattamento dei reflui in uno a biomasse, come prospettato dal Comune di Bettona, ed anche individuare un soggetto diverso dalla Codep, che non può fare da controllore e controllato nella gestione dell'impianto. Annuncio il mio voto contrario giudicando ambiguo il documento e non risolutivo dei nodi centrali del problema".
- Leggi l'intervento integrale di Oliviero Dottorini

"Il problema è complesso e ci rimanda all'analisi delle strategie di sviluppo di una regione come l'Umbria che deve puntare ad uno sviluppo sostenibile, non proseguendo in un regime di soccida che stimola un'economia subalterna, accettando decine di migliaia di capi suini per ingrassarli, smaltirne i reflui e rinviare la produzione alla casa madre, solitamente ubicata fuori regione. Inoltre, il protocollo punta a tutelare la salute e l'ambiente, mentre il progetto del Comune di Bettona prevede di realizzare un impianto a biomasse ed un secondo invaso nel quale conferire non solo i reflui zootecnici, ma anche ogni altra sorta di materiali, dai reflui di attività olearia agli scarti di mattatoio, dalle biomasse vegetali ai suini morti e triturati, dai residui delle aziende enologiche alla frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Per quanto ci riguarda occorre stabilire una limitazione dei capi suini molto inferiore ai 50mila previsti dal protocollo, escludere l'ipotesi di realizzazione di un secondo invaso per i liquami e la possibilità di trasformare l'impianto di trattamento dei reflui in uno a biomasse, come prospettato dal Comune di Bettona, ed anche individuare un soggetto diverso dalla Codep, che non può fare da controllore e controllato nella gestione dell'impianto. Annuncio il mio voto contrario giudicando ambiguo il documento e non risolutivo dei nodi centrali del problema".
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