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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Dicembre 2009 Archives

"Molte le incongruenze e i nodi irrisolti: Prodi avvii un serio e partecipato iter di confronto tra Regione, Province, Ufficio scolastico regionale e dirigenti scolastici"

SCUOLA. GIUNTA REGIONALE PROMUOVA TAVOLO TECNICO PER LIMITARE I DANNI DELLA CONTRORIFORMA GELMINI SULL'UMBRIA

"E' necessario che la giunta regionale avvii un serio e partecipato percorso di confronto tra le parti interessate, e deputate per legge, alla definizione del Piano di riordino del sistema scolastico e dell'offerta formativa dell'istruzione superiore, per riuscire a governare il processo imposto in maniera irresponsabile dal governo nazionale. Sono molte le incongruenze e i nodi irrisolti che rischiano di mettere a rischio la qualità dell'offerta formativa anche nella nostra regione. Diviene pertanto indispensabile la convocazione di un tavolo tecnico al quale  possano sedersi i rappresentanti di Regione, Province, Ufficio scolastico regionale e dirigenti scolastici per un confronto che riesca ad esaminare le situazioni più complesse e porti a sintesi le varie posizioni". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori Oliviero Dottorini chiede all'assessore all'Istruzione Maria Prodi di farsi promotrice di un tavolo tecnico per prendere in esame le possibili conseguenze nefaste della riforma Gelmini.
"Altre regioni lo hanno già fatto - aggiunge l'esponente dell'Italia dei Valori - e riteniamo sia urgente pensare anche in Umbria a prevenire i possibili conflitti prima che deflagrino, riuscendo ad approntare un Piano capace di rispondere alle esigenze formative dei giovani, superando logiche di parte e la fretta dell'ultima ora. Siamo ormai al secondo anno della contro-riforma Gelmini, che ha depauperato il sistema-scuola di risorse economiche e umane, al contrario di quanto hanno fatto altri paesi europei, pur in un periodo di crisi come quello  attuale. La scuola umbra sta affrontando situazioni difficili e preoccupanti sul piano della qualità dell'offerta formativa: classi sovraffollate, alunni con handicap di fatto lasciati a se stessi per mancanza di ore di sostegno, fine dei corsi di recupero e delle attività per il potenziamento della lingua, fine delle attività alternative alla religione cattolica. Tanti problemi aperti, verso i quali  le singole scuole appaiono prive di soluzioni e senza soldi. Ora i nuovi ordinamenti usciti nei mesi scorsi impongono il riordino di tutto il ciclo di studi superiori, per cui a settembre 2010 troveremo sei tipologie di liceo, 11 Indirizzi di istituto tecnico, due settori e sei indirizzi negli istituti  professionali. In attesa dei Regolamenti attuativi definitivi, rinviati a metà dicembre, possiamo ipotizzare, e già ne abbiamo più di un segnale concreto, una forte ristrutturazione che colpirà duramente il sistema scolastico della nostra Regione. Già è facile individuare - spiega Dottorini - incongruenze inerenti le confluenze dei vari indirizzi esistenti, dei corsi sperimentali attivati nel tempo che dovranno entrare nell'imbuto del Nuovo ordinamento e registriamo una notevole preoccupazione tra gli addetti ai lavori, Dirigenti scolastici, professori, famiglie, che temono (e a ragione) di non trovare più il corso di studi attivato, o di ritrovarlo stravolto. Per questo è necessario un intervento immediato della giunta regionale per evitare problemi di cui già oggi si avvertono le prime preoccupanti avvisaglie, a meno che non si voglia chiedere  il rinvio della riforma, unendosi alla proposta già avanzata dalla regione Toscana, che ha evidenziato il condivisibile motivo delle imminenti scadenze e della mancanza di chiarezza che rischia di gettare nella confusione le famiglie che devono scegliere. Ma occorre decidersi". 

Perugia, 10 dicembre 2009
Così come concepito, il listino impedisce ai cittadini di poter scegliere i propri rappresentanti. Ma esistono soluzioni possibili"

"Se si apre uno spiraglio nella discussione sulla legge elettorale, eliminando le forzature più evidenti presenti nel testo in discussione, siamo pronti a riprendere la nostra partecipazione ai lavori della commissione. La nostra attenzione si concentrerà in particolar modo sulla possibilità di disinnescare gli effetti perversi di un listino che, così come concepito, impedisce ai cittadini di poter scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni. Da questo punto di vista ogni correttivo in grado di sostituire il listino o quanto meno di modificarne le modalità di composizione e di utlizzo, sarà da noi valutato positivamente". E' quanto ha dichiarato Oliviero Dottorini in relazione ai lavori della commissione speciale per le Riforme che stamattina riprende la discussione sul testo della nuova legge elettorale regionale.
"Sarebbe importante - aggiunge Dottorini - individuare meccanismi che consentano, almeno alle forze che lo ritengano utile, di evitare che il listino sia esclusivo appannaggio di nominati dai partiti, ma che invece possa essere messo a disposizione di chi ottiene più voti dagli elettori. Vedremo se la commissione sarà in grado di prendere in esame almeno questa possibilità. In quel caso non faremo mancare la nostra collaborazione".

Perugia, 9 dicembre 2009
"Ancora insufficiente il dato di Perugia e Terni, mentre chi fa il porta a porta va oltre il 60 per cento. Superare le discariche e puntare sul sistema Vedelago"


RIFIUTI/UMBRIA. NEL 2008 RACCOLTA DIFFERENZIATA FERMA AL 29,8 PER CENTO. ORVIETO E CITTA' DI CASTELLO FANALINI DI CODA

"Anche quest'anno i dati della raccolta differenziata in Umbria sono tutt'altro che confortanti. Mentre i rifiuti crescono dell'1,48 per cento, la raccolta differenziata si attesta al 29,82 per cento, ben lontana dal 45 per cento fissato dalla normativa nazionale. Fanalini di coda tra le città sopra ai 15mila abitanti sono ancora una volta Orvieto che scende all'11,17 per cento di differenziazione e Città di Castello che peggiora ancora il proprio dato fermandosi al 16,39 per cento. Le migliori performance vanno al comune di Gubbio che sale dal 36 al 47,11 per cento e a Marsciano che raggiunge il 44,55 per cento". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale commenta i dati 2008 relativi alla Certificazione della produzione di rifiuti urbani e della raccolta differenziata in Umbria.
"Questi dati - ha detto l'esponente dell'Italia dei Valori - sono lo specchio di una regione che procede a due velocità: da una parte i comuni virtuosi che superano addirittura la soglia fissata per legge, dall'altra le cattive amministrazioni che peggiorano persino i già pessimi risultati del 2007, scendendo a percentuali a dir poco scandalose e degne di ben altre realtà del paese. In mezzo troviamo i capoluoghi di provincia, Perugia e Terni, che non a caso si attestano su un dato medio attorno al 30 per cento, incapaci di far fare il salto di qualità all'intera regione. Discariche oramai piene e impianti di incenerimento che faticano a rispettare le più basilari norme sull'inquinamento sono il risultato di anni di attendismo e di scelte sbagliate. Occorre subito dare gambe al nuovo Piano regionale dei rifiuti e concentrarci soprattutto sulla riduzione dei rifiuti e sulla raccolta differenziata 'porta a porta'. Da dati ufficiosi per l'anno in corso sappiamo infatti che nei quartieri delle città dove è partita la raccolta differenziata domiciliare la percentuale è già balzata a oltre il 60 per cento. Questo avviene anche in quelle realtà, come Città di Castello, che fino al 2008 si sono distinte per politiche di gestione arretrate, come i dati dimostrano. La raccolta porta a porta paga, nonostante in molti non applichino la tariffazione puntuale sulla base del principio "chi meno inquina meno paga". Molti comuni, infatti, ignorano completamente quanto previsto nel Piano dei rifiuti, vale a dire la necessità di passare da tassa a tariffa sulla base della quantità di rifiuti indifferenziati realmente prodotti dalle famiglie".
"In ogni caso sono comunque incoraggianti i risultati di chi ha puntato con decisione sulla raccolta differenziata. Il che dimostra come le nostre richieste fossero quanto mai fondate e come allo stesso tempo fatichino a trovare un'attivazione concreta in molti comuni, compresi quelli dei due capoluoghi di provincia che invece rappresentano un'alta percentuale della popolazione regionale. Deve essere chiaro a tutti che il superamento del sistema di discariche sarà possibile solo attraverso le politiche virtuose degli Ati e dei comuni. Chi continuerà a comportarsi in modo arretrato non potrà accedere ai contributi regionali. Dobbiamo dire basta al sistema delle discariche e chiudere quelle oramai esaurite che danneggiano i cittadini e rischiano di inquinare ambiente e territorio. Per fare questo - conclude Dottorini - occorre sperimentare soluzioni moderne, come quella di  Vedelago, molto conveniente in termini sia economici che ambientali, che garantisce maggiore occupazione, flessibilità impiantistica, sicurezza e risparmi concreti per i cittadini".

Perugia, 3 dicembre 2009

Intervento del capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio Regionale, Oliviero Dottorini, per esprimere il voto contrario al Piano regionale delle acque.
Unico voto contrario, perchè addirittura l'opposizione di centro destra si è astenuta, smascherando di fatto l'inciucio fra Pd, Pdl, Rifondazione Comunista, Udc e Sinistra e Libertà.

"Vergognoso patto tra Pd, Pdl, Prc, Udc e Sinistra e libertà. Recepite soltanto le ragioni degli allevatori, inascoltati i cittadini. Tutto proseguirà come prima"

"Oggi si è consumato l'ennesimo atto di un patto trasversale che da anni mette insieme destra e sinistra uniti da una stessa visione sulle problematiche di Bettona e Marsciano.  Si tratta di un inciucio impresentabile e inaccettabile a cui ci siamo rifiutati di partecipare, preferendo mantenere fede a un impegno con quel territorio e con le ragioni dei cittadini che lo abitano. L'astensione del centrodestra, inizialmente protagonista di un'opposizione feroce, mostra in maniera evidente cosa sia avvenuto in queste settimane di trattative. Con i suoi emendamenti la giunta ha accontentato gli allevatori e la destra, preferendo sacrificare le ragioni dell'ambiente, di un'economia lungimirante e di chi su quel territorio vive ogni giorno". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei valori, Oliviero Dottorini, ha commentato l'approvazione del Piano di tutela della acque in Consiglio regionale con i voti favorevoli di Pd, Prc, Udc, Sinistra e libertà e con l'astensione del Pdl.
"Preoccupa - spiega Dottorini, unico voto contrario - che a vincere siano state le ragioni degli allevatori su ogni valutazione di buon senso. Evidentemente la lezione di Bettona non è servita a niente. Come se non ci fosse di mezzo uno dei disastri ambientali più gravi mai vissuti dalla nostra regione, infatti, l'accordo tra Pd, Pdl, Rifondazione comunista, Udc e Sinistra e libertà ribadisce l'inciucio che appena cinque mesi fa portò Pd e alleati a votare una mozione a sostegno del comune di Bettona, proprio alla vigilia degli arresti e degli avvisi di garanzia su capi d'imputazione gravissimi, quali disastro ambientale e associazione a delinquere. Così quanto richiesto dalle associazioni di categoria è stato ottenuto: maglie larghe per gli allevatori, parametri non restrittivi, possibilità di proseguire in modalità di gestione che già tanti danni hanno prodotto".
"Purtroppo - continua l'esponente dell'Italia dei valori - non sono state accolte le nostre proposte con le quali chiedevamo la chiusura degli impianti di Bettona e Marsciano per passare ad impianti aziendali moderni e tecnologicamente adeguati. Al contrario, in un'atmosfera di perfetta collaborazione tra Pd e Pdl, come sottolineato con piacere da molti consiglieri dell'una e dell'altra parte, gli impianti di depurazione del malaffare non chiuderanno. Viene cancellato inoltre l'obiettivo di drastica diminuzione dei capi suini previsti, si innalza il numero dei capi suini oltre il quale viene prevista una verifica di sostenibilità ambientale, i cittadini continueranno a essere esclusi per legge dalle decisioni che li riguardano direttamente. La politica del "ma anche" mette a segno un altro risultato, lasciando inalterata la possibilità di continuare in attività che hanno arricchito pochi a spese della collettività".

Perugia, 1 dicembre 2009 
 

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