"Molte le incongruenze e i nodi irrisolti: Prodi avvii un serio e partecipato iter di confronto tra Regione, Province, Ufficio scolastico regionale e dirigenti scolastici"

"E' necessario che la giunta regionale avvii un serio e partecipato percorso di confronto tra le parti interessate, e deputate per legge, alla definizione del Piano di riordino del sistema scolastico e dell'offerta formativa dell'istruzione superiore, per riuscire a governare il processo imposto in maniera irresponsabile dal governo nazionale. Sono molte le incongruenze e i nodi irrisolti che rischiano di mettere a rischio la qualità dell'offerta formativa anche nella nostra regione. Diviene pertanto indispensabile la convocazione di un tavolo tecnico al quale possano sedersi i rappresentanti di Regione, Province, Ufficio scolastico regionale e dirigenti scolastici per un confronto che riesca ad esaminare le situazioni più complesse e porti a sintesi le varie posizioni". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori Oliviero Dottorini chiede all'assessore all'Istruzione Maria Prodi di farsi promotrice di un tavolo tecnico per prendere in esame le possibili conseguenze nefaste della riforma Gelmini.
"Altre regioni lo hanno già fatto - aggiunge l'esponente dell'Italia dei Valori - e riteniamo sia urgente pensare anche in Umbria a prevenire i possibili conflitti prima che deflagrino, riuscendo ad approntare un Piano capace di rispondere alle esigenze formative dei giovani, superando logiche di parte e la fretta dell'ultima ora. Siamo ormai al secondo anno della contro-riforma Gelmini, che ha depauperato il sistema-scuola di risorse economiche e umane, al contrario di quanto hanno fatto altri paesi europei, pur in un periodo di crisi come quello attuale. La scuola umbra sta affrontando situazioni difficili e preoccupanti sul piano della qualità dell'offerta formativa: classi sovraffollate, alunni con handicap di fatto lasciati a se stessi per mancanza di ore di sostegno, fine dei corsi di recupero e delle attività per il potenziamento della lingua, fine delle attività alternative alla religione cattolica. Tanti problemi aperti, verso i quali le singole scuole appaiono prive di soluzioni e senza soldi. Ora i nuovi ordinamenti usciti nei mesi scorsi impongono il riordino di tutto il ciclo di studi superiori, per cui a settembre 2010 troveremo sei tipologie di liceo, 11 Indirizzi di istituto tecnico, due settori e sei indirizzi negli istituti professionali. In attesa dei Regolamenti attuativi definitivi, rinviati a metà dicembre, possiamo ipotizzare, e già ne abbiamo più di un segnale concreto, una forte ristrutturazione che colpirà duramente il sistema scolastico della nostra Regione. Già è facile individuare - spiega Dottorini - incongruenze inerenti le confluenze dei vari indirizzi esistenti, dei corsi sperimentali attivati nel tempo che dovranno entrare nell'imbuto del Nuovo ordinamento e registriamo una notevole preoccupazione tra gli addetti ai lavori, Dirigenti scolastici, professori, famiglie, che temono (e a ragione) di non trovare più il corso di studi attivato, o di ritrovarlo stravolto. Per questo è necessario un intervento immediato della giunta regionale per evitare problemi di cui già oggi si avvertono le prime preoccupanti avvisaglie, a meno che non si voglia chiedere il rinvio della riforma, unendosi alla proposta già avanzata dalla regione Toscana, che ha evidenziato il condivisibile motivo delle imminenti scadenze e della mancanza di chiarezza che rischia di gettare nella confusione le famiglie che devono scegliere. Ma occorre decidersi".
Perugia, 10 dicembre 2009





























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