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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Febbraio 2010 Archives

" Decisione superficiale e dannosa. Necessario ribadire l'incompatibilità del carbone nella zona del Sagrantino Docg e dell'olio Dop"
 

 

"E' incomprensibile la superficialità del comune di Gualdo Cattaneo nel rilasciare parere favorevole sulla centrale a carbone di Ponte di Ferro. Una scelta gravissima che non tiene conto di una situazione tra le più gravi della Regione e delle sollecitazioni ripetute del Comitato per l'ambiente che da anni chiede che venga data priorità alla tutela della salute dei cittadini e alla salvaguardia ambientale di una zona di grande pregio agricolo". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, commenta l'esito della Conferenza dei servizi che ha dato parere favorevole in merito al rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale alla centrale Enel "Pietro Vannucci" di Ponte di Ferro che ha recepito il parere favorevole del Comune di Gualdo Cattaneo.
"A due anni dal tentativo di rilancio della centrale attraverso l'assurdo progetto sulle biomasse, oggi l'atteggiamento dell'amministrazione comunale appare incomprensibile - continua Dottorini -. Sarebbe invece opportuno iniziare ad affermare l'incompatibilità della centrale a carbone con un territorio caratterizzato da produzioni di pregio come il Sagrantino Docg e l'olio Dop. La scelta fatta invece, oltre a mettere in secondo piano la salute degli abitanti di Gualdo Cattaneo, rischia di arrecare anche un grave danno economico ai settori enologico e dell'olivicoltura, per non parlare dei settori turistico ed immobiliare che vengono sicuramente danneggiati dalla presenza di un impianto che da anni inquina l'intera area".
"Non si capisce - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - come mai l'amministrazione comunale abbia deciso di non avvalersi, per formulare il proprio parere, della consulenza di esperti prevista dalla convenzione stipulata dalla precedente amministrazione con l'Istituto nazionale per la Ricerca sul cancro. Tale consulenza avrebbe potuto consentire al comune di chiedere precise garanzie in merito alla copertura dei carbonili, alla necessità di ridurre i gas serra, le polveri sottili e ultrasottili, l'inquinamento da metalli pesanti e soprattutto in merito alla limitazione dei 67 elementi inquinanti, di cui alcuni altamente cancerogeni, derivanti dalla combustione del carbone. Un atteggiamento - conclude Dottorini - che appare troppo succube degli interessi economici di grandi gruppi e denota invece una scarsa attenzione all'interesse dei cittadini e del sistema produttivo di qualità tipico del territorio".

Perugia, 10 febbraio 2010 

 "È una novità importante, che deve essere presa seriamente in considerazione dall'Ati1. Anche per scongiurare l'ipotesi di ampliamento di Belladanza"

 


"Occorre che l'Ati1 si faccia carico della sperimentazione in Umbria del sistema di gestione integrata dei rifiuti modello Vedelago. Il nuovo Piano regionale approvato offre questa possibilità, per questo chiediamo che sia proprio l'ambito territoriale 1 a farsi promotore di un'iniziativa all'avanguardia e rispettosa dell'ambiente, che nei territori in cui viene applicata ha risolto in maniera efficace il problema dei rifiuti. A guadagnarne sarebbero l'economia, le ragioni ambientali e i cittadini che potrebbero vedere evitato l'ulteriore ampliamento della discarica di Belladanza". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali, lancia la proposta di una sperimentazione anche in Umbria del sistema Vedelago.
"Purtroppo - spiega Dottorini - anni di politiche miopi nella gestione dei rifiuti e la completa subalternità dell'amministrazione comunale di Città di Castello alle esigenze perugine hanno portato a un rapido esaurimento dell'impianto di Belladanza. Oggi sarebbe interessante quantificare il danno economico e ambientale che certe politiche hanno prodotto al territorio. Ma ci piace essere propositivi e elaborare progetti in grado di dare risposte serie a problemi per troppi anni lasciati colpevolmente senza soluzione. Il centro di Vedelago gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero dei materiali, raggiungendo livelli di differenziazione elevatissimi. L'attività consiste nel ricevere le frazioni secche riciclabili, selezionarle in base alla composizione merceologica, compiere le operazioni necessarie per la riduzione volumetrica, gestire la fase di destinazione in uscita delle singole tipologie di materiali che, in relazione alla possibilità di riutilizzo, vengono consegnati a impianti di seconda lavorazione o a specifiche aziende che li impiegano nei loro cicli produttivi. All'impianto di riciclo conferiscono i comuni, singoli o consorziati, e le aziende produttive che attuano la raccolta differenziata. È una novità importante - aggiunge l'esponente dell'Idv - che deve essere presa seriamente in considerazione da parte dell'Ati1 in sede di attuazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti, in conformità del quale occorre ridurre i rifiuti all'origine, aumentare la raccolta differenziata e sviluppare una filiera del riciclo che garantisca l'autosufficienza di ambito attraverso la più moderna e sicura impiantistica, che rispetti l'ambiente e il paesaggio della nostra regione".
"Per un Piano di gestione dei rifiuti che ha l'ambizione di essere moderno, come quello umbro - conclude Dottorini - l'esperienza di Vedelago è importantissima e molto conveniente in termini sia economici che ambientali. Certo, sicuramente ridurrà il business delle aziende di gestione, ma è in grado di garantire maggiore occupazione, flessibilità impiantistica, sicurezza e risparmi concreti per i cittadini, risolvendo la tragica situazione che gli abitanti limitrofi alla discarica di Belladanza si trovano a dover affrontare ogni giorno. Per questo il modello Vedelago deve essere studiato e attivato, almeno in via sperimentale, anche nell'Ati1 con l'obiettivo di dare vita ad una politica industriale attiva, in grado di incentivare la realizzazione di una vera e propria filiera industriale del riciclaggio e del riuso, perseguendo in modo rigoroso l'opzione "rifiuti zero" per indirizzare una moderna gestione integrata de rifiuti".
 
Perugia, 4 febbraio 2010

Interrogazione di Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio Regionale, sulla situazione di degrado e abbandono dello stabile dell'ex ospedale di Città di Castello

 “Impronta positiva sull'intera manovra. Bene gli stanziamenti su software libero, biodomeniche, commercio equo, marchio del mobile, acquisti verdi e apicoltura”

 
“Siamo soddisfatti. Non solo perché la giunta ha recepito il nostro pacchetto di emendamenti, ma anche perché la commissione ha accolto i due ordini del giorno presentati dall'Italia dei valori su nucleare e gestione pubblica dell'acqua. Una scelta in grado di segnare la portata innovatrice e riformista della nostra regione”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio di Palazzo Cesaroni, commenta l'approvazione della manovra di Bilancio (Bilancio, Finanziaria, Collegato) da parte della commissione con 6 voti a favore (Dottorini, Baiardini, Bottini, Brega, Masci, Tippolotti) e due contrari (Nevi e Lignani Marchesani). Relatori in aula saranno il presidente della commissione Dottorini per la maggioranza e Lignani Marchesani per la minoranza.
“Gli ordini del giorno approvati – spiega Dottorini - impegnano la giunta a rendere indisponibile il territorio della Regione Umbria all'istallazione di impianti nucleari e ad attivarsi affinché le società di gestione abbiano la maggioranza assoluta dell'azionariato a partecipazione pubblica. Mi pare un risultato importante che va sulla scia di quanto già hanno deliberato altre regioni come la Puglia e la Campania. Con questa manovra inoltre viene recepito anche il pacchetto di emendamenti a firma Dottorini riguardanti il pluralismo informatico (da 50mila a 222mila euro), le biodomeniche (40mila), le informazioni meteo sul portale turistico della Regione (20mila euro), l'informazione per gli acquisti pubblici ecologici (20mila euro), l’apicoltura (18mila). Se uniamo a questi stanziamenti quelli per il commercio equo e solidale (70mila euro) e per il marchio del mobile in stile (20mila euro), emerge complessivamente una manovra più equilibrata che dà il giusto peso a settori sui quali ci siamo sempre battuti e che lasciano immaginare una regione capace di futuro. Le quattro leggi che portano la nostra firma escono da questa manovra ancora finanziate e pienamente operative. L'ennesima dimostrazione del lavoro di una forza concreta, pragmatica e propositiva che bada più ai fatti che alle parole. E non è un dato da poco in una situazione in cui la politica sempre più spesso è fatta di grandi enunciazioni e poche risposte reali”.
 
Perugia, 30 gennaio 2010 

 "Impronta positiva in grado di segnare la portata innovatrice della nostra regione. Incomprensibile la scelta del Pdl di accettare centrali nucleari in Umbria"

 
MANOVRA BILANCIO. DOTTORINI (IDV): PASSANO ORDINI DEL GIORNO IDV: L'UMBRIA DICE NO A NUCLEARE E PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA

"E' senz'altro un risultato importante che ci ripaga di un impegno determinato e coerente. Attraverso i nostri ordini del giorno approvati assieme alla manovra di Bilancio, l'Umbria, come già la Puglia e la Campania, si impegna a rendere indisponibile il proprio territorio all'istallazione di impianti nucleari e ad attivarsi affinché le società di gestione dell'acqua abbiano la maggioranza assoluta dell'azionariato a partecipazione pubblica. Una scelta in grado di segnare la portata innovatrice e riformista della nostra regione". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio di Palazzo Cesaroni, commenta l'approvazione della manovra di Bilancio (Bilancio, Finanziaria, Collegato) da parte della prima commissione consiliare.
"Con gli ordini del giorno approvati - spiega Dottorini - viene affermato che il territorio della Regione Umbria è precluso all'installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché di depositi di materiali e rifiuti radioattivi. Inoltre si impegna la giunta ad attivarsi affinché le società di gestione dell'acqua abbiano la maggioranza assoluta dell'azionariato a partecipazione pubblica. Sono due scelte importanti che vanno sulla scia di quanto già deliberato da altre regioni come la Puglia e la Campania. Insistere sul nucleare, abbandonando l'opzione delle fonti rinnovabili, è perdente e non comprendiamo come ancora gli esponenti del centrodestra possano continuare a chiedere il nucleare nella nostra regione. Pur di mantenere fede all'impegno berlusconiano, accettano anche la possibilità dell'installazione di un impianto in Umbria, senza considerare i nodi irrisolti della questione nucleare, come la sicurezza dei siti di stoccaggio delle scorie radioattive, la dipendenza energetica e i costi che ricadranno inevitabilmente sulle nostre bollette".
"Ci sembra altrettanto significativo - aggiunge l'esponente dell'Italia dei Valori - che, mentre il governo nazionale mette definitivamente l'acqua nelle mani del mercato, anche dall'Umbria giunga un segnale in controtendenza che riconosce il servizio idrico come privo di rilevanza economica e quindi da gestire come un diritto umano universale. in questi anni il settore dei servizi pubblici è stato uno dei più colpiti dal furore ideologico del liberismo spinto e senza regole. Per questo considero positivo che la rivolta degli enti locali contro le scelte del governo nazionale continui ad allargarsi e che anche l'Umbria faccia la sua parte".
 
Perugia, 1 febbraio 2010
 

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