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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Agosto 2010 Archives

"Necessario rendere disponibili on-line analisi in tempo reale dell'acqua che sgorga dai rubinetti. Incentivare l'uso potabile dell'acqua pubblica e ridurre l'ingerenza dei privati"

ACQUA. DOTTORINI (IDV): BENE DA SOTTRARRE ALLA SPECULAZIONE: PRONTA PDL PER INNALZARE SENSIBILMENTE I CANONI DI CONCESSIONE ALLE AZIENDE

"L'acqua è uno dei beni primari per i cittadini, un bene che viene pagato poco, troppo poco, dalle aziende private che attingono alle sorgenti dei territori umbri per l'imbottigliamento senza garantire ricadute significative per le comunità locali e per le finanze regionali. Per questo occorre una modifica della legge di ricerca, coltivazione e utilizzazione delle acque minerali volta a aumentare sensibilmente il prezzo del canone per la concessione di coltivazione. Oltre a questo è necessario che i proventi dei canoni per l'imbottigliamento vengano investiti in opere di manutenzione della rete idrica, in informazione sulle qualità dell'acqua pubblica, nel miglioramento delle risorse idriche, anche con ricadute nei territori interessati da insediamenti industriali di imbottigliamento". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene in merito alla gestione pubblica di un bene primario come l'acqua e annuncia una modifica alla legge finanziaria che innalzerà i canoni di concessione per l'imbottigliamento delle acque minerali, oggi fermi ad un euro ogni metro cubo, cioè circa 2 lire al litro: "Il tutto - spiega Dottorini - dovrà essere calcolato sul volume complessivo di acqua prelevata al lordo delle quantità impiegate per le attività di lavaggio, risciacquo e sanificazione".
"I canoni - spiega Dottorini - sono fermi ormai a tre anni fa, quando riuscimmo a farli aumentare da una a due lire al litro. E' giunto il momento di riaprire quel capitolo, intervenendo in modo più efficace per tutelare i beni pubblici della nostra regione. E' bene ricordare che in Umbria sono attive 17 concessioni di acque minerali ai fini dell'imbottigliamento e con un prelievo complessivo annuo di circa 12.300 milioni di litri, con un consumo procapite di 192 litri annui. Stiamo parlando di un business senza uguali, perché di fatto la materia prima acqua, sempre più preziosa e strategica, non costa nulla alle aziende in termini di concessione pubblica, e questo fa crescere l'imbottigliamento con una rapidità incredibile. Le famiglie pagano l'acqua che sgorga dai rubinetti domestici come potabile e nella maggior parte dei casi è buona, garantita e costa alle singole famiglie l'equivalente di due lire del vecchio conio. Al contrario l'acqua in bottiglia, prelevata dalle grandi aziende a canoni irrisori, una volta imbottigliata e portata sugli scaffali dei supermercati viene venduta a prezzi non inferiori alle 400-600 lire al litro con ricarichi sproporzionati. Le aziende in questo modo sfruttano i territori e i beni pubblici senza ricadute per le comunità locali e senza ritorni occupazionali significativi, investendo per lo più in pubblicità e trasporti, scaricando tra l'altro sulla collettività il grave problema dello smaltimento dei contenitori in Pet. Per questo sarà importante che i maggiori introiti che deriveranno alla Regione dai nuovi canoni - ha precisato Dottorini - servano a finanziare una informazione corretta per invitare a bere l'acqua dei nostri rubinetti e per garantire a tutti i cittadini la conoscenza delle qualità organolettiche dell'acqua che sgorga dai rubinetti. Attualmente invece risulta per i cittadini difficile e macchinoso, se non impossibile, conoscere la qualità dell'acqua della rete pubblica. Per questo chiediamo che la Regione, insieme ad Arpa, Asl, Ati e aziende di gestione, metta in rete le analisi periodiche dell'acqua potabile suddivise quartiere per quartiere e accessibili a tutti, così come accessibili a tutti deve essere un rapporto dedicato allo stato di salute della risorsa idrica umbra e la possibilità per il singolo cittadino di richiedere analisi complete dell'acqua del proprio rubinetto, senza aggravi di costi, così come avviene nei maggiori paesi europei. La mancanza di trasparenza, infatti, unita alla scarsa pubblicità che viene fatta dell'acqua e a un'accondiscendenza eccessiva nei confronti delle attività estrattive della regione, induce solo a sospetti e non incentiva certo l'uso dell'acqua pubblica".

Perugia, 6 agosto 2010
E' del 2 agosto u.s. la Determina dirigenziale con la quale viene approvata la modulistica in dotazione ai Centri Specializzati a livello regionale.

E' stato approvato il Modello dell'Attestato di Storicità, il Modello di Registro in dotazione ai Centri Specializzati e tutte le procedure inerenti all'espletamento del servizio.

Come ben sapete i Centri Specializzati, sparsi da nord a sud, sono 4 [Torino (1); Città di Castello (1); Perugia (2)].
Qui potrete recarvi per farvi convalidare l'autocertificazione precedentemente spedita in in Regione.

dario di bello




Continuano a giungere richieste di chiarimenti in merito alla pretesa del pagamento della Tassa di Possesso auto/moto 2008 da parte della Regione Umbria, nonostante sia stata inviata l'autocertifiicazione.
Ovviamente ci riferiamo a veicoli la cui età è compresa tra 20 e 29 anni.


Devo precisare che a dicembre 2007 con l'art.24 ex L.R.36/2007 (clicca qui), è stata abrogata quella "bella" Legge Regionale per la quale pagare il Bollo ridotto, era possibile solo con l'iscrizione coatta a 2 club privati !

Dal gennaio 2008 e sino al luglio 2009, in Umbria è stata in vigore UNICAMENTE la Legge nazionale ovvero l'art.63 L.342/2000.

A luglio 2009 l'ufficio preposto della Regione Umbria ha redatto il
Regolamento (DGR 971/2009) nel quale ha previsto, alla lettera g) ed l) dell'art.2 (clicca qui), che il beneficio fiscale possa decorrere solo dalla annualità successiva alla presentazione di qualunque documento probatorio (autocertificazione, certificato dell'ASI/FMI etc. etc.), nonostante l'art.3 dello Statuto del Contribuente L.212/2000 (clicca qui) preveda chiaramente che le norme fiscali non possono avere effetto retroattivo e figuriamoci se una Delibera di una Giunta Regionale, può derogare a delle Leggi dello Stato penalizzando i contribuenti, ma anche qui, chi glielo può spiegare ?!

A tal fine solo il Consigliere Dottorini, da me comunque investito del problema, poteva fare qualcosa.
Oliviero Dottorini si è immediatamente attivato chiedendo agli Uffici preposti della Regione che tale "modello di equilibrismo lessicale" introdotto non certo per agevolare ma per mettere in difficoltà i contribuenti umbri, fosse rimosso.


Vedi questo link da me postato in data 11.07.2010, nemmeno un mese fa ! (clicca qui)

A questo punto tutti i contribuenti dell'UMBRIA, ai quali dovesse pervenire una richiesta di pagamento del bollo auto/moto 2008 pur avendo autocertificato o essendo in possesso dell'attestato dell'ASI/FMI, possono rivolgersi al nostro Gruppo Studio.
Noi ci attiveremo, insieme alla FEDERCONSUMATORI, per chiedere chiarimenti agli uffici preposti della Regione o per presentare ricorso in Commissione Tributaria Provinciale di Perugia.

E' opportuno tenere presente che per presentare i ricorsi, c'è tempo sino a metà ottobre, poiché ai canonici 60 giorni previsti per la presentazione dei ricorsi, ci sono altri 45 giorni dovuti alla pausa estiva (agosto + 15 giorni di settembre).

Qualora fossimo costretti a presentare dei ricorsi in CTP
facendo anche ricorso al TAR Umbria, chiederemmo ovviamente la disapplicazione della DGR 971/2009, in quanto la stessa DGR contiene norme in contrasto con la normativa nazionale e, come il Gioco dell'Oca, ritorneremmo al punto di partenza ovvero al gennaio 2008 (esistendo solo l'art.63 L.342/2000) per la gioia e delizia di tutti...

Saluti.
dario di bello

"Scelto un tracciato irrazionale solo per rimediare all'obbrobrio progettuale della Piastra logistica. Cerbara, Selci e Lama sacrificate sull'altare della Piastra" 


INFRASTRUTTURE. DOTTORINI (IDV): POSIZIONAMENTO PIASTRA LOGISTICA E TRACCIATO E78 ERRORI STRATEGICI PER IL FUTURO DELL'ALTOTEVERE

"Assomiglia sempre più ad una farsa, una storia che non ha più fine. Dopo i proclami vittoriosi degli amministratori locali per l'assegnazione dei lavori della Piastra logistica ad un'impresa di fuori regione, con il caldo estivo sembrano assopirsi gli animi di chi gridava al successo per l'annuncio dell'avvio dei lavori della futura Piastra logistica dell'Altotevere. Solo ora, quando è impossibile tornare indietro, in molti tornano con i piedi per terra e si accorgono del danno che subiranno le prospettive di sviluppo della Valtiberina". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sul futuro urbanistico di Città di Castello e sulle scelte sbagliate delle due amministrazioni comunali.

"Dopo aver sostenuto in ogni sede che per il centro intermodale dell'Altotevere non era necessario il collegamento ferroviario - aggiunge Dottorini - nel nuovo Piano regolatore della città si prevede la realizzazione di un nuovo asse ferroviario che attraversa la E45 in trincea per collegarsi alla Piastra logistica. Denari gettati al vento che potevano essere risparmiati solo che si fosse avuta l'umiltà di ammettere il grave errore progettuale e strategico di un Polo logistico che non prevede l'interscambio ferro-gomma. E' per rimediare a questo loro obbrobrio progettuale e logistico che le amministrazioni di Città di Castello e San Giustino hanno chiesto di far transitare la E78 a ridosso degli abitati di Cerbara, Selci e Lama, in modo da intercettare il sito di un'opera, la piastra logistica, che solo oggi si ammetere essere frutto di scelte miopi e prive di strategia. A nulla sono valse le nostre proposte di far realizzare uno studio tecnico che mettesse a confronto tutte le ipotesi possibili di tracciato per la E78, compresa quella di alcuni noti e stimati tecnici locali. Quello scelto è un tracciato irrazionale, individuato soltanto per rimediare all'errore della Piastra logistica. A essere danneggiata sarà l'intera vallata, gli abitati di Cerbara, Selci e Lama subiranno una ferita insanabile, sacrificati sull'altare della Piastra".

"In un momento di crisi occupazionale come quello che stiamo attraversando - conclude il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - è amaro constatare come l'Altotevere perda ancora un'occasione per dare slancio alle proprie potenzialità imprenditoriali, rimanendo succube di logiche dettate da esigenze extraterritoriali e dovendo fare i conti per giunta con la beffa di lavori che verranno realizzati da società che poco o nulla hanno a che vedere con il nostro tessuto economico, compromettendo così anche quei benefici occupazionali per l'Altotevere tanto sbandierati da tutti". 


Perugia, 4 agosto 2010


 

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