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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Giugno 2011 Archives

"Necessaria una riconversione vera verso energie pulite e rinnovabili. Numerose incongruenze per rilanciare fonti fossili. Rometti venga a rispondere in Consiglio"

GUALDO CATTANEO. DOTTORINI (IDV): ANCORA FERMI AL CARBONE, TRADITE LE ASPETTATIVE DEI CITTADINI E DELLA GREE ECONOMY

"Facciamo nostri i sentimenti della popolazione di Gualdo Cattaneo e dintorni che assistono all'ennesimo rilancio della centrale a carbone dopo anni di pesantissimo inquinamento". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sull'accordo tra Regione, Enel e Università sul rilancio della centrale a carbone di Gualdo Cattaneo. 
"La sperimentazione a biomasse (tra l'altro non locali) incide, a detta della stessa Enel, per non più del 5-10 per cento sul funzionamento della centrale. Sono percentuali risibili, troppo esigue per rappresentare una svolta credibile, ma sufficienti invece a rimettere in attività un pezzo di archeologia industriale che necessiterebbe al contrario di una riconversione verso fonti energetiche pulite e rinnovabili. Le numerose incongruenze del progetto - aggiunge il capogruppo Idv - ci delineano un quadro tutt'altro che tranquillizzante. Un'approssimazione che apre la strada alla termovalorizzazione di ulteriori materiali inquinanti e che non vorremmo recepisse anche i suggerimenti di chi in quella centrale prevede l'incenerimento dei rifiuti. Oggi comprendiamo il silenzio imbarazzato dell'assessore Rometti di fronte a un progetto che di fatto solleva la Regione da alcune incombenze burocratiche sulle percentuali di energie rinnovabili da adottare, ma lascia la popolazione ancora una volta sola davanti a una centrale malandata che continuerà a spargere polveri per chilometri e chilometri, compromettendo le potenzialità economiche e occupazionali di un intero territorio". 
"La centrale di Gualdo Cattaneo - prosegue Dottorini - poteva e doveva essere un fiore all'occhiello per la nostra regione, l'esempio di un modo nuovo per produrre energia a basso impatto ambientale. Siamo invece ancora fermi al carbone, una tecnologia vecchia di secoli, appena "ripulita" da qualche tonnellata di lignina, l'emblema dell'arretratezza con la quale viene interpretata la politica ambientale in Umbria. L'Italia dei Valori sarà al fianco dei cittadini di Gualdo Cattaneo, Bastardo, Giano e dintorni e sosterrà la loro battaglia nel pretendere risposte credibili al bisogno di sviluppo e soprattutto tutela della propria salute. Intanto, dal momento che l'assessore Rometti si sottrae a fornire risposte in commissione, abbiamo trasferito la nostra interrogazione direttamente nell'aula del Consiglio regionale dove l'assessore risponderà al question-time del 14 giugno".

Perugia, 8 giugno 2011
Ma come si fa a turlupinare degli onesti cittadini della Puglia spedendo loro comunicazioni del genere ?

Obbligo_iscrizione_club.jpg
Questi filantropi scrivono:
"Al fine di poter usufruire dei benefici fiscali ed assicurativi per i veicoli iscritti, La invitiamo, qualora non l'abbia già fatto, a rinnovare il tesseramento con cortese sollecitudine".

Mi raccomando, con cortese sollecitudine..., ma cortese cosa ???

Sfilare con cortesia dei soldi dalle mie tasche ?

Ma perché non andate dai Carabinieri e denunciate l'accaduto allegando la lettera ?
Già mi sono espresso sull'argomento e mi sa proprio che costoro sono anche recidivi.
Guardate cosa scrissi l'11 gennaio 2011:

Bollo e rinnovi di tessere in varie Regioni d'Italia e film Toto' truffa .


Ciao a tutti ed occhi aperti..., e tasche chiuse !

dario di bello - dariodibello@dottorini.com

Vittoria della democrazia. Decisione Consulta in linea con la Corte di Cassazione. Adesso tutti uniti per un futuro sostenibile e vivibile

"Dalla Consulta arriva l'ennesimo e definitivo stop all'arroganza di un governo che con una mano lascia libertà di voto e con l'altra cerca con ogni mezzo di sabotare il referendum. Con questa ennesima sentenza festeggiamo una nuova vittoria della sovranità popolare. Adesso la parola spetta ai cittadini e alle forze libere che credono nel superamento del nucleare, nell'acqua pubblica e nella legge uguale per tutti". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale commenta la decisione della Consulta di ammettere il nuovo quesito referendario sul nucleare.
"La maggior parte degli italiani, anche tra gli elettori del centro destra, è profondamente contraria ad una scelta sbagliata, insicura e antieconomica come il nucleare. Come Italia dei Valori - aggiunge Dottorini - abbiamo portato avanti per primi questa battaglia sin dalla raccolta delle firme e siamo particolarmente orgogliosi oggi di poterla mettere al servizio di tutti, forze civiche e politiche, cittadini e organizzazioni di ogni colore e orientamento. Adesso dobbiamo fare in modo che i 4 sì contro il nucleare, per l'acqua pubblica e per una giustizia uguale per tutti possano ridare al nostro paese la speranza in un futuro sostenibile e vivibile. Oggi ha vinto la democrazia - conclude Dottorini -, ora è necessario un ulteriore, gigantesco sforzo per portare tutti a votare per respingere definitivamente le politiche dissennate di un governo nazionale che ogni giorno si mostra più isolato e incapace di progetto".

Perugia, 7 giugno 2011

"Dopo il via libera del governo nazionale, valutare la possibilità di una legge sull'incompatibilità di opere tra i grandi metanodotti e le aree a elevata sismicità"



"L'autorizzazione del Governo al passaggio del gasdotto nel tratto Foligno-Sestino è l'ultimo atto di un governo nemico dell'ambiente e delle regioni italiane. A questo punto diviene inevitabile un pronunciamento chiaro da parte della Regione Umbria per far sentire la propria voce contro un progetto dal grandissimo impatto ambientale in territori a rischio di fragilità geologica e sismica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta il via libera che il Governo ha rilasciato il 16 maggio scorso alla realizzazione del tratto del metanodotto Snam che coinvolge una parte del nostro territorio regionale.
"Nei mesi scorsi - aggiunge Dottorini - avevamo presentato una mozione per rivedere il tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio e contemporaneamente appoggiare il ricorso alla Commissione europea al fine di valutare il rispetto di tutte le procedure tecniche. Non tutta la maggioranza aveva aderito alla nostra mozione e questo ha fatto sì che la Regione Umbria, al contrario di Provincia di Perugia e numerosi comuni, si sia tenuta fuori da un opportuno contenzioso col governo nazionale. Adesso non resta che riproporre una presa di posizione decisa, seppur tardiva, da parte dell'assessorato all'Ambiente e Infrastrutture, magari facendo propri e riproponendo i contenuti della legge già approvata in Abruzzo sull'incompatibilità di opere come i grandi metanodotti e le aree a elevata sismicità". 
"Il tracciato del gasdotto "Rete Adriatica", così come elaborato da Snam, produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all'economia dei paesi coinvolti dall'opera. Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverserebbero numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico - aggiunge Dottorini - nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga.  A nostro avviso è opportuno che la Giunta regionale si faccia parte attiva in questa vicenda per chiedere a governo e Snam di rivedere un tracciato che presenta molti aspetti problematici, coinvolgendo le comunità locali interessate per consentire di scegliere i tracciati meno impattanti e più sicuri, nel rispetto dell'ambiente e degli interessi dell'intera comunità regionale".

Perugia, 1 giugno 2011
"Un misto di arroganza e approssimazione rischia di trasformare un'opportunità di riconversione economica in un opaco disegno di rilancio del carbone" 

GUALDO CATTANEO. DOTTORINI (IDV): SI' A RICONVERSIONE, NO A RILANCIO CARBONE. ROMETTI RIFERISCA IN CONSIGLIO SULLA CENTRALE DI BASTARDO

"Finalmente l'assessore Rometti ha tirato fuori dal cassetto il progetto per il rilancio della centrale a carbone di Bastardo. Adesso venga a parlarne in Consiglio regionale dove l'attende un'interrogazione presentata da mesi a cui si è sempre sottratto, rifiutandosi di rispondere alle numerose perplessità che quel progetto suscita nei cittadini e in chi crede nella green economy e nello sviluppo delle fonti rinnovabili". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, ribadisce la necessità di una riconversione della centrale di Bastardo e torna a chiedere la presenza in commissione dell'assessore all'Ambiente Silvano Rometti prima della firma della convenzione tra Enel, Università e Regione prevista per l'8 giugno.
"Un misto di arroganza e approssimazione - spiega Dottorini - rischia di trasformare un'opportunità di riconversione economica e occupazionale in un opaco disegno di rilancio delle fonti convenzionali e inquinanti. Da come ci viene presentato nei giornali, infatti, il progetto di Enel, Regione e Università non ha nulla di "rinnovabile" o di lontanamente attinente la green economy. Anzi, l'impressione è quella che si voglia riproporre la centrale a carbone con appena qualche ritocco estetico. Il progetto risulta pertanto non decifrabile se non con gli strumenti della propaganda. Risulta impossibile per esempio immaginare di alimentare una centrale da 150 Megawatt a mais e canna da zucchero, se non importando immensi quantitativi di biomassa da fuori regione, fuori nazione o fuori continente. Il che, com'è noto, renderebbe improponibile annoverare questa modalità di produzione energetica come rinnovabile, risultando le emissioni climalteranti di gran lunga superiori a quelle recuperate attraverso l'assorbimento da parte delle varietà vegetali adottate. Per rendere compatibile l'impatto ambientale infatti è necessario che le centrali siano di piccole dimensioni ed utilizzino biomasse locali. In questo caso è evidente che neanche se dedicassimo tutti i terreni agricoli dell'Umbria a queste coltivazioni riusciremmo a sopperire alle esigenze di una centrale di quelle dimensioni. A meno che non si pensi di bruciarvi rifiuti, come suggerisce Confindustria".
"In ogni caso - aggiunge il capogruppo Idv - il Piano energetico regionale prevede che in Umbria non si possano produrre più di 14 Megawatt di energia da biomasse. In questo caso, solo con il sito di Gualdo Cattaneo, si pensa di arrivare a 150 o comunque a livelli non autorizzati da alcuna programmazione. Se si ritiene di rivedere quelle previsioni, è necessario modificare il Piano energetico. Se questo non bastasse, una mozione approvata dal Consiglio regionale nell'ottobre 2007 prevede che non si possa riconvertire la centrale di Bastardo a biomasse. E inoltre che non vi si possano bruciare rifiuti o altro materiale inquinante ulteriore rispetto a quello già in uso. Tra l'altro quella mozione chiedeva anche che venisse realizzata una indagine epidemiologica per verificare malattie e patologie presenti nell'area della centrale. Quella deliberazione del Consiglio regionale non è stata mai superata da altre mozioni e non risulta in alcun punto compatibile con le scelte che, a quanto si apprende dai giornali, l'assessorato all'Ambiente ha in mente di attuare. Pertanto l'idea di coltivare varietà come mais e canna da zucchero a fini energetici, sottraendole all'alimentazione umana e a coltivazioni di pregio, risulta particolarmente bizzarra, a maggior ragione per il fatto che si tratterebbe di una tecnologia di prima generazione, mentre si sta già lavorando alla terza generazione, molto meno impattante".

Perugia, 1 giugno 2011

"Quattro sì per restituire una speranza di futuro al nostro paese. Noi orgogliosi di mettere a disposizione di tutti una straordinaria occasione di riscatto"

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"La decisione della Corte di Cassazione ci riempie di gioia e ci affida la responsabilità storica di scegliere riguardo al nostro futuro. Adesso spetta a noi dimostrarci all'altezza della sfida, scendendo nelle piazze per fare in modo che questa opportunità democratica non venga sprecata". Queste le prime parole di Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, dopo la sentenza della Corte di Cassazione che dà seguito al referendum sul nucleare.
"Come Italia dei Valori - aggiunge Dottorini - abbiamo portato avanti per primi questa battaglia sin dalla raccolta delle firme e siamo particolarmente orgogliosi oggi di poterla mettere al servizio di tutti, forze civiche e politiche, cittadini e organizzazioni di ogni colore e orientamento. Facciamo in modo che i 4 sì contro il nucleare, per l'acqua pubblica e per una giustizia uguale per tutti possano ridare al nostro paese la speranza in un futuro sostenibile e vivibile. Oggi ha vinto la democrazia, ora è necessario un ulteriore, gigantesco sforzo per portare tutti a votare per respingere definitivamente le politiche dissennate di un governo nazionale che ogni giorno si mostra più isolato e incapace di progetto".

Perugia, 1 giugno 2011

 

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