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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Settembre 2013 Archives

"Finiti i tempi delle promesse. In attesa della completa informatizzazione i parlamentari umbri si attivino per la creazione di un presidio giudiziario temporaneo"

RIORDINO TRIBUNALI. DOTTORINI:

"Puntualmente si sta verificando quello che da mesi abbiamo denunciato, con disservizi e disagi per i cittadini e per gli operatori della giustizia. La chiusura delle sedi distaccate dei tribunali, che è bene ricordare è stata votata da Pd, Pdl e Scelta civica, rischia di bloccare il sistema giudiziario regionale e di provocare particolari disagi al territorio altotiberino. Auspichiamo che Governo e Ministero aprano alla possibilità della creazione di una sezione distaccata a Città di Castello, una sorta di presidio giudiziario, in modo da comprendere l'area dell'Alta Umbria e facilitare le singole e quotidiane procedure che altrimenti richiederebbero un notevole dispendio di risorse e di tempo. Credo che sia opportuno che i parlamentari del territorio che hanno votato questo assurdo atto si attivino per un'iniziativa immediata, tentando di rimediare a un evidente errore". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, commenta la manifestazione di ieri degli avvocati altotiberini contro il trasferimento della sezione del tribunale di Città di Castello a Balanzano.
"Avevamo chiesto in tempi utili - ricorda Dottorini - con atti formali e con prese di posizione che i parlamentari umbri, e in particolare quelli dell'Altotevere, non lasciassero che una riforma caduta dall'alto mettesse in serio pericolo la sezione del tribunale di Città di Castello. Purtroppo i nostri appelli sono rimasti inascoltati e oggi ci troviamo di fronte al fatto compiuto che rischia di immobilizzare e sospendere per tempi non certi le udienze e tutte le pratiche in corso, creando ritardi, disservizi e disagi in primo luogo ai cittadini e poi  agli operatori della giustizia che dovranno sostenere spese e dilatazione dei tempi per i trasferimenti verso Perugia".
"Crediamo - conclude il presidente di Umbria migliore - che in attesa della completa e definitiva informatizzazione delle procedure giudiziarie, purtroppo ancora troppo lente, il presidio di Città di Castello rappresenterebbe una temporanea soluzione alle esigenze di cittadini e lavoratori. La triste verità è quella di un territorio oramai dimenticato, lasciato solo a se stesso a subire le decisioni calate dall'alto dalle politiche perugine e romane, figlie di vecchi accordi per l'ascesa di qualche amministratore locale".

Perugia, 12 settembre 2013 
"Presto sarà avviato il Piano di caratterizzazione dell'area inquinata. Analoghe situazioni anche nella zona sud del Comune"
 
INQUINAMENTO POZZI RIOSECCO. DOTTORINI: "STANZIATI I FONDI DALLA REGIONE. ADESSO COMUNE PROCEDA A RIMBORSO CITTADINI"

"Con lo stanziamento da parte della Regione di 12mila euro a favore del Comune di Città di Castello possono partire le procedure che consentiranno ai cittadini di Riosecco-Regnano colpiti dall'inquinamento dei pozzi privati di ricevere il rimborso di una sostanziosa parte dei costi sostenuti per l'allaccio all'acquedotto pubblico. Grazie al mio emendamento la Regione riesce in questo modo a fare la sua parte, portando a termine l'iter burocratico di assegnazione dei finanziamenti. Ora spetta al Comune avviare le procedure che consentiranno ai cittadini di richiedere il contributo". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv, interviene sulla vicenda dell'inquinamento dei pozzi privati che ha visto coinvolte decine di famiglie delle frazioni di Riosecco e Regnano.
"Adesso attendiamo che Comune e Umbra acque - aggiunge Dottorini - comunichino ai cittadini le esatte modalità per richiedere il rimborso delle spese sostenute per l'allaccio all'acquedotto, con tempi rapidi e certi. La popolazione ha già subito abbastanza disagi e disservizi a causa di questa vicenda, vedendosi privata della possibilità di utilizzare l'acqua dei propri pozzi non solo a fini domestici e alimentari, ma anche per l'uso irriguo. È bene ricordare che questa vicenda è nota al Comune di Città di Castello dal 2003, anno in cui l'Arpa segnalò la presenza di sostanze inquinanti in alcuni campioni di acqua dei pozzi della zona di Riosecco, ma solo nel novembre scorso l'amministrazione comunale ha emanato l'ordinanza che metteva in allerta la popolazione".
Per quanto riguarda le operazioni di bonifica Dottorini si era assunto l'impegno di riferire semestralmente alla popolazione: "Gli uffici regionali - spiega il presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale - ci informano che è in corso di approvazione il Piano di caratterizzazione delle acque per Riosecco-Regnano, propedeutico all'analisi dei rischi e alle definitive procedure di bonifica della zona. Lo scorso mese si è tenuto un tavolo tecnico nel corso del quale Umbra acque, Provincia di Perugia e Regione hanno chiesto chiarimenti al comune di Città di Castello per individuare le zone di rispetto dei pozzi pubblici in modo da poter dare avvio al Piano di bonifica della zona".
"Da parte nostra - conclude Dottorini - stiamo monitorando con attenzione la situazione, informando i cittadini e facendo le dovute sollecitazioni agli uffici perché venga risolto al più presto un grave danno all'ambiente e potenzialmente alla salute dei cittadini. Sappiamo che analoghe problematiche stanno interessando anche la zona sud del Comune e proprio per questo è stata finanziata recentemente con 56mila euro un'indagine da parte della Regione per valutare la gravità della situazione. Anche in questo caso gli uffici attendono una risposta da parte del Comune che si era impegnato a finanziare il 20 per cento dell'indagine e che auspichiamo non tarderà ad arrivare".

Perugia, 9 settembre 2013
"Suo appello a digiuno appare ispirato da grande saggezza e profezia, occorre accoglierlo e trasformarlo in occasione di riflessione e azione politica"

SIRIA. DOTTORINI: PIENO SOSTEGNO AD INIZIATIVE PROPOSTE DA PAPA FRANCESCO

"Pieno sostegno all'iniziativa del digiuno proposta da Papa Francesco. In un momento carico di angoscia per le atrocità subite dalla popolazione siriana e per i possibili drammatici sviluppi che si prospettano, appare ispirato da grande saggezza e profezia il richiamo che giunge dal pontefice. Occorre perseguire in ogni modo la via del dialogo e del negoziato evitando il ricorso all'intervento armato che, come dimostrato da analoghi casi in passato, non garantisce soluzioni eque, ma anzi presenta il rischio che la violenza possa deflagrare ed estendersi". E' quanto ha dichiarato il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione Umbria migliore e capogruppo Idv.
"Il grido del Papa contro la guerra - aggiunge Dottorini - chiama in causa ogni persona, a prescindere dagli orientamenti politici. L'iniziativa del digiuno rappresenta un gesto dal forte valore simbolico e politico, che si richiama proprio ai metodi della nonviolenza per ribadire la follia della guerra e della sopraffazione. E' giusto quindi non lasciare cadere questo invito e trasformarlo in occasione di riflessione e azione politica, innanzitutto in contrasto alle atrocità subite dal popolo siriano".

Perugia, 3 settembre 2013

"A luglio scaduti i termini previsti nel bando. Necessaria proposta operativa che in tempi rapidi recuperi e bonifichi un'area abbandonata al degrado"

EX-FERRO. DOTTORINI:

"Sulla vicenda Cerelplast sembra essere calata una lenta e inesorabile cortina di silenzio. Un progetto di insediamento industriale faraonico, presentato con tutti gli onori del caso, risulta tuttora fermo e senza prospettive in attesa che la multinazionale dia qualche segnale a Regione e territorio di Cannara. Chiediamo che venga fatta luce su un piano che prevedeva circa 150 nuovi posti di lavoro e che invece allo stato attuale non risulta nemmeno avviato". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, interviene sulla vicenda della area ex-Ferro di Cannara.
"A tutt'oggi - ricorda il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - nello stabilimento di proprietà della Regione è presente solo l'insegna dell'azienda americana. Il sito è stato assegnato oramai più di due anni fa da Sviluppumbria alla Cerelplast tramite bando pubblico, ma l'iniziativa imprenditoriale risulta in uno stato di assoluto stallo, senza sapere se l'azienda intenda proseguire nell'investimento previsto oppure tirarsi indietro e liberare l'area per possibili nuovi insediamenti produttivi. Ci risulta, tra le altre cose, che i termini per l'avvio dell'insediamento del sito produttivo siano scaduti lo scorso luglio. Credo che altri indugi non siano ammissibili e che occorra immediatamente ricercare altre disponibilità all'investimento, al recupero e alla bonifica dell'area".
"Di certo - aggiunge Dottorini - c'è il fatto che l'area risulta abbandonata e i lavori di bonifica che ormai dovrebbero essere già effettuati non sono neppure iniziati. C'è da aspettarsi che Giunta e Sviluppumbria prendano in mano la situazione e pensino alle modalità più rapide e economicamente vantaggiose per superare questa situazione di stallo, magari rivolgendo un appello al mondo imprenditoriale regionale finalizzato a trovare soluzioni realistiche per il recupero dell'area ex-Ferro".

Perugia, 2 settembre 2013
 

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