"Finiti i tempi delle promesse. In attesa della completa informatizzazione i parlamentari umbri si attivino per la creazione di un presidio giudiziario temporaneo"

"Puntualmente si sta verificando quello che da mesi abbiamo denunciato, con disservizi e disagi per i cittadini e per gli operatori della giustizia. La chiusura delle sedi distaccate dei tribunali, che è bene ricordare è stata votata da Pd, Pdl e Scelta civica, rischia di bloccare il sistema giudiziario regionale e di provocare particolari disagi al territorio altotiberino. Auspichiamo che Governo e Ministero aprano alla possibilità della creazione di una sezione distaccata a Città di Castello, una sorta di presidio giudiziario, in modo da comprendere l'area dell'Alta Umbria e facilitare le singole e quotidiane procedure che altrimenti richiederebbero un notevole dispendio di risorse e di tempo. Credo che sia opportuno che i parlamentari del territorio che hanno votato questo assurdo atto si attivino per un'iniziativa immediata, tentando di rimediare a un evidente errore". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, commenta la manifestazione di ieri degli avvocati altotiberini contro il trasferimento della sezione del tribunale di Città di Castello a Balanzano.
"Avevamo chiesto in tempi utili - ricorda Dottorini - con atti formali e con prese di posizione che i parlamentari umbri, e in particolare quelli dell'Altotevere, non lasciassero che una riforma caduta dall'alto mettesse in serio pericolo la sezione del tribunale di Città di Castello. Purtroppo i nostri appelli sono rimasti inascoltati e oggi ci troviamo di fronte al fatto compiuto che rischia di immobilizzare e sospendere per tempi non certi le udienze e tutte le pratiche in corso, creando ritardi, disservizi e disagi in primo luogo ai cittadini e poi agli operatori della giustizia che dovranno sostenere spese e dilatazione dei tempi per i trasferimenti verso Perugia".
"Crediamo - conclude il presidente di Umbria migliore - che in attesa della completa e definitiva informatizzazione delle procedure giudiziarie, purtroppo ancora troppo lente, il presidio di Città di Castello rappresenterebbe una temporanea soluzione alle esigenze di cittadini e lavoratori. La triste verità è quella di un territorio oramai dimenticato, lasciato solo a se stesso a subire le decisioni calate dall'alto dalle politiche perugine e romane, figlie di vecchi accordi per l'ascesa di qualche amministratore locale".
Perugia, 12 settembre 2013


































Recent Comments